ANFIPOLI ("Αμφίπολις"). - Città della Macedonia orientale (oggi villaggio di Neokhorì [on]), a ca. 5 km. dal Mar Egeo, sul fiume Strimone (oggi Struma), che la circonda da due parti: onde il nome di città cinta (dal fiume). Per la sua importanza strategica era chiamata "Εννέα δόξα" e le nove strade. Contesa nelle guerre dei secc. V. e V. a. C. (Erodoto, VII, 114; Tucidide, I, 100; IV, 102 sgg.; Demostene spesso in Olynth., Philipp. e altri discorsi), fu dal 437 a. C. colonia ateniese, dal 424 spartana, dal 346 macedone; poi, sotto i Romani, capitale della "Macedonia prima" e attraversata dalla via Egnazia. Fu patria del critico Zoilo e centro numismatico importante: le sue prime monete sono del 422-21 a. C.
S. Paolo attraversò A. APOLLONIO (v.) nel recarsi con Sila da Filippi a Tessalonica nell'anno, sembra, 51 d. C. (Act. 17, 1).
Ignoriamo se la comunità cristiana di A. risalga a s. Paolo. Di A. era s. Mocio sacerdote, martire sotto Diocleziano, e i santi martiri (data ignota) Auctus, Taurio e Thessalonike. Nell'età bizantina è chiamata Chrysopolis (non Christopolis, corrispondente a Neapolis o Cavalla) ed è sede vescovile; ma due soli suoi vescovi (Andrea, al Concilio Trullano, 692, e un anonimo presso s. Teodoro Studita, 808) risultano con certezza.