ARADO (EBR. 'ARVAD; ASSIR. 'ARVADA; SETTANTA 'AZDIO, 'APAZOC; VOLGATA ARADII, ARADUS)

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ARADO (ebr. 'Arvad; assir. 'Arvada; Settanta 'Azdio, 'Apazoc; Volgata Aradii, Aradus). - Isoletta (m. 800 per 500) fenicia con città omonima (oggi Ruwad, con 2500 ab.), a due km. e mezzo dal litorale, a ca. 60 km. a nord di Tripoli di Siria, abitata dagli Aradii, discendenti da Canaan (Gen. 10, 18). Secondo Strabone (XVI, 2, 133) fu fondata da fuggiaschi di Sidone. In antico tenne un posto importante nel commercio e nella navigazione, insieme con Sidone e Tiro. A. dominava sul prospiciente territorio continental, di cui sono note due città menzionate negli elenchi egiziani dei secc. XV-XII a. C.: Qamaqa (oggi Tell Gamqë) e Marathos (oggi Amrit) in cui dopo il 1000 a. C. hanno sede i mausolei rupestri dei re di A.

Nel sec. XV a. C. fu in rapporti con l'Egitto (è nominata [r] nei documenti di Thutmose III [1501-1447], poi nelle lettere di el-Amarna), poi con l'Assiria, e l'Tagliatlasar I (1115-1102) si gloria di essersi imbarcato su navi di A. Asarhaddon (680-69) e suo figlio Assurbanipal (668-26) assoggettarono i re di A. Matan-ba'al e Iaklin-ul. A metà del sec. VI a. C. sembra soggetta a Tiro, alla quale apporta marina e soldati (Ez. 28, 8. 11); ma, sotto i Maccabei, ricompare indipendente (I Mach. 15, 23). Gli scritti pseudo-elementini vi pongono una visita di S. Pietro (Recogn., hom. VII, 26; XII, 12; PG 1, 1360; 2, 312; cf. Niceforo, Historia eccl., II, 35; PG 145, 848).

Forse dal sec. III-III fu sede vescovile. Ma se ne conoscono vescovi solo dal sec. IV, Antarado (v.): Mocimo al Concilio di Costantinopoli (381), Museo o Mosè al Concilio di Efeso (431), Paolo al Concilio di Calcedonia (451), Attico (458), Stefano al Concilio di Gerusalemme (536), Asyncretius al Concilio ecumenico II di Costantinopoli (553). Dal medioevo è sede titolare, V. ANTARADO.

Come altre città fenice, fu rasa al suolo nel 648 d. C. da Mo'awijah inviato da Omar. Le sue rovine furono esplorate nel 1860-61 e nel 1915.

BIBL.: F. Vigouroux, s. V. in DB, I, coll. 870-73; R. Sagivage, Una visite d'Italie de Rouad, in Revue Biblique, 26 (1917), pp. 565-92; I. Benzinger, s. V. in Pauly-Wissowa, Realencyclopädie der classischen Altertumskunde, 3. Aufl., 1918, pp. 1-2.

ARACOELI - Il santo Bambino. Scultura in legno (forse del sec. XIV) rivestita di ex voto di vari secoli - Roma, S. Maria in Aracoceli.

Anche oggi, come nel medioevo, l'A. è la chiesa del comune di Roma. Lo storico convento franciscano, fino al 1886 sede del ministro generale dell'Ordine, è quasi completamente scomparso per far luogo al monumento a Vittorio Emanuele II del Saccon

i. A custodia del santuario rimangono i frati Minori della provincia romana

Vedi Tav. CXXVII.

BIBL.: C. Romano, Memorie storiche della chiesa e del convento di S. Maria in A. di Roma, Roma 1736; G. B. De Rossi, Le origini della chiesa dell'A., in Bulletin di archeologia cristiana, 1894, pp. 85-89; Ch. Huelsen, The legend of A., in Journal of the British and American Society of Rome, 4 (1907), pp. 39-48; A. Colasanti, S. Maria in A. (Le chiese di Roma illustrate, 11), Roma 1923; B. Pesci, La leggenda di Augusto e le origini della chiesa di S. Maria in A., in Incoronazione della Madonna di A., 11, 1938, pp. 18-33; id., Il problema cronologico della Madonna di A. alla luce delle fonti; L. Grassi, La Madonna d'A. e le tradizioni romane del suo tema iconografico, in Rivista di Archel. Crist., 18 (1941), pp. 3-46. Benedetto Pesci