ATENE

III. IL CRISTIANESIMO IN A

Fra i primi convertiti in A. fu s. Dionigi Arcopagita, che divenne primo vescovo di quella città secondo la testimonianza di s. Dionigi di Corinto e di Egisippo, e fu martirizzato come il suo successore Publio. Il vescovo Quadrato indirizzò una Apologia all'imperatore Adriano nel 123-124 o nel 129 in difesa del cristianesimo; il filosofo Aristide di A. ne presentò un'altra allo stesso imperatore; e il filosofo Atenagora, nativo di A., presentò una supplica per i cristiani a Marco Aurelio ed a suo figlio Commodo, difendendo i cristiani dalle accuse pagane. Sotto l'imperatore Decio il vescovo Leonida morì per la fede. Ancora nel sec. IV quando s. Basilio e s. Gregorio Nazianzeno studiavano in quella città, il paganesimo vi era predominante. Teodosio II cominciò a dare un'impronta cristiana ad A., ordinando di alzare croci sopra i templi pagani. Giustiniano I ne chiuse la scuola, centro di influsso pagano. Accanto ai monumenti antichi trasformati in chiese come il Partenone, l'Eretteo, i Propilei, sorsero nuove chiese come la grande basilica sul posto del martirio di s. Leonida. Il primo monastero di Dafni presso A. fu costruito probabilmente nella prima metà del sec. V. ACACIO, VESCOVO DI BEREA. dipendeva prima da Corinto e come questo apparteneva all'Illirico orientale sottoposto direttamente al Papa. La misura di Teodosio II che annetteva questa provincia ecclesiastica al patriarcato di Costantinopoli nel 421 fu presto revocata dietro le proteste di papa Bonifacio e le ammonizioni dello zio di Teodosio, cioè l'imperatore Onorio. Ma Leone Isaurico distaccò l'Illirico orientale dall'autorità competente del Papa (732), e le proteste dei Papi nei secoli susseguenti non poterono cambiare quella ingiusta situazione. Così A. dovette seguire la sorte storica di Costantinopoli, anche nella questione fondamentale dell'unità religiosa con la Chiesa cattolica; e neanche il dominio latino (1204-1458) riuscì a creare stabilmente il vincolo d'unione con Roma. Durante due secoli la metropolitana greca fu vacante; persistevano però taluni monasteri, protetti dalla S. Sede, rimanevano il clero ed anche i fedeli. Il metropolita Michele Choniates (1182-1204, m. nel 1217 nell'isola di Ceo), uomo di alta cultura, seppe conservare i

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Atene - Antica cattedrale (sec. xit).

S. Paolo la visitò nel suo secondo viaggio missionario, probabilmente nel 51 (Act. 17, 15-34; I Thess. 3, 1). Solo, aspetta l'arrivo di Sila e Timoteo da Berea. Geme alla vista della nobile città, tanto decaduta religiosamente: A. era infatti aperta a tutti i

suoi nell'opposizione contro la Chiesa romana mediante la sua corrispondenza dall'esilio. Nel periodo turco (1458-1830), causa la mancanza delle scuole, la Chiesa greca era in decadenza intellettuale; essa ri- eccette aiuto intellettuale e morale dai missionari cattolici nelle isole greche che avevano scuole e che furono invitati dai vescovi greci a predicare nelle loro chiese. Ad A. i Cappuccini si stabilirono nel 1665.

Tra i vescovi greci dell'epoca turca, dei quali parecchi furono deposti dal governo turco od anche dal Sinodo di Costantinopoli, pochi emergono per meriti speciali, ad es., Sofronio (1565-70) notevole per il suo senso pratico, Nefotio II (1596-1602) che divenne due volte patriarca di Costantinopoli, Antimo III che sottoscrisse il decreto del Sinodo di Gerusalemme (1672) contro il calvinismo, Giacomo I che rimise al Morosini la sottomissione della città di A. e la domanda di protezione contro i Turchi; il capo della spedizione veneziana entrò in città il 29 sett. 1687, però rimase colà poco tempo. Ai tempi del dominio turco potranno fondarsi parecchi monasteri greci; non mancarono tuttavia vessazioni ed anche uccisioni di monaci, dovute però ai pirati. La fondatrice del convento femminile di S. Andrea, Venizelos, diventata essa pure monaca, fu bastonata da musulmani perché aveva salvato quattro giovani spinte con minacce ad abbracciare l'islamismo; morta nel 1589, essa fu canonizzata da una sentenza sinodale dieci anni più tardi.

