BARTOLINI, LORENZO

Image from page 543
Image from page 543

BARTOLINI, LORENZO. - Scultore, n. a. Savignano nel 1777, m. a Firenze nel 1850. Studiò a Parigi nell'atelier di David; fu compagno di Ingres, e con quest'ultimo ebbe comune l'avversione ai modelli statuari classici e l'ammirazione per i quattro-centisti italiani; a Parigi, dove rimase dal 1799 al 1808, dopo anni di lotta e di povertà, riuscì ad affermarsi fino a ottenere la protezione di Napoleone. Tornato in Italia, insegnò dapprima all'accademia di Carrara; e sia quivi, sia, più tardi, a Firenze (dove, superate le ostilità dell'ambiente, ottenne nel 1839 d'insegnare all'accademia) si oppose aspramente al classicismo del tempo, avversando lo studio delle statue antiche e propugnando l'imitazione della natura.

Nelle sue opere, tuttavia, e specialmente in quelle che più gli valsero la celebrità (La carità, della Galleria Pitti a Firenze e La fiducia in Dio, del museo Poldi-Pezzoli di Milano, ambedue del 1836, fredde e artificiose nella loro purezza e levigatezza), fu prigioniero degli schemi tradizionali. Da questi seppe liberarsi di rado: e vi riuscì nelle sculture funerarie (tomb della contessa Zamojska in S. Croce a Firenze), e ancor meglio nella statua del Machiavelli, nel portico degli Uffizi a Firenze, nel pregevolissimo autoritratto, e nei numerosi busti (di Pio IX, di Murat, di Rossini, ecc.), lontani così dal gusto accademico come da un crudo verismo. Ebbe una produzione vastissima, per cui si servì alla fine della sua carriera di numerosi aiuti, indulgendo sempre più al classicismo che aveva tanto combattuto.

BIBL.: M. Tinti, L. B., Roma 1936; A. M. Brizio, Ottocento e Novecento, Torino 1939, pp. 439-441; D. Giulioli, Penne pennelli scalpelli, Firenze 1942, pp. 175-81; C. Carrà, Artisti moderni, ivi 1943, pp. 95-99. (Si ricordi inoltre il sonetto di G. Giusti, La fiducia in Dio, statua di B.). Marta Prandi