Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Liturgia Argomenti vari

AMEN

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AMEN - Dal Graduale romano, edito da Giunta, Venezia 1586.
AMEN - Dal Graduale romano, edito da Giunta, Venezia 1586.

AMEN. - Acclamazione biblica e liturgica.

1. USO BIBLICO

Derivata dalla radice 'āman' « esser fermo, sostenere », la parola Amen (ebr. 'āmēn; Settanta: 'Αμήν), esprime un'idea fondamentale di sicurezza e di verità. Isaia due volte chiama Dio Deus Amen (65, 16), nel senso di « Dio verace » (così i Settanta). Tale concetto, di valore messianico, è sviluppato da s. Paolo (II Cor. 1, 18-20). Similmente nell'Apocalisse Cristo è detto l'Amen, ὁ 'Αμήν, essendo il testimone della verità (3, 14). Frequente è l'uso avverbiale di a. come assentimento di chi ascolta (sì, certo) a quanto dice colui che parla, congiunto inoltre, il più delle volte, al voto che ciò stesso si avveri (cf. I Reg. 1, 36; Ier. 11, 5; 28, 6). L'a. assume così valore di acclamazione religiosa (Deut. 27, 15-26; cf. Num. 5, 22), soprattutto nell'esercizio del culto (I Par. 16, 36; Neh. 5, 13; 8, 6). In tal senso ricorre nelle dossologie finali dei primi quattro libri dei Salmi (v.) (alla fine dei salmi 40 [41]; 71 [72]; 88 [89]; 53, l'a. è duplicato; in 105 [106], è unito all'Alleluia: cf. I Par. 16, 36 ebr., e Apoc. 19, 4). In questi casi i Settanta hanno γένοιτο, γένοιτο che la Volgata rende Fiat, fiat. Caratteristico è l'uso dell'a. fatto da Gesù con la nota formola asseveratoria: Amen dico vobis (oppure tibi), che ricorre 28 volte in Mt., 13 in Mc., 7 in Lc., e 26 volte, in forma duplicata, in Io.: Amen, amen dico vobis « in verità, in verità vi dico », ossia « vi dico in tutta verità » (forma superlativa: cf. s. Agostino, Tractatus in Ioh., 8, 34 (PL 35, 1694). Forse vi allude s. Giovanni, in Apoc. 3, 14.

2. USO LITURGICO

L'a. passò spontaneamente dalla sinagoga alla comunità cristiana. Le chiare allusioni di s. Paolo (I Cor. 14, 16; II Cor. 1, 20), i testi della primitiva letteratura cristiana e l'epistolario degli apostoli, che pongono l'a. persino a suggello di saluti, d'auguri e di dossologie, ne danno la prova migliore (cf. Didaché, 10, 6; s. Giustino, I Apol., 65 e 67; Dionigi Alessandrino, presso Eusebio, Hist. eccl., 7, 9; Tertulliano, De spect., 25; s. Agostino, De catech. rudibus, 9, 13; s. Girolamo, Comm. in Galatas, II, pr.).

