ASAF (EBR. « RACCOGLITORE »)

ASAF (ebr. « raccoglitore »). - Capo di uno dei tre gruppi di cantori del Tempio e poeta sacro al tempo di David.

Secondo l'albero genealogico di I Par. 6, 39-43, Gerson (v.). Appare dapprima posposto al « fratello » (parente) Heman cantore (I Par. 6, 39; 15, 19, ordine dei nomi: Heman, A., Ethan). In seguito A. era il capo e precedeva Heman e Jeduthun (ibid. 6, 5; 25, 1). Era il primo dei musici, che, divisi in tre categorie, dipendevano immediatamente da David (ibid. 25, 5-6). Lo strumento particolare di competenza di A. e del suo gruppo era il cembalo (mēšiltaijim, ibid. 15, 19; 16, 5; cf. 25, 1). I discendenti di A. sono ricordati come i continuatori dell'opera del padre (II Par. 20, 14; 29, 13; 35, 15; Esd. 2, 45 tra i reduci dall'esilio; 3, 10; Neh. 7, 45; 11, 17, 22).

Oltre che esecutore musicale dei salmi di David (I Par. 16, 7), A. fu anche compositore ispirato: sotto Ezechia i leviti lodavano il Signore « con le parole di David e del veggente A. » (II Par. 29, 30). Il suo nome salmi (v.) d'indole didattica e meditativa (Ps. 49 [50], poi la collezione omogenea 72 [73] - 82 [83]). Ma l'argomento di taluni « salmi di A. » tradisce un'origine posteriore: il 73 (74) e il 78 (79) si riferiscono alla rovina di Gerusalemme (587); il 75 (76) si adatta alla liberazione dall'assedio di Sennacherib (Is. 37, 36 sg.); il 79 (80) rivela una somma tribolazione nazionale; l'82 (83) pare alludere alla coalizione di Moab e Ammon contro Josaphat re di Giuda (II Par. 20, 1). Forse tali composizioni appartengono a qualche discendente di A., che ne ereditò con la professione il genio poetico (cf. Neh. 11, 17, 22).

Altri tre A. ricorrono nel Vecchio Testamento: il padre di Joab annalista della corte di Ezechia (II Reg. 18, 18, 37; Is. 36, 3, 22), un levita che fu capo dei cantori sotto Neemia (Neh. 11, 17), il gran custode delle foreste reali di Artaserse (ibid. 2, 8).