AMPÈRE, ANDRÉ-MARIE. — Fisico, matematico e filosofo francese, n. a Poleymieux presso Lione il 22 genn. 1775, m. a Marsiglia l'11 giugno 1836. È il più grande fisico della Francia nel sec. XIX. La sua scoperta delle leggi dell'elettricità e del magnetismo va posta accanto alle scoperte di Newton e di Volta. Fu anche grande matematico, e filosofo acuto. Edu-
cato dal padre, lesse con entusiasmo l'Enciclopedia di D'Alembert e Diderot ed in essa apprese l'amore per la scienza e la ricerca del vero. Imparò dal padre a non curare titoli e diplomi. Insoddisfatto, ansioso di conoscere ogni nuova idea, scriveva ad un amico: «... Non trovo che delle verità; insegnami la verità». Ebbe una vita infelicissima; suo padre, girondino, fu ghiigliottinato a Lione il 21 nov. 1793, lasciando al figlio un testamento che dimostra l'elevatezza e la nobiltà del suo animo. Sua madre, religiosissima, trasunse al figlio la sua fede pura e sincera. Nell'opera di A. non si deve separare la scienza dalla religione, che occupavano simultaneamente il suo pensiero, rivelatosi nella sua corrispondenza e nelle memorie dei contemporanei.
C. A. Valson ha pubblicato nel 1910 una sua memoria inedita Sur les preuves historiques de la divinité du Christianisme. Le sue idee filosofiche, ed in particolare una classificazione dicotomica di tutte le conoscenze umane, sono contenute nei due volumi: Essai sur la philosophie des sciences, Parigi 1834, 1838 e 1843, pubblicati dal figlio Jean Jacques.