Come solenne professione di fede eucaristica, l'a. si cantava nei momenti più importanti dell'azione sacrificale: alla Consacrazione (come tuttora nelle liturgie orientali) e al termine del Canone e anafora, mentre i fedeli lo dovevano scandire nel ricevere la comunione. « Disponendo la sinistra, quasi trono del re, sotto la destra - dice Cirillo Gerosolimitano - ricevi con la concava palma di questa il Corpo di Cristo, e rispondi a. » (Catech., 23, 21); e Ambrogio di Milano nel De Sacramentis: « Dicit tibi Sacerdo: Corpus Christi; et tu dicis a., hoc est Verum. Quod confitetur lingua, teneat affectus» (4, 5; cf. Constit. Apostolorum, 8, 13; s. Agostino, Sermo 272). Questa antica consuetudine è tuttora in vigore nella liturgia ambrosiana; e la romana ne conserva un vestigio nella Messa per il conferimento degli Ordini sacri. L'a. liturgico ha valore eminentemente sociale, perché esprime la solidarietà dei fedeli col celebrante: « Fratres mei - spiega s. Agostino - a. vestrum subscriptio vestra est, consensio vestra est, adstipulatio vestra est » (Sermo contra Pelagium, 3: PL 39, 1721). Celebre per questo è l'a. al termine della dossologia che conclude il canone, prima del Pater noster: è il più solenne della liturgia, l'unico, forse, derivante dal canone primitivo. Quale formola conclusiva dei simboli di fede a. può ben tradursi, con i Padri, verum est: « è vero », o « così è ». Invece, alla fine delle dossologie, e soprattutto in fine alle preghiere di domanda, ha il senso ottativo di sic sit, « così sia », come già interpretò s. Agostino (Sermo 6, 3 della collez. Denis: PL 46, 836), e la sua traduzione sostituisce oggi l'a. in quasi tutte le preghiere in lingua volgare.

UNIVERSALITÀ DELL'A

L'a. è una delle voci più diffuse nel mondo: comune agli ebrei, ai cristiani d'ogni rito, e agli stessi musulmani, i quali aggiungono amio alle loro preghiere, specie dopo la prima aura del Corana. I rabbini ne hanno esaltato l'efficacia come pegno di vita eterna: « Chiunque dice a. con tutte le sue forze (ossia con ogni intenzione e devozione), avrà aperte le porte del paradiso » (J. Buxtorf, in Lexicon Chald. Talm. Rabb., Basilea 1620, col. 115). Parola di fede e di speranza, l'a. allietò anche le tombe. L'epigrafia cristiana ci ha tramandato non poche iscrizioni come: Reguiescat in pace. A. o Cum Christo in aeternum. A.

Con un significato così molteplice e sublime, l'a. è termine intraducibile (cf. M. Vittorino, Adv. Arium, 3, 9; s. Agostino, De doctr. christ., 2, 11; Tractatus in Io., 8, 34), una di quelle mistiche parole che, come l'Alleluia, anche nei cieli fanno parte dei cantici della Chiesa trionfante (Apoc. 5, 14; 7, 12; 19, 4):

« Tota actio nostra - conclude s. Agostino (Serm., 262, 28, 29) - A. et Alleluia erit - ché la vita beata sarà tutta « nella contemplazione e nella lode della verità »: « tutti i santi diranno Alleluia, perché diranno A. ».

Bibliografia5 opere
BIBL.: F. Cabrol, s. v. in DACL, I, coll. 1354-73; P. Glaue, « A. » nach seiner Bedeutung und seiner Verwendung in der alten Kirche, in Zeitschrift für Kirchengeschichte, 44 (1925), pp. 184-98; P. Salmon, Les « A. » du Canon de la Messe, in Ephraimides Liturgicae, 42 (1928), pp. 496-506; B. Krupnik e A. Nadel, in Encycl. Iudaica, II, coll. 575-81; I. Cecchetti, L'A. nella Bibbia e nella Liturgia, Roma 1942.

Igino Cecchetti

Informazioni sulla voce

Di Igino Cecchetti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 1030–1032.

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vol. 1, coll. 1029–1030
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vol. 1, coll. 1031–1032

Altre voci di Igino Cecchetti: AMICO, BERNARDINO (BERNARDINO DA GALLIPOLI) · AMALARIO DI METZ (AMALARIUS, AMALARIUS) · ALVASTRA (ALWASTRA, ALVASTRUM, ALVASTER[8]) · ÁLVARO, PAOLO (PAULUS ALBARUS, ALVARUS), DI CORDOVA · ALMA REDEMPTORIS MATER

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Cecchetti, Igino. “Amen.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 1030–1032. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/amen.

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Cecchetti, Igino. “Amen.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 1030–1032. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/amen.

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