ANDREA DI CRETA, SANTO

ANDREA di CRETA, santo. - Oratore e innogratò bizantino, n. a Damasco verso il 660, m. a Porto di Erisso, nell'isola di Mitilene, il 4 ag. 740. Monaco a Gerusalemme vi restò fino al 685, quando fu mandato presso l'imperatore Costantino Pogonato per portare l'adesione del patriarcato di Gerusalemme alle decisioni del VI Concilio ecumenico (681). Fu detto perciò Gerosolimitano, ma è più conosciuto sotto il nome di A. di Creta, perché, verso la fine del sec. VII o al principio dell'VIII, fu nominato vescovo di Gorina, la metropoli cretese.

Mentre era metropolita di Creta, A. ebbe la debolezza di cedere alle ingiunzioni dell'usurpatore Filippico Bardane, firmando i decreti del conciliabolo di Costantinopoli del 712, che ristabilì il monteismo e condannò il VI Concilio ecumenico. Ma espiò questo errore, l'anno seguente (713), dopo la scomparsa di Filippico, con l'aderire alla definizione d'organica del VI Concilio (cf. A. Heisenberg, Ein tainbisches Gedicht des Andreas von Creta, in Byzantinische Zeitschrift, 10 [1901], pp. 505-14), e poi si oppose energicamente al decreto di Leone Isaurico contro le immagini (PG 19, 1301-1304).

A. si è distinto anche come predicatore. I suoi sernoni sono pubblicati solo in parte: ventidue omelie o panegirici sono riuniti in PG 97, 805-1302. Bisogna aggiungervi un Panegirico di S. Giorgio, in Acta SS. Aprilis, III, Anversa 1675, pp. 123-31, un altro di S. Giacomo fratello del Signore, edito da A. Papadopoulos-Kerasmeus, in 'Ανάλεκτα 'Ιερουσαλμηνίτης σταγυμναλόγια', V, pp. 1-14. Sulle omelie inedite V. J. A. Fabricius, Bibliotheca graeca, XI, Amburgo 1740, p. 84. L'autenticità delle omelie pubblicate è generalmente riconosciuta. Sono apocrife le cinque omelie sulla Presentazione della Vergine al Tempio, contenute nel cod. Laud. graec. 81 della biblioteca di Oxford. Lo stile dell'oratore è ricercato e talvolta oscuro.

Come innoffato, A. è stato l'iniziatore della poesia dei canoni e il principale rappresentante di questo genere. Ha lasciato anche numerosi tropori, detti idiomi, specie di antifone ritmiche aventi ciascuna una propria melodia. Sull'opera poetica di A., V. l'artistico col complessivo di L. Petit, André de Crète, in DACL, I, coll. 2034-41.

BIBL.: Sulla vita di A. il lavoro principale è di P. S. Vailhé, Saint André de Crète, in Echos d'Orient, 5 (1902), pp. 378-87; l'autore si è servito del panegirico di A., scritto da Niceta il

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(b) Abaent
Andrea da Firenze - Pedeli supplicanti innanzi all'area di s. Pietro Martire - Paracelore dell'altecco nel Cappellone degli Spagnoli - Firense, S. Maria Novella.

ANDREA di FIRENZE - Fedeli supplicanti innanzi all'area di S. Pietro Martire - Particolare dell'affresco nel Cappellone degli Spagnoli - Firenze, S. Maria Novella.

Questo, pubblicato da Papadopoulos-Kerasmeus nel 1° degli Anni, è stato pubblicato in 1906, pag. 169-80. Le principali opere edite sono riunite in PG 97, 805-1304. Sulle opere poetiche edite e medite vedere l'articolo citato di L. Petit. Parecchie si trovano sparse in libri luterici bizantini. Si veda inoltre: M. Jugie, Sant' André de Crète et l'Immaculée Conception, in Echos d'Orient, 13 (1910), pp. 129-33; O. Bardenhewer, Geschichte der altkatholischen Literatur, V. FRIBURGO IN BRISGOVIA, DIOCESI DI. 1932, pp. 152-57.