ANTONELLI, GIOVANNI

ANTONELLI, GIOVANNI. - Scienziato scolopio, n. a Candeglia, sobborgo pistoiese, il 10 genn. 1818, m. a Firenze il 14 genn. 1871. Divenuto scolopio il 7 nov. 1834, fu discepolo del p. Giovanni Inghirami, al quale succedette nella cattedra di matematica superiori ed astronomia e nella direzione della Specola Ximeniana in Firenze. Nel magistero scientifico, l'A. continuò le belle tradizioni scolopiche, distinguendosi con le sue particolari osservazioni astronomiche e meteorologiche. Genialissima viene (a tutt'oggi) giudicata la sua idea di trarre sussidio dallo stato ottico dell'atmosfera per indagare lo stato meteorico. Nel 1855 pubblicò un'opera di grande valore matematico sul concetto dell'infinito e degli infinitesimi applicato al calcolo differenziale: Di un nuovo modo di trattare il calcolo differenziale col principio infinitesimale. L'anno appresso comunicò all'Accademia dei Georgofili un originale saggio d'ideologia geometrica.

Con spirito galileiano, cercò di attuare praticamente i suoi principi teorici, applicandoli, nella loro copiosa varietà, ai problemi di alta matematica, alla fisica e alla meccanica. Degni di nota i suoi studi per il perfezionamento della celebre invenzione del motore a scoppio, dovuto al confratello Eugenio Barsanti, e dell'altra ingegnosa macchina per meglio utilizzare la forza del vapore, ideata da lui stesso, in collaborazione col p. Cecchi.

Come astronomo, effettuò il diligente ripristino in S. Maria del Fiore del famoso gnomo di Paolo Toscanelli; percorse il Clerck nell'osservazione del satellite di Sirio ed attese all'interpretazione dei problemi scientifici della Divina Commedia, compilando le classiche note inserite dal Tommaseo nel suo commento al poema.

Il poliedrico ingegno dell'A. si distinse anche nella risoluzione dei problemi idraulici per la bonifica del padule di Fucecchio e per la sistemazione del lago di Orbetello. Speciale caratteristica dell'attività scientifica antonelliana è quella di avere applicato i suoi studi di matematica e geodesia alla redazione di progetti per nuove strade ferrate. Sostanzialmente suoi sono i progetti delle linee da Firenze al Trasimeno per Arezzo e da Firenze a Faenza.

BIBL. N. Tommaseo, Commentazione di G. A., Firenze 1872 (2a ed. con varianti e giunte inserite dell'autore, Firenze 1939, per cura del p. V. Viti); A. Stiatteis, Intorno alla vita e agli scritti del p. G. A., in Boll. di Bibliografia e di Storia delle scienze matematiche e fisiche, Roma 1873; G. Giovannozzi, Il p. G. A., Pistoia 1910.