L'indipendenza della Grecia seguita dall'indipendenza ecclesiastica (27 luglio 1833), la proclamazione di A. come città capitale del nuovo regno ellenico (1834), l'immigrazione di molti, soprattutto dei rifugiati dell'Asia Minore, diedero un posto eminente almeno di onore (presidente del sinodo) al metropolita greco di A. Attualmente sono più di 80 parrocchie nelle due città di A. e Pireo e ivi si trovano più di due terzi della popolazione sottomessa al metropo- lita. Sette monasteri dipendono da lui. Il primo metropolita dissidente della nuova Grecia fu Neofito Metaxas (m. nel 1861), riconosciuto anche dal patriarca di Costantinopoli dopo un rifiuto di 17 anni. Il suo successore Misael Apostolides (1861-62) era stato incaricato di trattare l'autocefalia della Chiesa greca col patriarca, prima di diventare vescovo di Patrasco nel 1852. Teofilo Vlachopapadopoulos (1862-71) ebbe grandissime difficoltà coi monaci e coi laici nelle questioni dell'istruzione catechistica del popolo e del miglioramento materiale dei sacerdoti secolari.

Procopio Georgiades (1874-89) fu molto zelante, ma assai contrastato dal governo. Godette invece del favore reale Procopio Economides (1896-1901), il quale però trascinò nella sua disgrazia anche la regina Olga la quale l'aveva favorito nella questione della versione della Sacra Scrittura nella lingua volgare, considerata allora da alcuni come un delitto contro lo spirito dell'ellenismo puro. Teocritos ebbe vicissitudini varie nelle lotte civili fra il 1902 e il 1922; egli aveva pronunziato l'anatema contro Venezios nel dic. 1916, e questi diventato capo della nazione fece eleggere Melezio Metaxakis (il futuro patriarca) metropolita; però sotto il re Costantino, Teocritos poté ritornare per poi essere rovesciato con lui nel 1922. Crisostomo Papadopoulos (1923-38), scrittore di molti articoli e libri storici, si è acquistato meriti nel promuovere le scienze (egli è fondatore della rivista Θεολογία), l'istruzione catechistica del popolo, ma si mostrò parecchie volte avversario violento della Chiesa cattolica. Per la vita intellettuale di A. nei tempi moderni ebbe la preponderanza la facoltà di teologia dell'Università locale fondata nel 1861.

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(fer. Alinari)

suoi nell'opposizione contro la Chiesa romana mediante la sua corrispondenza dall'esilio. Nel periodo turco ( 1458-1830 ), causa la mancanza delle scuole, la Chiesa greca era in decadenza intellettuale; essa ricevette aiuto intellettuale e morale dai missionari cattolici nelle isole

1873 i cui professori si formarono all'estero e ne subirono l'influsso anche per il lavoro in patria, non sempre in bene dell'ortodossia. L'iniziativa del primo congresso di teologia ortodossa ad A. dal 29 nov. fino al 4 dic. 1936 fu presa dal professore di diritto canonico nell'Università di A. Hamilcar Alivisatos.

Bibl.: R. Janin, s. V. in DHG, V, coll. 15-42; A. Mommsen, Athenae christianae, Lipsia 1868; G. Konstantinidis, "Ιστορία των Αθηνών", Atene 1894; Meyah, "Εκκλησία Αθηνών", Athenae 1897; Chr. Papadopoulos, "Η Εκκλησία Αθηνών", Athenae 1898; Demetr. Balanos, "Η Εκκλησία Αθηνών", Athenae 1899; F. H. Chase, "The active life of the contemporary Church of the kingdom of Greece", dissertatione del Pontificio istituto degli studi orientali, Roma 1938; V. Laurent, "La liste épiscopale de la métropole d'A., in Mémorial Louis Petit, Archives de l'Orient Chrétien", I, Bucarest 1948, pp. 272-91. Giorgio Hofmann

