ARRIGO da SETTIMELLO. - Poeta del sec. XII. Scarse le notizie sulla sua vita. Fu chierico e godette anche onori ed agi, ma poi cadde in disgrazia. Per consolarsi scrisse la famosa Elegia de diversitate fortunae et philosophiae consolatione, che è l'unica opera sua a noi giunta (ed. A. Marigo, Padova 1926). In essa si nota l'imitazione di Boezio e di Ovidio, ma spesso spontaneo, vivo ed immediato è il sentimento. L'opera è composta di 502 distici elegiaci e vi si addita come rifugio dai mali della vita la filo-
sofia. L'autore in più punti dimostra di essere credente e buon cristiano, ma l'ideale di vita predicato è quello stoico. A. viene considerato come uno dei più lontani precursori del Rinascimento.
L'elegia fu molto letta e studiata nel sec. XIII e XIV e fu familiarmente chiamata l'Arrighetto. Qualche traccia di essa rimane anche nella Commedia dantesca.