APPELMANNS, GHEBRAERT

APPELMANNS, GHEBRAERT. – Eremita fiammingo, vissuto tra il 1250 e il 1325 ca., noto solo come scrittore mistico, per il suo originale e profondo commento al «Pater Noster» (Glose op den Pater Noster), in cui congiunge grande scienza teologica ad alta esperienza contemplativa.

L’impostazione cristologica e trinitaria, la precisione dei concetti dogmatici, le manifeste qualità metodiche e didattiche mostrano una forte formazione scolastica, d’indirizzo tomista, e fanno supporre che l’autore abbia insegnato teologia prima di ritirarsi dal mondo. Notevole la sua concezione della filiazione mistica, prolungamento della filiazione di grazia, e della visione di Dio come meta di tale duplice filiazione. Sotto l’aspetto linguistico, il suo opuscolo, trovato manoscritto dal p. Reypens nel 1927, costituisce una perla della letteratura fiamminga: medievale, mentre dimostra che sul 300 la mistica scolastica era già diffusa in lingua volgare, prima di Eckhart.

BIBL.: L. Reypens, G. Appelmans’ Glose op het Vaderons, in Ons Geestelijk Erf, I (1927), pp. 81-107 (ed. critica del testo con annotazioni); id., Een nieuwe merkwaardig Dierich mystiek, Broeder G. A., ibid., pp. 113-141; id., s. V. in DSp, I, col. 899 sgg.

Anselmo Musters