IV. CHIESE E MONASTERI DI A

Gregorio di Nazianzo che frequentava A. con s. Basilio ci dice che v'erano nel sec. IV varie chiese. Di questo periodo si sono trovate molte epigrafi cristiane, alcune delle quali assai notevoli. Con una legge del 14 nov. 439 l'imperatore Teodosio II decretò che i templi pagani della città dovessero essere sostituiti da santuari cristiani. Forse da questo tempo si iniziò lentamente la trasformazione dei templi pagani in edifici del culto cristiano, mentre si hanno alcune costruzioni del tutto cristiane pure del sec. v come la basilica a cupola, scoperta nel 1916 presso l'Ilissio e dedicata a s. Leonida. Presso l'Aeropago vennero scoperti gli avanzi d'una antica chiesa dedicata a s. Dionigi. Nel sec. vi il tempio di Atena sull'Ascipoli (Partenone) divenne l'Hagia Sophia (dedicata poi alla Theotokos); chiesa decorata più tardi con pitture di cui restavano ancora visibili tracce nel 1848. I frammenti d'una iscrizione apparteníati al cantaro in origine ivi esistere sono stati ricomposti e studiati da D. I. Pallas ("Η διάλη του χριστιανού παροδόνου", in Byzantinische Neuzeitliche Zeitschrift, 16 [1933], pp. 185-98). Cappelle furono sistemate nei Propilei dell'Ascipoli e nel tempio della Vittoria senz'ali; il Thesion fu dedicato a s. Giorgio e l'Olympieion a s. Giovanni Battista; una grotta nel teatro di Dioniso divenne la Panagia Speliotissa; il monumento coragico di Trasillo la Panagia Kryosspeliotissa; la biblioteca d'Adriano la chiesa della Grande Panaghia; la Dafni (v.) vennero eretti nell'area del tempio di Apollo e così via.

Al periodo giustinianeo appartengono alcune chiese e monasteri, come la vecchia cattedrale o Catholicon, le chiese degli Asmatoi o incorporei (gli Angeli), degli Apóstoli (a cupola), edificate nel luogo dove si elevava l'area dei Dodici dei; la chiesa dei SS. Teodori, ricostruita nel 1049 (a cupola con tre absidi), la meglio conservata delle antiche chiese di A. Tra la fine del sec. IX e il principio del sec. XIII sorgono altri edifici cristiani, quali, ad es., le chiese dell'Hagia Triada, del S. Mol Salvatore oggi Nicodemo, della Panaghia Kandelì sulla via Treppiedi, di S. Giovanni Precursore, di S. Nicodemo o Panaghia Lykodemon a pianta ottagona, anteriore al 1044, della Panaghia del Grande Monastero (Monastirákì), di S. Giovanni Manuti (a. 871), della Piccola Metropoli o meglio antica cappella privata dei vescovi, detta anche Panaghia Gorgopikios, a cupola del sec. IX, oggi S. Eleuterio, con pannelli decorativi all'esterno, dei SS. Anárgiri (Cosma e Damiano), oggi Methokikon del S. Sepolcro, della Kapnikarea, risalente al sec. XII, poi rimaneggiata; due chiese dedicate a s. Atanasio, l'una nel quartiere di Psyrrè, e l'altra detta di S. Atanasio Chalkouri al nord-ovest di A., le chiese di S. Demetrio Lombardaris presso la Pince, dei SS. Simeone e Giorgio (Anaphiotica), di S. Ciriaco (nella via Atenea), di S. Elia (nella via degli Eponimi), le chiese oggi distrutte di S. Parasceve e di S. Nicola.

La chiesa del Partenone venne arricchita di donativi nel 1019 da Basilio II dopo la vittoria riportata contro i Bulgari (Cedreno, Hist. compend.: PG 122, 208; Zonara, Annal., 17,9: PG 135, 168), e più tardi da Michele III Acominatos Choniates (1182-1220) che stabilì ivi presso la sua residenza e dove all'inizio del sec. XIII si insediò l'arcivescovo Berardo, mentre il clero latino officiò la chiesa della Vergine nel Partenone. Tale santuario era divenuto nel medio evo meta di incessanti pellegrinaggi, tanto che il papa Niccolò IV nel 1291 lo arricchì di copiose indulgenze. Alla fine del sec. XIV Neri Acciaiuoli disponeva nel suo testamento che le porte di questa chiesa venissero rivestite d'argento e venissero restituiti tutti i tesori asportati.

