ANTROPOLOGIA

ANTROPOLOGIA - Sezione trasversale di cranio - Dall'alto in basso: di un cane, di un orangino, di un uomo di epoca recente. In nero: cranio neurale; in tratteggio: cranio viscerale.
ANTROPOLOGIA - Sezione trasversale di cranio - Dall'alto in basso: di un cane, di un orangino, di un uomo di epoca recente. In nero: cranio neurale; in tratteggio: cranio viscerale.

mativamente, ma soltanto «stimata», restano come valori massimi degli antropodi 655 cmc. e come minimo degli uomini 900 cmc. La differenza è di 250 cmc. da Si deve tuttavia notare che minimi di 900 cmc. fra gli uomini, sono estremamente rari, e le medie negli Europei si aggirano a 1500 cmc. e nelle razze a capacità più limitata, come gli Australiani, attorno a 1250 cmc.

In connessione con lo sviluppo cerebrale sta la forma del cranio. Nell'uomo si nota proporzionalmente all'aumento del cranio cerebrale, una diminuzione di quello viscerale, cioè di quella parte del cranio, dove incominciano i sistemi della respirazione e della digestione. Inoltre, nell'uomo la parte viscerale è sottostante a quella cerebrale; negli antropodi invece sporge notevolmente all'innanzì. Per di più nel cranio dell'uomo si nota che la parte anteriore, cioè la fronte, è più sviluppata e alta, e i lobi frontali si spingono fino al livello dei margini esteriori delle orbite, mentre nello scimpanzé e nel gorilla i lobi frontali del cervello non giungono a metà dell'orbita.

I giovani antropodi però, sono, sotto questo rispetto, più somiglianti agli uomini che gli antropodi adulti. Altre differenze fra il cervello degli antropodi e quello degli uomini si notano, oltre che nello sviluppo, nella conformazione delle singole parti.

La regione parietale è molto più sviluppata negli uomini che negli antropodi e così, come abbiamo visto, quella frontale. Le circonvoluzioni sono molto maggiori nel cervello degli uomini.

Conformazioni dipendenti dalla stazione eretta. - Soltanto l'uomo possiede la stazione eretta, cioè si tiene diritto sulle gambe, verticali, tronco e testa essendo parimenti verticali. Il pinguino, fra gli uccelli, e il dipo, fra i mammiferi, non hanno stazione eretta, in senso proprio. Il loro tronco è incompletamente raddrizzato, mediante un mutamento nella proporzione

dei segmenti dell'arto inferiore e nella apertura degli angoli che formano tra loro.

Gli antropoidi hanno stazione semieretta.

La stazione cretta dell'uomo è resa possibile da un totale rimaneggiamento dello scheletro, dei muscoli e della configurazione esterna.

Lo scheletro presenta nella colonna vertebrale una serie di curve, le cui proporzioni relative, la misura e la ragione di essere sono esclusive dell'uomo, specialmente la curva in avanti della regione lombare. Il torace è appiattito dall'avanti all'indietro. La scapola è applicata contro la faccia posteriore del torace e non lateralmente come in genere nei mammiferi e negli antropoidi. La spina della scapola è quasi trasversale e orizzontale e non fortemente obliqua come in questi ultimi. La cavità articolare che essa offre all'omero guarda in fuori, mentre negli antropoidi guarda in basso. La testa dell'omero nell'uomo è posta internamente, sul margine interno dell'osso, distendendosi ugualmente sulle sue facce anteriore e posteriore; negli antropoidi è piuttosto sulla faccia posteriore, in modo da sopportare la scapola (la cui cavità articolare guarda in basso) e per conseguenza il tronco, come nei quadrupedi.

Nell'uomo, braccio e avambraccio sono in linea retta; negli antropoidi, l'avambraccio è sempre un po' piegato sul braccio. Quando il braccio dell'uomo pende, la mano ha il pollice in avanti; nelle grandi scimmie indietro.

Negli antropoidi i metacarpi sono arcuati, e le ossa del carpo sono una di meno.

Differenze esistono pure nel bacino. Le ossa ilia- che nell'uomo si sviluppano in modo da formare un v

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Antropologia - Scheletro di Homo sapiente di Troglodytes gorilla.

vero bacino. La curva formata dalla cresta iliaca e dall'osso sacro è divisa, dalla verticale che passa per l'anca, in due metà uguali, posta una avanti, l'altra indietro al femore. Negli antropoidi, invece, cresta iliaca e sacro ve
ero bacino. La curva formata dalla cresta iliace e dall'osso sacro è divisa, dalla verticale che passa per l'anca, in due metà uguali, posta una avanti, l'altra indietro al femore. Negli antropoidi, invece, cresta iliace e sacro vengono a trovarsi all'innanzi della linea verticale, passando per il femore. Gli arti posteriori nell'uomo sono relativamente più lunghi che negli antropoidi, perfettamente verticali, e i muscoli che partono dal bacino si inseriscono prima del ginocchio; negli antropoidi sono sempre leggermente piegati, e alcuni muscoli si inseriscono sotto il ginocchio.

Il piede nell'uomo forma due curve: una longitudinale e una trasversale, e appoggia a terra in tre punti: in dietro (calcagno), a metà (primo metacarpo), in avanti (quinto metacarpo). Negli antropoidi, il piede poggia al suolo solo col margine esterno, e l'interno con l'estremità dell'alluce. Il calcagno e l'alluce sono poco sviluppati, e questo è opponibile alle altre dita, che sono assai lunghe. Il piede forma così una vera tenaglia.

