ANTIGONO

ANTIGONO. - Nome di due principi giudei della dinastia asmonea.

1) Figlio di Giovanni Ircano I, n. verso il 135 a. C. Dopo la morte del padre (105), partecipò al regno del fratello Aristobulo I (v.), che in seguito a scandalo intrigo nel 104 lo fece uccidere (Flavio Giuseppe, *Antiq. Ind.*, XIII, 10, 2; 11, 1 sg.).

2) Di nome giudaico *Mattatia*, figlio di Aristobulo II (v.), fu l'ultimo re degli Asmonei. Raggiunse il trono, prima invano agognato, con l'aiuto dei Parti, che avevano invaso la Giudea, e regnò dal 40 al 37 a. C., in continua guerra col pretendente Erode, proclamato dal senato romano su desiderio di Antonio. Aiutato dagli Ebrei dimoranti presso il Carmelo, A. prima della Pentecoste del 40 penetrò in Gerusalemme e chiuse Erode col fratello Fasace nella regia rocca di Baris; avuto nelle mani lo zio Giovanni Ircano II, incautamente recatosi con Fasace al campo del comandante parto, gli fece tagliare le orecchie per inabilitarlo alla dignità sacerdotale. Divenuto re, prese, nelle monete, il titolo di «sommo sacerdote Mattatia, re A.».

Spese inutilmente le sue energie ad assediare Giuseppe, fratello di Erode, nella fortezza di Masada. Sopravvenuto

Erode, nominato re, con truppe romane, A., che aveva corrotto il generale romano Ventidio, riconduisse i Parti in Palestina. Ma Ventidio sconfisse i Parti (8 giugno 38) ed ebbe ordine da Antonio di aiutare Erode. Nell'ott. del 37, nel giorno della Espiazione, Erode espugnò Gerusalemme. A., sceso dalla rocca di Baris, implorò vita dal romano Sosio, e l'avrebbe avuta fino al trionfo di Antonio sui Parti; ma Erode ottenne che Antonio lo facesse decapitare in Antiochia (nov. 37 a. C.; Flavio Giuseppe, *Antiq. Ind.*, XIV, 4, 5 - 16, 4).