ASIN PALACIOS, MIGUEL. - Sacerdote e arabbiata spagnolo, n. a Saragozza il 5 luglio 1871, m. il 12 ag. 1944. Membro della Reale Accademia Spagnola (presidente dal 1943), dell'Accademia della storia e di quella di scienze morali e politiche, per ca. quattro decenni l'A. ha tenuto la cattedra di arabo nell'Università di Madrid, illustrandola col rigore e l'efficacia del suo metodo, di cui una recente prova è la Crestomatica de árabe literal con glosario y elementos de gramática (1939). Dal 1932 alla morte fu direttore della Scuola di studi arabi di Madrid e Granada e della rivista Al-Andalus.
Numerosissime sono le pubblicazioni dell'A. intorno alla cultura araba, specie filosofico-teologica e mistica, senza escludere il campo della letteratura comparata, del folklore, della toponomastica, ecc. Opere di grande lena quelle da lui consacrate ad al-Gazzâli: Algazel: dogmática, moral, ascética (1901), El justo medio en la creencia (1929), La espiritualidad de Algazel y su sentido cristiano (1934-40); a Ibn Hazm, Abenhdazam de Córdoba y su Historia crítica de las ideas religiosas (1927-32); a Ibn 'Arabi, El Islam cristianizado (1931). Le origini della filosofia araba in Spagna sono state studiate dall'A. in Abenmasarra y su escuela (1914). Oltre a studi su Avempace, Ibn Tumlûs ed altri,
A. ha dato nel 1940 l'edizione con versione spagnola dell'opera filosofica di Ibn as-Sid di Badajoz (Al-Andalus, 5 [1940], pp. 45-155), ed ha incominciato quella degli scritti di Avempace. Vivamente ammirata e anche discussa fu la sua originalissima tesi su La Escatologia musulmana en la Divina Comedia (1919): l'A. stesso riunì i documenti della discussione in Historia y crítica de una polémica (1924), ristampata di recente (1943) insieme con la Escatologia. L'A. è anche autore di importanti scritti sui rapporti di Raimondo Lullo, s. Tommaso, s. Giovanni della Croce, Pascal con l'Islam.
Fra i cultori dell'arabismo l'A., con sagacia, vasta conoscenza delle fonti, padronanza della teologia e filosofia, eleganza di stile ha molto contribuito a far conoscere all'Occidente il ricco patrimonio culturale islamico, la sua filiazione dall'Oriente cristiano e il suo influsso sull'origine della scolastica e su diversi settori della mistica cristiana.