«ALMA REDEMPTORIS MATER». - È la prima delle quattro grandi antifone mariane, e si recita al termine delle lodi e della compieta, dalla I domenica dell'Avvento fino alla Purificazione (2 febbr.). Molto probabilmente è autore Ermanno Contratto, monaco di Reichenau.
Si compone di sei esametri dattilici (metrica classica quantitativa), con ritmo grave e solenne. Teologicamente è un gioiello di letteratura sacra: esalta la divina maturità di Maria, la sua cooperazione all'opera della Redenzione, la sua potenza meditatrice, il prodigio stupendo (natura mirante) della sua perpetua verginità. Cara alla pietà medievale, forni ispirazione per altre composizioni: il suo primo verso fu scelto come inizio di inni (cfr. U. Chevalier, Repert. Hymnal, 6 voll., Lovanio e Bruxelles 1892-1920, passim) e le sue singole parole come inizio delle strofe di un lungo carme, chiamato precisamente Aureum Alma B. M. V. (G. M. Dreves-C. Blume, Analecta Hymnica, 5o [1907], p. 317 sgg.) I versetti e l'orazione che la seguono - diversi per il tempo dell'Avvento (Angelus Domini nuntiavit Mariae...) e per il tempo del Natale (Post partum Virgo inviolata perennisit.) - esprimono concetti e sentimenti propri della bella antifona, la quale, entrata nella liturgia fin dal sec. XIII, fu definitivamente introdotta nel Breviario Romano con la riforma di Pio V (1568).