ARETA (ἈΡΙΤΆΘΙ)

ARETA (Ἀριτάθι). - Re nabatei, Petra (v.) dominarono sull'Arabia dal Golfo Elanitico fino a Damasco.

A. I è ricordato da Flavio Giuseppe come «tyrannos» degli Arabi; presso di lui fuggi l'empio pontefice giudaico Giasone (II Mach. 5, 8).

A. II mosse guerra all'asmoneo Alessandro Janneo, che sconfisse vicino ad Adida presso Lidda (Flavio Giuseppe, Antiq. Iud., XIII, 15, 2).

Con A. III (ca. 85-60 a. C.) il regno nabateo ebbe la massima estensione. Vinto Antioco VII di Siria (m. nell'83 a. C.), A. s'impadronì della Celesiria e di Damasco. S'immischiò nella guerra civile giudaica, schierandosi per Ircano contro Aristobulo, che assediò in Gerusalemme; ma fu costretto da Scauro, luogotenente di Pompeo che da poco aveva annesso la Siria a Roma (63 a. C.), a desistere dall'assedio, e nella ritirata fu battuto da Aristobulo presso Papyron (Flavio Giuseppe, Antiq. Iud., XIV, 1, 4-2, 3).

Il più noto rappresentante della dinastia è A. IV (9 a. C.-40 d. C.), che si chiamava prima Aeneas, figlio di Oboda III, riconosciuto da Augusto re dei Nabatei. Aveva ANTIPAPA (v.). ERODIADE (v.), A. volle vendicare l'affronto e nel 36 sconfisse Antipa presso Gamala. Ma Tiberio, cui questi aveva ri- corso, ordinò a Vitellio, governatore di Siria, di impadronirsi di A. vivo o morto. L'ordine però non fu eseguito per la sopravvenuta morte dell'imperatore (16 marzo 37). Essendo s. Paolo (II Cor. 11,

32) cercato a morte dai Giudei in Damasco, l'« entrarca di A.» aveva messo guardie alla città per catturarlo. Parrebbe dunque che A. avesse, fra il 37 e il 40, giurisdizione su Damasco, forse concessagli da Caligola. Ma tale autorità di A. su Damasco non è certa: il suo entrarca infatti non arresta Paolo nella città, ma ne fa solo vigilare gli accessi (Act. 9, 24).

Giuseppe Priero