ATHOS MONTE TAV

ATHOS MONTE    TAV. XXV
ATHOS MONTE TAV. XXV

In alto: MENOLOGIO N. 5 del monastero di Dochiariu (sec. XII). Notizie del 14 nov. In basso: NUOVO TESTAMENTO N. 8 del monastero di Dionisiu. Inizio di S. Matteo (1133).

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(da H. Brockhaus, Die Kunst in den Altho-Kinetern)
In alto: MENOLOGIO N. 5 del monastero di Dochiariu (sec. xit). Notizie del 14 nov. In basso: NUOVO TESTAMENTO N. 8 del monastero di Dionisiu. Inizio di S. Matteo (1133).

ATENE - Buon Pastore (sec. IV) - Museo.

Capo Sigeo. La città si ornò di monumenti e di opere di pubblica utilità, artisti e poeti vi accorsero da ogni parte. Dioniso, dio fin allora delle plebi rustiche, acquisito diritto di cittadinanza con l'istituzione delle Grandi Dionisie: dal suo culto sorsero la tragedia e la commedia. Nel 513 I parco fu ucciso da Armodio e Aristogitone: tre anni dopo gli Alemenoidi ed altri nobili rientravano in città, con l'aiuto degli Spartani, e ne scacciavano Ippia. I Pisistratidi avevano rispettato la costituzione di Solone; la loro caduta lungi dal portare a una restaurazione aristocratica, segnò il trionfo della democrazia. La riforma fu operata dall'Alemeonide Clistene, che, a rompere definitivamente la potenza dei gruppi gentili, divise tutta l'Attica in demi e comuni con amministrazione autonoma, e distrutta il popolazione in 10 tribù comprendenti ciascuna 3 trittie o gruppi di demi territorialmente dislocate. Gli organi dello Stato rimasero i medesimi, solo che la Boulé soloniana dei 400 fu portata a 500, sorteggiati in numero di 50 per ciascuna dalle 10 tribù, le quali esercitavano a turno la prima tana. A difesa delle istituzioni fu data al popolo la facoltà di bandire i cittadini pericolosi (ostracismo), ciò che fu per i partiti un terribile strumento di lotta contro gli avversari. Fu con questa costituzione che A. sostenne l'urto persiano, assicurando in due battaglie memorabili (Maratona 490, Salamina 480) la libertà della Grecia, e, acquistata l'egemonia del mare, venne a trovarsi a capo di una lega marittima, che in pochi anni tramutò in impero. Il v sec. fu il periodo della sua massima potenza e del suo massimo fiore: essa divenne il centro non solo economico e politico, ma anche spirituale della Grecia: le lettere e le arti toccarono altezze rimaste insuperate, e come «scuola dell'Ellade» (Tucidide) essa mantenne il primato fino al secolo seguente. La democrazia si svolse in senso ancora più radicale: la limitazione dei poteri dell'Areopago a vantaggio del Consiglio dei 500 e dell'Eliea, che, a poco a poco, finì con l'assorbire quasi tutta la giurisdizione civile e penale, il sorteggio delle magistrature, tranne quelle militari e finanziarie, l'estensione dell'arconato, prima, ai cavalieri (487) e, poi, ai zeugiti (457), e cioè praticamente a tutti i cittadini, e infine l'istituzione delle paghe agli elisiti e poi all'Ecclesia, fecero del governo una vera e propria cosa di popolo. Ciò portò come conseguenza la formazione di una classe di politici, il più grande dei quali fu Pericle, nipote di Clistene, che per trent'anni fu arbitro dei destini d'A. Egli riprese la politica di espansione e di potenza di Pisistrato e di Temistocle, ma, sia per la sua eccessiva audacia, sia per insuperabili difficoltà delle circostanze, riuscì appena a mantenere le posizioni precedente mentre raggiunte e a preparare A. all'urto inevitabile con Sparta. La guerra del Peloponneso (431-421; 415-404), che, sotto la guida delle due città rivali, rappresentanti l'una la democrazia e l'altra l'oligarchia, mise a fronte quasi tutto il mondo greco, terminò con la sconfitta d'A. e pose fine al suo impero. Le mura vennero abbattute, la democrazia dichiarata decaduta e, sotto il governo dei Trenta insediato dagli Spartani, A. conobbe l'oppressione d'una delle più esse tirannidi. La reazione non tardò, e nel 403 i fuorusciti tornarono sotto la guida di Trasibulo e con l'aiuto di Tebe, e ristabilirono la democrazia. Nel corso del IV sec., approfittando delle lotte tra Sparta e Tebe ed usando alternativamente con esse dell'aiuto persiano, A. riuscì a guadagnare una parte delle posizioni perdute, e a ricostituire su basi federative e meno imperialistiche della prima volta una seconda lega Delia (377). Ma ormai una nuova potenza s'affacciava alla ribalta della storia, la Macedonia. La lotta sostenuta da A. contro Filippo in mezzo alla corruzione generale e rosa essa stessa dalla forma estrema a cui era giunta la democrazia, nella quale tutto era in balia dell'Assemblea e pertanto degli oratori che la dominavano, è una delle pagine più drammatiche della storia della Grecia, che ebbe in Demostene l'ultimo campione della sua libertà. Con la battaglia di Cheronea (338) l'egemonia passava a Filippo: un tentativo di ripresa dopo la morte d'Alessandro (guerra lamia) fallì miseramente a Crannone (322). Quello che A. era stata nel campo delle arti e delle lettere nel sec. V, fu nel sec. IV nel campo della filosofia, che, apertosi con la morte di Socrate (399), vide successivamente la fondazione dell'Accademia di Platone, del Liceo d'Aristotele, vere e proprie università organizzate ai fini della ricerca scientifica, e il sorgere delle due scuole, che dominarono l'età alessandrina e romana, la Stoica e l'Epicurea. Nel III sec., durante le lotte dei diadochi, e dei regni nati dalla divisione dell'impero d'Alessandro, A., che, pur conservando di nome l'autonomia, è in permanenza sotto la sorveglianza di presidi macedoni, segue le turbinose vicende dell'epoca: tre volte tenta riacquistare l'indipendenza e tre volte è fiaccata. Nel 267 s'unisce all'Egitto e a Sparta contro Antigono Gonata, ma, cinta d'assedio, è costretta a capitolare (261). Da allora in poi ogni sua funzione politica è finita. Nel 197 a Cinecofale Filippo V di Macedonia era sconfitto da T. Q. Flaminino e la Grecia cadeva sotto l'influenza romana. Durante la prima guerra mitridatica A. seguì la rivolta delle altre città greche, ma, assediata da Silla, fu presa nell'86 e trattata come ribelle. Tanto nell'età repubblicana che in quella imperiale A. conservò le sue istituzioni, ma non fu che una quieta città di studi, onusta di memorie e di monumenti. Sotto questo aspetto ebbe ancora una funzione di prim'ordine durata sino all'età di Giustiniano, che nel 529 d. C. ne chiuse la secolare Università, rimasta ancora pagana, e ne disperse i maestri.

