ATHOS MONTE TAV

ATHOS MONTE

TAV. XXV

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(da H. Brockhaus, Die Kunst in den Athos-Klostern)
In alto: MENOLOGIO N. 5 del monastero di Dochiariu (sec. XII). Notizie del 14 nov.
In basso: NUOVO TESTAMENTO N. 8 del monastero di Dionisiu. Inizio di S. Matteo (1133).

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(Pont. istituto di arch. cristiana) ATENE - Buon Pastore (sec. IV) - Museo.
Capo Sigeo. La città si ornò di monumenti e di opere di pubblica utilità, artisti e poeti vi accorsero da ogni parte. Dioniso, dio fin allora delle plebi rustiche, acquistò diritto di cittadinanza con l'istituzione delle Grandi Dionisie: dal suo culto sorsero la tragedia e la commedia. Nel 513 Ipparco fu ucciso da Armodio e Aristogitone: tre anni dopo gli Alcmeonidi ed altri nobili rientravano in città, con l'aiuto degli Spartani, e ne scacciavano Ippia. I Pisistrati avevano rispettato la costituzione di Solone; la loro caduta lungi dal portare a una restaurazione aristocratica, segnò il trionfo della democrazia. La riforma fu operata dall'Alcmeonide Clistene, che, a rompere definitivamente la potenza dei gruppi gentilizi, divise tutta l'Attica in demi o comuni con amministrazione autonoma, e distribuì la popolazione in 10 tribù comprendenti ciascuna 3 tritte o gruppi di demi territorialmente dislocate. Gli organi dello Stato rimasero i medesimi, solo che la Boulé soloniana dei 400 fu portata a 500, sorteggiati in numero di 50 per ciascuna dalle 10 tribù, le quali esercitavano a turno la pritania. A difesa delle istituzioni fu data al popolo la facoltà di bandire i cittadini pericolosi (ostracismo), ciò che fu per i partiti un terribile strumento di lotta contro gli avversari. Fu con questa costituzione che A. sostenne l'urto persiano, assicurando in due battaglie memorabili (Maratona 490, Salamina 480) la libertà della Grecia, e, acquistata l'egemonia del mare, venne a trovarsi a capo di una lega marittima, che in pochi anni tramutò in impero. Il v sec. fu il periodo della sua massima potenza e del suo massimo fiore: essa divenne il centro non solo economico e politico, ma anche spirituale della Grecia: le lettere e le arti toccarono altezze rimaste insuperate, e come «scuola dell'Ellade» (Tucidide) essa mantenne il primato fino al secolo seguente. La democrazia si svolse in senso ancora più radicale: la limitazione dei poteri dell'Areòpago a vantaggio del Consiglio dei 500 e dell'Elica, che, a poco a poco, finì con l'assorbire quasi tutta la giurisdizione

