ANNA D'AUSTRIA

ANNA d'Austria. — Figlia di Filippo III re di Spagna e di Margherita d'Austria-Stiria, n. 1, 27 sett. 1601; il 25 dic. 1615 andò sposa a Luigi XIII 1e di Francia in un momento in cui la politica francese era orientata verso un'intesa filospagnola e tentava legami di amicizia coi sovrani asburghesi: politica però che fu stroncata definitivamente quando il card. Richelieu divenne primo ministro il 16 apr. 1624. A. non ebbe né l'amore né la fiducia del marito; ed in uno dei molti intrighi di palazzo, tanto frequenti alla corte di Francia, intessuto da Maria di Rohan, marchese di Chevreuse, nell'ag. 1626, quando si pensava ad una probabile sposa, la morte del re, si ordiva il matrimonio di lei con

Gastone fratellastro del re destinato alla successione. Sventata la congiura dal Richelieu, che seppe mantenersi il pieno favore del sovrano, A. rimase del tutto appartata; il 5 sett. 1638 ebbe il primo figlio Luigi ed il 21 sett. 1640 il secondogenito Filippo che fu il capostipite del ramo d'Orléans.

Al momento della sua morte, il Richelieu (4 dic. 1642) designò a Luigi XIII come primo ministro il card. Mazzarino, che il re si affrettò a nominare; quando poi egli stesso morì (14 maggio 1643), A. assunse la reggenza del figlio; ma chi tenne il governo sino alla morte (9 marzo 1661) fu il Mazzarino, il quale continuò quell'indirizzo antispagnolo ch'era stato la linea conduttrice della politica del Richelieu. Infatti la dichiarazione del giovanissimo re di prendere il governo (7 sett. 1651) non interruppe l'opera del potente ministro che seppe superare i tumulti della Fronde (1648-52) provocati dalla insofferenza della nobiltà turbolenta, preoccupata più dei suoi particolari interessi che di quelli generali della nazione. La fragilità di A. col Mazzarino che era meno di un anno più giovane di lei, suscitò un cumulo di insinuazioni e di calunnie e si giunse persino a parlare di un matrimonio segreto tra di loro, nel quale avrebbe avuto mano s. Vincenzo de Paoli (il Mazzarino ricevette mai gli Ordini Sacri). Il santo smentì risolutamente tale diceria (Coste, III, p. 101). Egli fu in grado di influire sull'animo di A. la quale ebbe larga fiducia in lui ancor prima della reggenza e volle che facesse parte del Consiglio di coscienza, al quale erano affidati gli affari religiosi della Francia; ma il Mazzarino, al quale dava ombra l'opera del santo, ne lo eliminò nel 1652. A. però continuò ad aiutarlo nelle sue opere di carità, fondò istituti di Missionari e di Figlie della Carità; avversò il giansenismo nascente (Coste, III, p. 87 sgg.), nel quale le repugnava il rigore della dottrina sulla Comunione; e sebbene la sua condotta non sia stata sempre senza rimprovero, diede prova di pietà sincera e di amore per il popolo. Morì di cancro il 20 genn. 1666, largamente compianta, e fu sepolta nel monastero di Val de Grâce ch'ella stessa aveva fondato.

BIBL.: Manca una biografia di scrittori contemporanei e non si hanno di A. che loghi in vita ed in morte; conviene pertanto vedere in Les sources de l'histoire de France, III, Parigi 1923, i numeri che riguardano la famiglia reale (nn. 1206, 1297, 1298 specialmente) quelli di p. 94 a 99, che riguardano specialmente A.; inoltre interessano A. la bibliografia dei card. Richelieu e Mazzarino, del principe di Condé e dei Roussi XIII e XIV, alle cui voci rimandiamo. Tra i più recenti lavori, cfr. P. Robiquet, Le Cœur d'une reine, Parigi 1912. Per il sentimento religioso, cfr. Brémond, Histoire littéraire du sentiment religieux, II, Paris 1923, pp. 359-95; III, 1912, pp. 546-50; IV, 1912, pp. 180; VI, 1912, pp. 82, 236, 416; IX, 1912, pp. 211-212; P. de Coste, Monsieur Vincent, Parigi 1932, passim, specialmente voll. III, p. 88 sg.