In relazione con la stazione eretta è anche la posizione della testa. Nell'uomo, che ha la scatola cranica sviluppata e il cranio facciale relativamente ridotto, il cranio appoggia sulla colonna vertebrale immediatamente dietro alla metà della base; negli antropoidi, invece, che hanno un forte sviluppo della parte facciale del cranio, questo appoggia sulla colonna molto più indietro della metà della base, in ogni caso molto più posteriormente del punto di gravità. Per conseguenza si richiede negli antropoidi un forte sviluppo dei muscoli nucali per sostenere bilanciata la testa, mentre negli uomini sono sufficienti muscoli assai più ridotti.

Quanto alle differenze e affinità concernenti il sangue, V. SANGUE.

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### CAPACITÀ CRANICHE IN CMC.

| Gene

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ri | Min. | Media | Mass. |
| **Gibbone:** | | | |
| (Hagedoorn in Gieseler, 1936) | 100 | 128 | 150 |
| **Orango:** | | | |
| (Hagedoorn in Gieseler, 1936) | 320 | 443 | 575 |
| **Scimpanzé:** | | | |
| (Hagedoorn in Gieseler, 1936) | 350 | 411 | 480 |
| **Gorilla:** | | | |
| (Hagedoorn in Gieseler, 1936) | 387 | 511 | 655 |
| **Australopithecus:** | | | |
| (Dart, 1925) | 387 | 520 | 650 |
| (Dart, 1925) | 387 | 520 | 650 |
| **Paranthropus:** | | | |
| (von Koenigswald, 1939) | 600 | | |
| **Pithecanthropus II:** | | | |
| (von Koenigswald e Weidenreich, 1939) | 835 | | |
| **Pithecanthropus I:** | | | |
| (Mac Gregory) | 940 | | |
| (Weinert) | 940 | | |
| **Pithecanthropus IV:** | | | |
| (Weidenreich, 1940) | 900 | | |
| **Sinanthropus:** | | | |
| (Weidenreich, 1937) | 850 | 1023 | 1200 |
| **Neandertaliani:** | | | |
| Neandertal, La Quina, Gibraltar, La Ferrasse, La Chapelle: | | | |
| (Boule, 1923) | 1300 | 1450 | 1600 |
| **Jomo recente:** | | | |
| (Martin, 1914) | 900 | 1950 | |
| (Biasutti, 1941) | 1400 | | |

BIBL.: Per la storia dell'a. : P. Topinard, *Éléments d'Anthro-** pologie générale*, Parigi 1885; A. C. Haddon, *History of Anthro-** pology*, Londra 1910; G. Sergi, *A. Milano 1929*. - Trattati di a. e antropometria : A. de Quatrefages, *La specie umana*, Milano 1877; J. Ranke, *L'Uomo*, Torino 1890; G. Sergi, *Specie e varietà* umane*, ivi 1900; R. Livi, *Antropometria*, Milano 1900; M. Hoernes, *Natur- und Urgeschichte des Menschen*, Lipsia 1909; M. J. Anton Ferrandiz, *Antropologia o Historia natural del Lámbre*, Madrid 1910; J. Paul-Boncour, *Anthropologie anatomique*, Parigi 1912; F. Birkner, *Die Rassen und Völker der Menschheit*, in H. Obermaier, F. Birkner, ecc., *Der Mensch aller Zeiten*, Berlino 1912-13; R. Martin, *Lehrbuch der Anthropologie*, Jena 1914; E. W. Z. H. Duckworth, *Morphology and anthropology*, parte 1, 2a ed. Cambridge 1915; F. Frassetto, *Lezioni di antropo-* logia 1917; A. Hrdlička, *Physical Anthropology*, Filadelfia 1919; id., *Anthropometry*, ivi 1920; F. Fischer, R. G. Groebner, M. Hoernes, Th. Mollison, ecc., *Anthropologie*, in *Kultur der* Gegenwart*, Lipsia 1923; G. Sergi, *Cranio*, Milano 1931; E. Fr. V. Eickstedt, *Rassenkunde und Rassengeschichte der Menschheit*, Stoccarda 1937; R. Biasutti, *Rasse e popoli della Terra*, To- rino 1941. - Differenze morfologiche fra uomini e antropoidi : L. Hopf, *Über das spezifisch Menschliche*, Stoccarda 1957; F. Birkner, *op. cit.*; C. Gutberlet, *L'Uomo*, la sua origine, il suo sviluppo, 1. Il corpo, Torino 1913; R. Martin, *op. cit.*; M. Boule, *Les hommes fossiles*, Parigi 1923; R. A. Dart, *Astrolo-* pische africanus : The man-ape of South Africa, in *Nature*, 7 febbr. 1925; G. Sergi, *Il posto dell'uomo nella natura*, To- rino 1920; L. Vialleten, *L'origine des animaux vivants*, Milano 1935; W. Gieseler, *Abstammung und Rassenkunde des Menschen*, I. Oehringen 1936; F. Weidenreich, *The relation of Sinanthropus* Pekinensis to Pithecanthropus, *Javanthropus und Rhodesian Man*, in *Journal Anthropological Institute*, 67 (1937); id., *The new* discovery of three skulls of *Sinanthropus Pekinensis*, in *Nature*, 1937;

V. Marcozzi, *La vita e l'uomo*, Milano 1946

R. viste d'a. : *Archivio per l'a. e la Etnologia*, Firenze; *Rivista d'a.*, Roma; *L'Anthropologie*, Parigi; *American Anthropologist*; *American* Journal of Physical Anthropology, Filadelfia: *Journal of the Royal* Anthropological Institute of Great Britain and Ireland*, Londra; Anthropologische Anzeiger, Monaco; *Anthropologie*, Praga; *Zeit-* schrift für Morphologie und Anthropologie*, Stoccarda; *Arquivo de* Anatomia, e Antropologia, Lisbona. Vittorio Marozzi