civile e penale, il sorteggio delle magistrature, tranne quelle militari e finanziarie, l'estensione dell'arcontato, prima, ai cavallieri (487) e, poi, ai zeugiti (457), e cioè praticamente a tutti i cittadini, e infine l'istituzione delle pagine agli eliasti e poi all'Ecclesia, fecero del governo una vera e propria cosa di popolo. Ciò portò come conseguenza la formazione di una classe di politici, il più grande dei quali fu Pericle, nipote di Clistene, che per trent'anni fu arbitro dei destini d'A. Egli riprese la politica di espansione e di potenza di Pisistrato e di Temistocle, ma, sia per la sua eccessiva audacia, sia per insuperabili difficoltà delle circostanze, riuscì appena a mantenere le posizioni precedentemente raggiunte e a preparare A. all'urto inevitabile con Sparta. La guerra del Peloponneso (431-421; 415-404), che, sotto la guida delle due città rivali, rappresentanti l'una la democrazia e l'altra l'oligarchia, mise a fronte quasi tutto il mondo greco, terminò con la sconfitta d'A. e pose fine al suo impero. Le mura vennero abbattute, la democrazia dichiarata decaduta e, sotto il governo dei Trenta insediato dagli Spartani, A. conobbe l'oppressione d'una delle più esose tirannidi. La reazione non tardò, e nel 403 i fuorusciti tornarono sotto la guida di Trasibulo e con l'aiuto di Tebe, e ristabilitono la democrazia. Nel corso del IV sec., approfittando delle lotte tra Sparta e Tebe ed usando alternativamente con esse dell'aiuto persiano, A. riuscì a guadagnare una parte delle posizioni perdute, e a ricostituire su basi federative e meno imperialistiche della prima volta una seconda lega Delia (377). Ma ormai una nuova potenza s'affacciava alla ribalta della storia, la Macedonia. La lotta sostenuta da A. contro Filippo in mezzo alla corruzione generale e rosa essa stessa dalla forma estrema a cui era giunta la democrazia, nella quale tutto era in balia dell'Assemblea e pertanto degli oratori che la dominavano, è una delle pagine più drammatiche della storia della Grecia, che ebbe in Demostene l'ultimo campione della sua libertà. Con la battaglia di Cheronea (338) l'egemonia passava a Filippo: un tentativo di ripresa dopo la morte d'Alessandro (guerra lamiaca) fallì miseramente a Cranone (322). Quello che A. era stata nel campo delle arti e delle lettere nel sec. V, fu nel sec. IV nel campo della filosofia, che, apertosi con la morte di Socrate (399), vide successivamente la fondazione dell'Accademia di Platone, del Liceo d'Aristotele, vere e proprie università organizzate ai fini della ricerca scientifica, e il sorgere delle due scuole, che domineranno l'età alessandrina e romana, la Stoica e l'Epicurea. Nel III sec., durante le lotte dei diadochi, e dei regni nati dalla divisione dell'impero d'Alessandro, A., che, pur conservando di nome l'autonomia, è in permanenza sotto la sorveglianza di presidi macedoni, segue le turbinose vicende dell'epoca: tre volte tenta riacquistare l'indipendenza e tre volte è fiaccata. Nel 267 s'unisce all'Egitto e a Sparta contro Antigono Gonata, ma, cinta d'assedio, è costretta a capitolare (261). Da allora in poi ogni sua funzione politica è finita. Nel 197 a Cinocefale Filippo V di Macedonia era sconfitto da T. Q. Flaminino e la Grecia cadeva sotto l'influenza romana. Durante la prima guerra mitridatica A. seguì la rivolta delle altre città greche, ma, assediata da Silla, fu presa nell'86 e trattata come ribelle. Tanno nell'età repubblicana che in quella imperiale A. conservò le sue istituzioni, ma non fu che una quieta città di studi, onusta di memorie e di monumenti. Sotto questo aspetto ebbe ancora una funzione di prim'ordine durata sino all'età di Giustiniano, che nel 529 d. C. ne chiuse la secolare Università, rimasta ancora pagana, e ne disperse i maestri.

BIBL.: Per una bibliografia ragionata con lo stato dei problemi si veda R. Cohen, La Grèce et l'hellenisation du monde antique (Clio, Introduction aux études historiques, 2), Parigi 1934, 2e ed. ivi 1939. Opere generali: C. Wachsmuth, Die Stadt Athen im Altertum, I, Lipsia 1874; II, 1, ivi 1890; G. Fougères, Athènes, 4e ed., Parigi 1923. In italiano sono fondamentali: G. De Sanctis, 'Actio, Storia della repubblica ateniense, 2e ed., Torino 1912; id., Storia dei Greci, 2 voll., Firenze 1939 (con ricca bibliogr.). Per l'età periclea V. A. Ferrabino, L'impero ateniense, Torino 1927; G. De Sanctis, Pericle, Milano-Messina 1944; per l'età ellenistica: W. S. Ferguson, Hellenistic Athens, Londra 1911. Carlo Diano

II. A. NELLA BIBBIA. - Verso il 163 a. C., A. è ricordata come città libera (II Mach. 9, 15).

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ATENE - Antica cattedrale (sec. XII).
(fot. Alinari)
S. Paolo la visitò nel suo secondo viaggio missionario, probabilmente nel 51 (Act. 17, 15-34; I Thess. 3, 1). Solo, aspetta l'arrivo di Sila e Timoteo da Berea. Geme alla vista della nobile città, tanto decaduta religiosamente: A. era infatti aperta a tutti i culti e disseminata di simulacri (Petronio, Satyricon, 1, 17; Livio, Hist., XLV, 27). Inizia la sua predicazione ai Giudei e proseliti nella sinagoga, ed ai pagani nella piazza o agora del Ceramico, ai piedi dell'Areopago (v.). Alcuni epicurei e storici lo conducono all'Areopago (secondo molti moderni, il portico reale situato ai piedi del colle dell'Areopago). L'Apostolo, prendendo lo spunto dall'iscrizione in onore di «un dio ignoto» (Pausania, Descriptio Graeciae, I, 1, 4; V, 14, 8; Filostrato, Vita Apollonii Tyanaei, VI, 3, 5) annunzia loro il vero Dio e la risurrezione di Cristo. La freschezza del colorito locale è garanzia della storicità del racconto.

BIBL.: J. Holzner, L'apostolo Paolo, trad. ital., Brescia 1930, pp. 222-50; G. Ricciotti, Paolo Apostolo, Roma 1946, §§ 407-20; A. Penna, S. Paolo, Alba 1946, §§ 240-46.

Gaetano M. Perrella

III. IL CRISTIANESIMO IN A

Fra i primi convertiti in A. fu s. Dionigi Areopagita, che divenne primo vescovo di quella città secondo la testimonianza di s. Dionigi di Corinto e di Egisippo, e fu martirizzato come il suo successore Publio. Il vescovo Quadrato indirizzò una Apologia all'imperatore Adriano nel 123-124 o nel 129 in difesa del cristianesimo; il filosofo Aristide di A. ne presentò un'altra allo stesso imperatore; e il filosofo Atenagora, nativo di A., presentò una supplica per i cristiani a Marco Aurelio ed a suo figlio Commodo, difendendo i cristiani dalle accuse pagane. Sotto l'imperatore Decio il vescovo Leonida morì per la fede. Ancora nel sec. IV quando

s. Basilio e s. Gregorio Nazianzeno studiavano in quella città, il paganesimo vi era predominante. Teodosio II cominciò a dare un'impronta cristiana ad A., ordinando di alzare croci sopra i templi pagani. Giustiniano I ne chiuse la scuola, centro di influsso pagano. Accanto ai monumenti antichi trasformati in chiese come il Partenone, l'Eretteo, i Propilei, sorsero nuove chiese come la grande basilica sul posto del martirio di s. Leonida. Il primo monastero di Dafni presso A. fu costruito probabilmente nella prima metà del sec. V. ACACIO, VESCOVO DI BEREA. dipendeva prima da Corinto e come questo apparteneva all'Illirico orientale sottoposto direttamente al Papa. La misura di Teodosio II che annetteva questa provincia ecclesiastica al patriarcato di Costantinopoli nel 421 fu presto revocata dietro le proteste di papa Bonifacio e le ammonizioni dello zio di Teodosio, cioè l'imperatore Onorio. Ma Leone Isaurico distaccò l'Illirico orientale dall'autorità competente del Papa (732), e le proteste dei Papi nei secoli susseguenti non poterono cambiare quella ingiusta situazione. Così A. dovette seguire la sorte storica di Costantinopoli, anche nella questione fondamentale dell'unità religiosa con la Chiesa cattolica; e neanche il dominio latino (1204-1458) riuscì a creare stabilmente il vincolo d'unione con Roma. Durante due secoli la metropolitana greca fu vacante; persistevano però taluni monasteri, protetti dalla S. Sede, rimanevano il clero ed anche i fedeli. Il metropolita Michele Choniates (1182-1204, m. nel 1217 nell'isola di Ceo), uomo di alta cultura, seppe conservare i

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ATENE - Chiesa bizantina dei SS. Teodori (1049).
(fot. Alinari)
suoi nell'opposizione contro la Chiesa romana mediante la sua corrispondenza dall'esilio. Nel periodo turco (1458-1830), causa la mancanza delle scuole, la Chiesa greca era in decadenza intellettuale; essa ricevette aiuto intellettuale e morale dai missionari cattolici nelle isole greche che avevano scuole e che furono invitati dai vescovi greci a predicare nelle loro chiese. Ad A. i Cappuccini si stabilirono nel 1665.

Tra i vescovi greci dell'epoca turca, dei quali parecchi furono depositi dal governo turco od anche dal Sinodo di Costantinopoli, pochi emergono per meriti speciali, ad es., Sofronio (1565-70) notevole per il suo senso pratico, Neofito II (1596-1602) che divenne due volte patriarca di Costantinopoli, Antimo III che sottoscrisse il decreto del Sinodo di Gerusalemme (1672) contro il calvinismo, Giacomo I che rimise al Morosini la sottomissione della città di A. e la domanda di protezione contro i Turchi; il capo della spedizione veneziana entrò in città il 29 sett. 1687, però rimase colà poco tempo. Ai tempi del dominio turco poterono fondarsi parecchi monasteri greci; non mancarono tuttavia vessazioni ed anche uccisioni di monaci, dovute però ai pirati. La fondatrice del convento femminile di S. Andrea, Venizelos, diventata essa pure monaca, fu bastonata da musulmani perché aveva salvato quattro giovani spinte con minacce ad abbracciare l'islamismo; morta nel 1589, essa fu canonizzata da una sentenza sinodale dieci anni più tardi.

L'indipendenza della Grecia seguita dall'indipendenza ecclesiastica (27 luglio 1833), la proclamazione di A. come città capitale del nuovo regno ellenico (1834), l'immigrazione di molti, soprattutto dei rifugiati dell'Asia Minore, diedero un posto eminente almeno di onore (presidente del sinodo) al metropolita greco di A. Attualmente sono più di 80 parrocchie nelle due città di A. e Pireo e ivi si trovano più di due terzi della popolazione sottomessa al metropolita.

lita. Sette monasteri dipendono da lui. Il primo metropolita dissidente della nuova Grecia fu Neofito Metaxas (m. nel 1861), riconosciuto anche dal patriarca di Costantinopoli dopo un rifiuto di 17 anni. Il suo successore Misael Apostolides (1861-62) era stato incaricato di trattare l'autocefalia della Chiesa greca col patriarca, prima di diventare vescovo di Patrasso nel 1852. Teofilo Vlachopapadopoulos (1862-71) ebbe grandissime difficoltà coi monaci e coi laici nelle questioni dell'istruzione catechistica del popolo e del miglioramento materiale dei sacerdoti secolari.

Procopio Georgiades (1874-89) fu molto zelante, ma assai contrastato dal governo. Godette invece del favore reale Procopio Economides (1896-1901), il quale però trascinò nella sua disgrazia anche la regina Olga la quale l'aveva favorito nella questione della versione della Sacra Scrittura nella lingua volgare, considerata allora da alcuni come un delitto contro lo spirito dell'ellenismo puro. Teoclitos ebbe vicissitudini varie nelle lotte civili fra il 1902 e il 1922; egli aveva pronunciato l'anatema contro Venizelos nel dic. 1916, e questi diventato capo della nazione fece eleggere Melezio Metaxakis (il futuro patriarca) metropolita; però sotto il re Costantino, Teoclitos poté ritornare per poi essere rovesciato con lui nel 1922. Crisostomo Papadopoulos (1923-38), scrittore di molti articoli e libri storici, si è acquistato meriti nel promuovere le scienze (egli è fondatore della rivista Θεολογία), l'istruzione catechistica del popolo, ma si mostrò parecchie volte avversario violento della Chiesa cattolica. Per la vita intellettuale di A. nei tempi moderni ebbe la preponderanza la facoltà di teologia dell'Università locale fondata nel

1837 i cui professori si formarono all'estero e ne subirono l'influsso anche per il lavoro in patria, non sempre in bene dell'ortodossia. L'iniziativa del primo congresso di teologia ortodossa ad A. dal 29 nov. fino al 4 dic. 1936 fu presa dal professore di diritto canonico nell'Università di A. Hamilcar Alivisatos.

BIBL.: R. Janin, s. V. in DHC, V, coll. 15-42; A. Mommsen, Athenae christianae, Lipsia 1868; G. Konstantinides, Ἰστορία τῶν Ἀθηνῶν, Atene 1894; Μεγάλη ἑλληνική Ἐγουλόρα, II, ivi 1927; Chr. Papadopoulos, Ἡ Ἐκκλησία Ἀθηνῶν, ivi 1928; Demetr. Balanos, Ἡ θεολογικὴ τοῦ ἀνακωδισμοῦ Ἀθηνῶν (1837-1936), in Ἐνάκωσις (libro in onore di Chrys. Papadopoulos), ivi 1931; F. H. Chase, The active life of the contemporary Church of the kingdom of Greece, dissertazione del Pontificio istituto degli studi orientali, Roma 1938; V. Laurent, La liste épiscopale de la métropole d'A., in Mémorial Louis Petit, Archives de l'Orient Chrétien, I, Bucarest 1948, pp. 272-91. Giorgio Hofmann

IV. CHIESE E MONASTERI DI A

Gregorio di Nazianzo che frequentava A. con s. Basilio ci dice che v'erano nel sec. iv varie chiese. Di questo periodo si sono trovate molte epigrafi cristiane, alcune delle quali assai notevoli. Con una legge del 14 nov. 439 l'imperatore Teodosio II decretò che i templi pagani della città dovessero essere sostituiti da santuari cristiani. Forse da questo tempo si iniziò lentamente la trasformazione dei templi pagani in edifici del culto cristiano, mentre si hanno alcune costruzioni del tutto cristiane pure del sec. v come la basilica a cupola, scoperta nel 1916 presso l'Hisso e dedicata a s. Leonida. Presso l'Areopago vennero scoperti gli avanzi d'una antica chiesa dedicata a s. Dionigi. Nel sec. vi il tempio di Atena sull'Acropoli (Partenone) divenne l'Haghia Sophia (dedicata poi alla Theotókos); chiesa decorata più tardi con pitture di cui restavano ancora visibili tracce nel 1848. I frammenti d'una iscrizione appartenenti al cantaro in origine ivi esistente sono stati ricomposti e studiati da D. I. Pallas (Ἡ φάλη τοῦ φαστλανῶς παρβενῶνος, in Byzantinische Neugriechische Zeitschrift, 16 [1933], pp. 185-98). Cappelle furono sistemate nei Propietti dell'Acropoli e nel tempio della Vittoria senz'ali; il Theseino fu dedicato a s. Giorgio e l'Olympieion a s. Giovanni Battista; una grotta nel teatro di Dioniso divenne la Panaghia Speliotissa; il monumento coragico di Trasilio la Panaghia Krysospeliotissa; la biblioteca d'Adriano la chiesa della Grande Panaghia; la Dafni (v.) vennero eretti nell'area del tempio di Apollo e così via.

Al periodo giustiniano appartengono alcune chiese e monasteri, come la vecchia cattedrale o Catholicón, le chiese degli Asómato o incorporei (gli Angeli), degli Apostoli (a cupola), edificate nel luogo dove si elevava l'area dei Dodici dèi; la chiesa dei SS. Teodori, ricostruita nel 1049 (a cupola con tre absidi), la meglio conservata delle antiche chiese di A. Tra la fine del sec. ix e il principio del sec. xiii sorgono altri edifici cristiani, quali, ad es., le chiese dell'Haghia Triada, del S.mo Salvatore oggi Nicodemo, della Panaghia Kandeli sulla via Treppiedi, di S. Giovanni Precursore, di S. Nicodemo o Panaghia Lykodemon a pianta ottagona, anteriore al 1044, della Panaghia del Grande Monastero (Monastiráki), di s. Giovanni Manuti (a. 871), della Piccola Metropoli o meglio antica cappella privata dei vescovi, detta anche Panaghia Gorgopikoos, a cupola del sec. ix, oggi S. Eleuterio, con pannelli decorativi all'esterno, dei SS. Anárgiri (Cosma e Damiano), oggi Methokikon del S. Sepolcro, della Kapnikarea, risalente al sec. xii, poi rimaneggiata; due chiese dedicate a s. Atanasio, l'una nel quartiere di Payré, e l'altra detta di S. Atanasio Chalkouri al nord-ovest di A., le chiese di S. Demetrio Lombardaris presso la Pnice, dei SS. Simoone e Giorgio (Anaphiotica), di S. Ciriaco (nella via Atenea), di S. Elia (nella via degli Eponimi), le chiese oggi distrutte di S. Paraceve e di S. Nicola.

La chiesa del Partenone venne arricchita di donativi nel 1019 da Basilio II dopo la vittoria riportata contro i Bulgari (Cedreno, Hist. compend.: PG 122, 208; Zonara, Annal., 17,9; PG 135, 168), e più tardi da Michele III Acominatos Choniates (1182-1220) che stabilì ivi presso la sua residenza e dove all'inizio del sec. xiii si insediò l'arcivescovo Berardo, mentre il clero latino officiò la chiesa

della Vergine nel Partenone. Tale santuario era divenuto nel medio evo meta di incessanti pellegrinaggi, tanto che il papa Niccolò IV nel 1291 lo arricchì di copiose indulgenze. Alla fine del sec. xiv Neri Acciaiuoli disponeva nel suo testamento che le porte di questa chiesa venissero rivestite d'argento e venissero restituiti tutti i tesori asportati.

A tale periodo appartiene anche la cappella in gran parte rovinata detta Hypapantou o della Presentazione costruita ai piedi dell'Acropoli sul luogo del tempio della Magna Mater.

I viaggiatori che visitarono A. durante la dominazione turca segnalavano ancora in A. da 300 a 130 chiese cristiane, numero che diminuì sempre più in seguito alle demolizioni o ai lavori di esplorazione archeologica, riducendo il numero a ca. 50. La moderna cattedrale cattolica latina situata presso l'Accademia è dedicata a s. Dionigi l'Areopagita; i cattolici di rito greco hanno la loro chiesa presso un monastero.

La grande Metropoli o nuova Cattedrale dei dissidenti è un edificio moderno costruito alla metà del sec. xix con gli avanzi di molte chiese e cappelle demolite.

Tra i monasteri antichi il più celebre Dafni (v.), a 10 km. da A. verso Salamina. Degni di menzione sono i monasteri di S. Giovanni sull'Imetto, quello della Bella Chiesa presso Patissia, e quello di Kaisariané con la Piccola Chiesa annessa del sec. x (J. Arnott Hamilton, The Church of Kaisariané, Aberdeen 1916).

Una sala del museo centrale è stata destinata alle poche sculture cristiane, tra le quali la statuetta del Buon Pastore detta di Patissia; le altre antichità sono raccolte nella chiesa di Dafni restaurata e ridotta a museo. Nel 1892 fu fondata in A. la benemerita Società archeologica cristiana.

BIBL.: A. Mommsen, Athenae christianae, Lipsia 1868; C. Bayet, De vitulis Atticae christianis antiquissimis, Parigi 1878; L. Petit de Juleville, Recherches sur l'emplacement et le vocable des églises chrétiennes en Grèce, in Archives des missions scientifiques et littéraires, 8 (1898), p. 480; G. Lampsakis, Mémoires sur les antiquités chrétiennes de la Grèce, Atene 1902, p. 6; H. Leclercq, s.V. in DACL, II, coll. 3039-3104; G. A. Sotiriou, Εὐρετήρων τῶν μεσαιωνικῶν μνημείων τῆς Ἑλλάδος, I, Atene 1927, pp. 33-37; Ch. Papadopoulos, Ἡ ἐκκλησία Ