BARONZIO, GIOVANNI. - Pittore da Rimini, m. già nel 1362. Nel 1345 firmava un politico oggi nella galleria di Urbino; gli viene anche attribuito un crocifisso firmato nello stesso anno: Joannes de Arimino, a Mercatello (v. GIOVANNI DA RIMINI). La personalità artistica del B., rivelata da L. Venturi che vide in lui il maggior rappresentante della scuola riminese, l'artista che fuse, derivandone un proprio stile, il cromatismo bizantino con il plasticismo formale fiorentino, è stata criticamente riesaminata dagli studi recenti (M. Salmi) che ne hanno definito la valutazione nei confronti degli altri artisti della stessa scuola. Alla luce di questi il B. deve ritenersi il divulgatore del gusto dei principali riminesi (Pietro da Rimini e il Maestro di S. Agostino); divulgatore abile ma non
sorretto da un chiaro equilibrio. Infatti mentre nel bel Crocifisso di Mercatello lo schema giottesco è fuso con coerenza stilistica ai tradizionali moduli riminesi (tipico l'allungamento delle forme) e la delicata trattazione del chiaroscuro mantenuto in una tonalità verdastra accentua, senza esteriori effetti drammatici, il plasticismo, nella pala di Urbino non è altrettanto rispondente l'equilibrio delle parti. Al fluido plasticismo del gruppo centrale con la Madonna in trono si contrappongono figure legnose (Cenacolo) e popolarese (Adorazione dei Magi), composizioni faticose e confuse (Bacio di Giuda). Si attribuisce al B. anche il politico di Mercatello, e si crede che l'artista abbia collaborato alla decorazione del cappellone di S. Nicola in Tolentino (1348 ca.).