Il nome 'Αρτεμίας, forma contratta di 'Αρτεμίωρος, «dono d'Artemidè», era diffuso in Asia Minore; s. Girolamo (De nomin. hebraicis), considerando a torto come nome ebraico, lo interpreta «anathematizans seu conturbans». Forse A. era di Efeso, centro del culto d'Artemidè.
Tradizioni posteriori, raccolte dallo pseudo-Doroteo (Biblioth. Maxima, III, Lione 1677, p. 429), includono A. tra i 70 (o 72) discepoli. Il Synax. Constantinop. lo dice vescovo di Listra in Licaonia e ne pone la festa al 30 giugno. Il Martirologio romano lo commemora il 21 giugno. Nei menei bizantini è venerato il 28 apr. un A., che sembra però sia persona diversa.