ARCHEOLOGIA. - Nell'anfiteatro di questa cittadina Domiziano costrinse a combattere con le fiere il console Acilio Glabrione, perito poi forse per la fede cristiana (Svetonio, Domit., 4, 19; Dione Cassio, Hist., LXVI, 3 e LXVI, 13.14; Giovenale, Sat., IV, 99). Più tardi, Costantino donò alla Chiesa i baraccamenti della legione partica e le caserme che restarono vuote nella città dopo lo scioglimento di quel reparto. Inoltre fece costruire per quella comunità una basilica in onore di s. Giovanni Battista, distrutta poi e riedificata nel sec. IX da Leone III che la dedicò a s. Pancrazio. Lo stesso Papa rifece ed arricchì pure la basilica di S. Pietro, ora danneggiata dalla guerra. Altra basilica era stata già eretta da papa Ormisda. Presso Castel Savello Adriano I restaurò la basilica di S. Teodoro; papa Dono vi aveva eretto una basilica anche a s. Eufemia.
Ma il monumento più importante paleocristiano è la catacomba che, scoperta dapprima dal Boldetti, fu a varie riprese esplorata fino al 1902: l'unica che ormai si conosca delle varie che si trovarono nei dintorni
AL

Albano - Campanile della chiesa di S. Pietro (sec. xII).
BANO - Pianta delle catacombe.
e 107 regolari. Il seminario minore è in A., quello maggiore in Anagni, comune alle altre diocesi del basso Lazio. A., situata alle pendici orientali dei Colli Albani, lungo la via Appia, a 25 km. da Roma, deriva il suo nome dalla celebre villa costruita dall'imperatore Domiziano nel territorio dell'antica Alba Longa. Come centro abitato, però, se ne ha notizia solo nel sec. V d. C. e deve la sua origine alla via Appia, un tratto della quale forma il corso di A. Le iscrizioni trovate in A. e dintorni, e le catacombe, devastate, dell'antico territorio diocesano, con lo stesso cimitero di S. Senatore, non hanno fornito alcuna notizia sicura di comunità cristiana anteriore al sec. IV; non v'ha dubbio però che questa esistesse e che la diocesi di A. rimonti all'età precostantiniana.
Il Liber Pontificalis, nella Vita di Silvestro, ricorda che l'imperatore Costantino «feci basilicam in civitate Albanensi sancti Iohannis» (ed. L. Duchesne, I, p. 184). Scavi recenti hanno scoperto le primitive colonne di questa basilica, molte volte rimaneggiata e almeno dal sec. VIII dedicata al martire romano s. Pancrazio, protettore di A. Basandosi sull'errore di Socrate e di Sozomeno (PG 67, 301.1129), i quali avevano chiamato vescovo di Alba Dionisio, vescovo di Milano (ca. 355), l'Ughelli e gli altri collocano sulla sede di A. un Dionisio nell'anno 355. La serie dei vescovi di A. a noi nota data dal sec. V ed incomincia con Romano, che troviamo tra i sottoscrittori del sinodo del 465 a Roma. Di questi vescovi, Niccolò Breakspear e Alessandro de' Medici assesero al trono pontificio col nome, rispettivamente, di Adriano IV e Leone XI, e Bonaventura da Bagnoregio è annoverato tra i dottori della Chiesa.
Della diocesi di A. fa parte anche la cittadina di Anzio, che dovette avere ben presto una comunità cristiana, quantunque il suo primo vescovo compaia solo nel 465 insieme a Romano di A. Dopo Vindemio, che fu presente ancora al Sinodo romano del 502, non si ha Anzio (v.).
ALBANO - Campanile della chiesa di S. Pietro (sec. XII).

Albano - Pianta delle catacombe.