BIBL.: Per una bibliografia ragionata con lo stato dei problemi si veda R. Cohen, La Grece et l'hellénisation du monde antique (« Clio », Introduction aux études historiques, 2), Parigi 1934, 2ª ed. ivi 1939. Opere generali: C. Wachsmuth, Die Stadt Athen im Altertum, I, Lipsia 1874; II, 1, ivi 1890; G. Fougeres, Athènes, 4ª ed., Parigi 1923. In italiano sono fondamentali: G. De Sanctis, "Aròic, Storia della repubblica ateniese, 2ª ed., Torino 1912; id., Storia dei Greci, 2 vol., Firenze 1939 (con ricca bibliografia). Per l'età periclea V. A. Ferrabino, L'Impero ateniese, Torino 1927; G. De Sanctis, Pericle, Milano-Messina 1944; per l'età ellenistica: W. S. Ferguson, Hellenistic Athens, Londra 1911. Carlo Diano

II. A. NELLA BIBBIA. - Verso il 163 a. C., A. è ricordata come città libera (II Mach. 9, 15).

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Atene - Buon Pastore (sec. iv) - Museo.

Capo Sigeo. La città si orno di monumenti e di opere di pubblica utilità, artisti e poeti vi accorsero da ogni parte. Dioniso, dio fin allora delle plebi rustiche, acquistò diritto di cittadinanza con l'istituzione delle Grandi Dionisie : dal suo culto sorse