ANCRENE RIWLE (Regola delle anacorete -). - Trattato ascetico di autore ignoto, dedicato alle recluse e romite, composto prima del 1225. Documento letterario e storico insigne, anche per la prosa in cui è redatto (un dialetto del Wessex), è da una recente ipotesi (J. R. C. Hall, Selections from Early Middle English, II, Cambridge, p. 375) attribuito a S. Gilberto di Sempringham (tra il 1135 e il 1154).
Dopo un'introduzione, in otto parti (servizio divino, custodia del cuore e dei sensi, vita monastica e relative virtù, tentazioni esterne e interne, confessione, penitenza, amore, regole domestiche) vi sono esposti in sintesi organica i precetti e consigli della vita dedita alla preghiera e al lavoro. Le romite, di cui qui trattasi, non vivevano nella completa solitudine, che l'A. R. si rivolge a tre donne che fanno vita comune. Il testo, in forma semplice e nuda, originale e vivace, abbonda di tratti pittoreschi di descrizione realistica. La dottrina spirituale è improntata a bonaria saggezza e a modrocizione: ad es., si sconsiglia alla romita l'uso del cilicio, l'eccessiva astinenza, e le viene consentito di tenersi accanto un gatto per compagnia.