A tale periodo appartiene anche la cappella in gran parte rovinata detta Hypapantou o della Presentazione costruita ai piedi dell'Ascipoli sul luogo del tempio della Magna Mater.

I viaggiatori che visitarono A. durante la dominazione turca segnalavano ancora in A. da 300 a 130 chiese cristiane, numero che diminuì sempre più in seguito alle demolizioni o ai lavori di esplorazione archeologica, riducendo il numero a ca. 50. La moderna cattedrale cattolica latina situata presso l'Accademia è dedicata a s. Dionigi. L'Aeropagita; i cattolici di rito greco hanno la loro chiesa presso un monastero.

La grande Metropoli o nuova Cattedrale dei dissidenti è un edificio moderno costruito alla metà del sec. XIX con gli avanzi di molte chiese e cappelle demolite.

Tra i monasteri antichi il più celebre Dafni (v.), a 10 km. da A. verso Salamina. Degni di menzione sono i monasteri di S. Giovanni sull'Imeto, quello della Bella Chiesa presso Patissia, e quello di Kasianarìe con la Piccola Chiesa annessa del sec. X (J. Arnott Hamilton, The Church of Kasianarìe, Aberdeen 1916).

Una sala del museo centrale è stata destinata alle poche sculture cristiane, tra le quali la statuetta del Buon Pastore detta di Patissia; le altre antichità sono raccolte nella chiesa di Dafni restaurata e ridotta a museo. Nel 1892 fu fondata in A. la benemerita Società archeologica cristiana.

Bibl.: A. Mommsen, Athenae christianae, Lipsia 1868; C. Bayet, "De titulis Atticae christianis antiquissimis", Parigi 1878; L. Peretti de Juleville, Recherches sur l'emplacement et le vocable des églises chrétiennes en Grèce, in Archives des missions scientifiques et littéraires, 8 (1898), p. 480; G. Lampakis, Mémoires sur les antiquités chrétiennes de la Grèce, Atene 1902, p. 6; H. Leclercq, s.V. in DACL, II, coll. 3039-3104; G. A. Sotiriou, Évêque de l'évêque de l'évêque de l'évêque de l'évêque de l'évêque de l'Evêque de l'Evêque de l'Evêque de l'Evêque de l'Evêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêquée de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de la Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évèque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque d'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Evêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêquée de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de la Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évèque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque d'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Evêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêquée de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de la Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évèque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de la Évêque de l'Évêque de l'Évêque de l'Évêque de 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Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Évêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éevêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Évêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éevêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Évêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éevêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Évêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éevêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Évêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éevêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Évêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éevêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Évêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éevêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Évêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éévêtque de la Éevêtque de la Éévêtque de la Éévêt

ritto greco, sottomessi ai loro rispettivi presuli. L'ar-
civescovo latino, dal 1929, è insieme amministratore
apostolico di Salonicco. Una fama internazionale tra
i dotti si è acquistato l'arcivescovo Ludovico Petit
(1912-26, m. nel 1927) assunzionista.

BIBL.: Eubel, I, pp. 114-15; II, p. 98; G. Millet, Le monastère de Daphni, Parigi 1899; G. Hofmann, La Chiesa Cattolica in Grecia (1600-1830), in Orientalia Christiana Periodica, 2 (1936), pp. 395-436; J. Longnon, L'organisation de l'Eglise d'A. par Innocenti III, in Memorial Louis Petit, Archives de l'Orient Chrétien, I, Bucarest 1948, pp. 336-46.

VI. L'ORDINARIATO DI A

Sede residenziale in Grecia. L'origine dell'ordinariato cattolico di rito bi- zantino in Grecia è dovuta all'immigrazione dei cat- tolici di rito greco dalla Turchia in Grecia ed alla stima del governo greco per l'opera caritatevole svolta in favore dei profughi greci dal vescovo cattolico di rito greco Giorgio Calavassy, il quale poté stabilirsi in A., rimanendo però ancora ordinario dello con- munità greco-cattolica di Costantinopoli. La S. Sede estese la giurisdizione di lui a tutta la Grecia il 21 dic. 1925. Sotto di lui stanno, dopo la creazione di un nuovo ordinariato cattolico di rito greco a Costan- topoli ca. 1000 fedeli con varie opere, ad es. un seminario ed un convento femminile di una nuova congregazione fondata dal vescovo, cioè delle suore della Pammakaristos; l'ordinariato andò incontro a qualche tempesta suscitatagli da correnti di intolle- ranza e di fanatismo. Un merito speciale di esso in favore della causa cattolica in Grecia è la rivista set- timanele Kx90LxH.
BIBL.: P. Hieron, L'union de l'Orient avec Rome (Orient- talia Christiana, 18, 1), Roma 1930, n. 60; Statistica con centri storici della gerarchia e dei fedeli di rito orientale, Città del Vati- cano 1932; Guida delle Missioni Cattoliche, Roma 1935, p. 52.

