ANDREA di BARTOLO. - Pittore senese figlio del pittore Bartolo di Fredi (v.), risultava iscritto nel ruolo dell'Arte dei Pittori del 1389. Ci sono rimasti molti ricordi documentari sulla sua attività; ebbe varie cariche pubbliche e morì il 3 giugno 1428. Si conoscono di lui tre opere firmate, una tavola nella collezione Wildestein a Nuova York, una Assunzione nella collezione Whitney a Nuova York e un politico con l'Annunciazione e due santi nel Museo parrocchiale di Buonconvento. Numerosi dipinti gli sono stati attribuiti. Fu aiuto e scolaro del padre, ma più tardi subì l'influsso di Taddeo di Bartolo, che contribuì a dare maggior solidità al suo disegno. È un corretto epigono della grande tradizione dei Lorenzetti.
Bibliografia3 opereG. De Nicola, s. v. in Thieme-Becker, I, pp. 440-450; id., A. di B., in Russ. d'Arte Senese, 14 (1921), pp. 12-15; R. Van Marle, The Develop
BIBL.: G. De Nicola, s. v. in Thieme-Becker, I, pp. 440-450; id., A. di B., in Russ. d'Arte Senese, 14 (1921), pp. 12-15; R. Van Marle, The Development of the Italian Schools of Painting, II, L'Aja 1924, p. 572 sgg.
Enzo Carli
nel riedificare chiese e monasteri (di tutte queste spese tenne nota, di sua mano, in un memoriale che si conserva), vivendo per suo conto in grande austerità. Con tutte le forze cercò di comporre contese e discordie civili e domestiche ardenti in quella età, e a lui, come a pacificatore, si ricorreva da vari luoghi, da Firenze, da Prato, da Pistoia. Intorno al 1368 fu mandato da Urbano V a Bologna, per ricondurre all'obbedienza la città, mossa dai maneggi politici dei Visconti a ribellarsi al Pontefice; vi riuscì felicemente, sebbene dapprima disprezzato e perfino incarcerato. Diversi miracoli si attribuirono a lui in vita e dopo la morte. Il corpo, poche settimane dopo il transito, venne portato segretamente a Firenze e sepolto nella chiesa del Carmine; l'artistico sepolcro, ornato da un'iscrizione di Coluccio Salutati, andò distrutto da un incendio, nel 1771. Considerato protettore del Comune, che riconobbe dovuta alla sua intercessione la vittoria di Anghiari (1440), fu onorato allora, per concessione di Eugenio IV, del titolo di beato. Un regolare processo, iniziato nel 1602, portò alla solenne canonizzazione il 22 apr. 1629. La festa ricorre il 4 febbraio.
Bibliografia2 opereP. Caioli, S. A. C. carmichiano, vescovo di Fiesole, Firenze 1929; intorno a quest'opera cf. Anastasio di S. Paolo, in Analecta Ord. Carm. D
BIBL.: P. Caioli, S. A. C. carmichiano, vescovo di Fiesole, Firenze 1929; intorno a quest'opera cf. Anastasio di S. Paolo, in Analecta Ord. Carm. Disc., 4 (1930), pp. 238-50, e Analecta Boll., 48 (1930), pp. 432-34.
Carli, Enzo, and Nello Vian. “Andrea di Bartolo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 1190–1195. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/andrea-di-bartolo.
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Carli, Enzo, and Nello Vian. “Andrea di Bartolo.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 1190–1195. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/andrea-di-bartolo.
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