ANDREA, vescovo di SAMOSATA. - Visse nella prima metà del sec. v, morì prima del 449; prese parte attiva alla controversia nestoriana. Su invito di

Giovanni d'Antiochia, scrisse, a nome degli Orientali, una confutazione degli anatematismi di s. Cirillo d'Alessandria, dove cerca di mettere quest'ultimo in contraddizione con se stesso. Questa confutazione ci è giunta in gran parte nella risposta di s. Cirillo, intitolata: *Apologeticus adversus orientales episcopos*: PG 86, 315-86. Sebbene Anastasio il Sinaita (*Hodegos*, cap. 22: PG 89, 291-94) tratti A. come «drago pieno di veleno nestoriano», non sembra, da quanto ci resta di lui, che sia stato veramente nestoriano. Il frammento, citato da Anastasio, di un secondo trattato contro Cirillo, che non è giunto a noi, si può intendere in modo ortodosso. È sicuro che A., dopo essersi rifiutato per qualche tempo di sottoscrivere al simbolo di unione tra s. Cirillo e gli Orientali (433), finì ben presto col riaccostarsi al partito della pace, come appare dalla sua lettera agli economi del suo intransigente metropolita, Alessandro di Gerapoli (*Synodicon Casinense*, 106: PG 84, 719-20).
Delle dieci lettere di A. giunteci in latino, nel *Synodicon Casinense* (43, 59-63, 82-90, 98-101, 106: PG 84) 8 sono indirizzate ad Alessandro di Gerapoli.