BARTOLO DI FREDI

BARTOLO di FREDI. - Pittore senese, n. ca. il 1330. Nel 1353 affittava in Siena una bottega per esercitarvi l'arte insieme con Andrea Vanni (v.) e rispettava iscritto negli statuti del 1355. Sposò nel 1356, e dal 1368 al 1400 parteggiò: attivamente alla vita pubblica di Siena, fu più volte eletto capitano del popolo e priore per il terzo di Camollia: nel 1376 fu nominato castellano di Massa, il testamento da lui dettato nel 1407 serve a sfatare la credenza che egli fosse padre di Taddeo di Bartolo: fu invece suo figlio il pittore Andrea (v.). M. nel 1410.

Delle numerose opere ricordate in documenti e in contratti di «allogazione» nemmeno una è rimasta; in compenso possediamo di lui varie tavole e affreschi con firma e data, che non solo ci consentono di seguire lo svilupparsi dell'arte sua dalla Madonna di Misericordia del museo di Pienza del 1364 (prima opera datata), fino alla grande ancona del 1388 ora smembrata tra il museo di Montalcino e la pinacoteca di Siena, ma ci permettono di attribuirgliene con sicurezza molte altre a Siena, Poggibonsi, S. Gimignano, Torrita, Lucignano e nei musei di Parigi e di Boston. Un elemento decisivo per la ricostruzione della cronologia di B. è stato offerto dalla recentissima scoperta della data del grande ciclo di affreschi con Storie dell'Antico Testamento nella collegiata di S. Gimignano, la più importante e vasta impresa del pittore. Anziché del 1356, come sulla scorta del Vasari si riteneva unanimemente, questi affreschi sono del 1367 e quindi concludono il primo periodo dell'attività di B. Le opere più significative del secondo periodo di B. sono, oltre alla citata data del 1388, la Deposizione, firmata e datata 1382, e altre tavole con Storie di S. Filippino pure nel museo di Montalcino. La pittura di B. ispirata ad un garbato eelettismo che la rese capace di assimilare tanto la tradizione di Simone Martini quanto quella dei Lorenzetti, si distingue per la vivacità narrativa ed ha forse il suo pregio

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(psl. Anderson)
Bartolo di Fredi - Hitarno di Mario alla casa paterna. Siena, pinacoteca.

maggiore in un limpido e festoso senso del colore, tipicamente senese.

BIBL.: C. Brandi, Reintegrazione di B. di F., in Bull. senese di storia patria, nuova serie, 2 (1931), pp. 206-10; S. L. Faison Jr., Boma and B. di F.; in The Art Bulletin, 4 (1934), pp. 285-315; L. Rigatuso, B. di F.; in La diana, 9 (1934), pp. 214-67.

Enzo Carli