ANDREA del SARTO (ANDREA VANNUCCHI; ANDREA D'AGNOLO). - Pittore, n. a Firenze il 16 luglio 1486, m. ivi il 22 genn. 1531. Allievo prima di Giovanni o Andrea Barile, poi di Piero di Cosimo, subì fortissima l'influenza di Leonardo da Vinci, e più tardi, in minor grado, quella di Michelangelo, che gli fu dannosa, perché contraria alla dolcezza dell'indole sua. Né gli rimasero estranei Bartolomeo della Porta, per la teatralità delle pose, e Raffaello, per l'euritmia della composizione. L'attività di A. si svolse in massima parte a Firenze; nel 1518, invitato da Francesco I, fu per breve tempo in Francia.
La prima opera di A., il Noli me tangere degli Uffizi, rivela piuttosto che un alunno presso Piero di Cosimo, come vorrebbe il Vasari, una formazione analoga a quella del Franciabigio (v.); ben presto però, nella esecuzione degli affreschi con storie di s. Filippo Benizzi nel chiostro dell'Annunziata a Firenze,
la maniera si fa più sciolta e la composizione si equilibra secondo ritmi affini a quelli di Fra Bartolomeo. Il gusto per le ombre colorate e per lo sfumato atmosferico si manifesta nella Annunziazione Pitti e nella Pietà della Galleria di Vienna; i piani si sfaccettano per ottenere una commossa vibrazione della luce. Infatti, nel Corteo dei Magi all'Annunziata le immagini raggiungono una perfetta fusione con l'atmosfera. È di questo periodo il mirabile Ritratto muliebre del Prado. Prima del viaggio in Francia, A. inizia gli affreschi al chiostrino degli Scalzi, nei quali appaiono i primi spunti michelangioleschi. Nei monocromati la crudezza delle luci esalta la visione plastica del particolare, ma nella insistente sfaccettatura dei piani e

Mentre nella scuola fiorentina, tutta data al disegno, domina la concezione formale, la pittura di A., derivando dallo sfumato leonardesco la sottigliezza
del chiaroscuro e la sfumatura delle tinte, si presenta essenzialmente coloristica. - Vedi Tav. CV.