Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Sacra Scrittura Geografia biblica

AREOPAGO (Ὁ ὌΡΕΙΟΣ ΠΈΓΑΣ «COLLE DI MARTE»)

English Cita

AREOPAGO (ὁ ὄρειος πέγας «colle di Marte»). - Colle roccioso d'Atene, a sud-ovest dell'Acropoli, ove, secondo la mitologia, Marte si discolpò dell'omicidio di Alirrozio, figlio di Nettuno. Vi risiedeva un Consiglio (βουλή), poi (dal tempo di Aristotele) un tribunale incaricato di tutelare la moralità pubblica e la costituzione dello Stato. S. Paolo, giunto ad Atene (v.), disgustato dall'idolatria della città, dopo aver discusso coi giudei e proseliti nella sinagoga, intrattenne nell'agorà epicurei e stoici intorno a Gesù ed alla Resurrezione. Fu da questi condotto all'A. (Act. 17, 19. 22: il termine a. designa qui probabilmente non un luogo ma un'assemblea) come annunziatore di divinità straniere (ἔξνα δαυτόνια) e d'una nuova dottrina (κατὴ διδάχη); così Socrate era stato accusato d'introdurre ad Atene δαυτόνια κατὰ (Platone, Apol. Socr., 26b, 27c). L'Apostolo nel suo discorso (Act. 17, 22-31) non si rivolge a giudici con un'apologia personale, ma a un largo pubblico, tra cui i sapienti d'Atene, adattandosi alla mentalità ellenica. v. AGNOSTOS THEOS.

Appellatosi alla religiosità ateniese, che aveva moltiplicato templi e statue (specie nell'agorà), Paolo promette di risolvere l'enigma e di appagare l'anelito che ha visto espresso su un'ara dedicata a un dio ignoto. Pausania e Filostrato (sec. II) menzionano tre afteri a divinità sconosciute (al plurale; s. Girolamo, In epist. ad Titum, 1, 12, ritiene che Paolo abbia trasportato al singolare) ad Atene o dintorni e a Olimpia; uno fu rinvenuto (1909) a Pergamo, e a Roma sul Palatino l'iscrizione «sei deo sei deivare».

Paolo annunzia l'unico Dio creatore dell'universo invisibile e infinito, che da un solo uomo ha prodotto tutti i popoli, affinché gli uomini lo trovino, essendo Dio l'intimo vivificatore d'ognuno: «in Lui viviamo, ci muoviamo e siamo», aveva detto Arato (v.); e più arcanamente un altro poeta, lo stoico Clemente di Asso, cantava nel suo inno a Zeus: «di Lui noi siamo progenie». Dopo questo esordio, Paolo enunzia il tema evangelico, indi lo svolge (condanna dell'idolatria, misericordia di Dio, convertirsi per non incorrere nelle sanzioni del suo giudizio, redenzione in un Uomo morto e risorto); ma prima di aver concluso fu interrotto da scherni circa la «Risurrezione». Pochi, in quel frivolo e pretenzioso ambiente, si convertirono, tra cui l'areopagita Dionigi (v.) e una ragguardevole donna, Damaride (Act. 17, 16-32).

E. Curtius, Paulus in Athen, in Sitzungsber. Akad. Wissenschaft. zu Berlin, 26 (1893), pp. 925-38, e in The Expositor, 7ª serie, 4 (1907), pp. 436-55, ritiene che al tempo di Paolo l'a, si radunava nell'aula regia (portico regio), sull'agorà, ove un tempo parlò Demostene. Questa ipotesi, assai probabile, è oggi accettata da molti, benché combattuta da M. Dibelius.

E. Norden, Agnostos Theos, Lipsia 1913 (ristampa 1929), negò la storicità del discorso paolino, attribuendolo a un tardo compilatore (90-120 d. C.) ispiratosi allo scritto di Apollonio di Tiana περὶ θυστῶν. L'audace tesi fu accolta da R. Reitzenstein, P. Corssen, J. Weiss, J. Wellhausen, W. Jäger, O. Weinreich, A. Loisy, ma fu ben confutata da A. Harnack, Die Rede des Paulus in Athen, in Texte und Untersuchungen, 39, 1, Lipsia 1913; da A. Wikenhauser, Die Apostelgeschichte und ihr Geschichtswerk, Monaco 1921, pp. 369-94; da Th. Zahn, Die Apostelgeschichte des Lukas, II, Lipsia 1921, pp. 599-631, 870-882; da L. Murillo, Paulus et Pauli scrispta, I, Roma 1926, pp. 41-48; da E. Jacquier, Actes des Apôtres, Parigi 1926, pp. cclxxi-cclxxxi, i quali rivendicano con argomenti storici, archeologici, psicologici, letterari, l'autenticità del discorso.

Bibliografia10 opere
BIBL.: E. Beurlier, St Paul et l'Aréopage, in Revue d'hist. et de litt. rel., 1 (1896), pp. 344-66; F. Valbuena, La arqueologia greco-latina illustrando el evangelio, II, Toledo 1910, pp. 288-300; Th. Birt, "Αγνοστα Θεοί und die Areopagrede des Ap. Paulus, in Rheinisches Museum, 69 (1914), pp. 342-392; E. Antoniades, Ο Αγνοστα Θεοί, Atene 1918; E. Meyer, Ursprung und Anfänge des Christentums, III, Stoccarda-Berlino 1925, pp. 89-106; J. De Zwaan, Semitica temitica (Act. 17, 16-24), in Nieuwe theol. Studiën, 19 (1936), pp. 73-80; M. Dibelius, Paulus auf dem Areopag, Heidelberg 1939; J. Holzer, L'Ap. Paolo, tr. ital. Brescia 1939, pp. 232-50; M. Zerwick, Act. 17, 28, in Verbum Domini, 20 (1940), pp. 307-21; W. Schmid, Die Rede des Apostels Paulus vor den Philosophien und Areopagiten in Athen, in Philologia, 95 (1942), pp. 79-120.

Antonino Romeo

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Di Antonino Romeo

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 1854–1855.

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Romeo, Antonino. “Areopago (Ὁ ὌΡΕΙΟΣ ΠΈΓΑΣ «Colle di Marte»).” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 1854–1855. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/areopago-o-oreios-pegas-colle-di-marte.

MLA

Romeo, Antonino. “Areopago (Ὁ ὌΡΕΙΟΣ ΠΈΓΑΣ «Colle di Marte»).” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 1854–1855. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/areopago-o-oreios-pegas-colle-di-marte.

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