ATENEO URBANO «DE PROPAGANDA
FIDE» (PONTIFICIO). - L'A. U. d. P. F. deve la
sua origine Propaganda Fide (v.). Il papa Urbano VIII (Barberini) infatti, erigendo
con la bolla Immortalis Dei Filius del 10 ag. 1627 il
Collegio, che perpetua la sua memoria anche nel
nome, volle ad esso concedere scuole proprie con
tutti i privilegi e le immunità dell'«Archigymnasium
Romanum» (Università della Sapienza) e con facoltà
al Rettore «pro tempore» di conferire ai suoi alunni
il dottorato in Filosofia ed in Sacra Teologia.

Le aule scolastiche, in cui fiorirono cattedre d'importanza
-fu celebre quella di Controversie che venne poi istituita
in tutti gli Atenei pontifici dell'Urbe - erano situate,
insieme ai locali del Collegio, nel palazzo Ferrantini (Piazza
di Spagna), più tardi ampliato per opera del Bernini e del
Borromini e divenuto anche sede della S. Congregazione
di Propaganda. Nel 1772 Clemente XIV confermò a dette
scuole il diritto di conferire «lauream magistralem seu
doctoratum, iuxta consuetudinem et cum privilegiis in
Archigymnasio impertiri solitis», specificando che il confe-
rimento di essa con le relative insegne venisse fatto dal Se-
gretario della S. Congregazione di Propaganda Fide.

Dopo aver passato giorni burrascosi per le tristi vicende
politiche dei tempi di Napoleone I, l'A. riprese nuova
vita e vi furono ammessi a frequentarlo gli alunni dei
Collegi irlandese, greco, maronita, armeno, americano
del Nord, canadese, boemo e di altri Istituti. Leone XIII
lo dotò di aule più ampie e convenienti, trasportandone
la sede nel palazzo Mignanelli sulla piazza monomina.
Nel 1928 fu trasferito sul Colle Gianicolense, dove, per
merito del Card. G. van Rossum (v.), fu costruito un ma-
gnifico edificio che, il 24 apr. 1931, ebbe la visita di Pio XI,
recatosi ad inaugurare il nuovo edificio del Collegio Urbano.

Alle facoltà di Filosofia e Teologia si aggiunse, per
decreto della S. Congregazione dei Seminari e delle Uni-
versità degli studi, in data 10 sett. 1933, l'A. Institutum

missionale scientificum», che rilascia lauree in missiono-
logia e dà modo ai giovani di seguire speciali corsi di etno-
logia, medicina, filologia, storia e geografia missionaria.
Questo istituto è il logico sviluppo della cattedra di mis-
sionologia, eretta nel corso teologico dal 1919. Finalmente
nel 1943, con rescritto della medesima S. Congregazione,
fu incorporata all'Istituto missionale una sezione giun-
dica con potestà di rilasciare, a coloro che la frequentano,
una laurea dottorale in diritto «in locis missionum».

Nei tre secoli e più di vita l'A. U. fu illustrato da
valenti professori e vide passare tra le sue mura alunni
di ogni colore e di ogni stirpe, i quali resero segnalati
servigi alla causa missionaria nel mondo.

BIBL.: Alma Mater, Rivista del collegio, 1920 e segg.: Euntes docete, Commentaria urbaniana, 1948 e segg.: Statua Pontifici Athenaei Urbani de Propaganda Fide, Pent. Instituti missionalis scientifici eidem Athenaeo Urbano adiecti, Roma 1935, p. 32; Rescriptum S. C. de Seminariis et Studiorum Universitatibus, 25 ag. 1943. - R. De Martinis, Ius Pontificium de Propaganda Fide, 1 (1888), pp. 87-92.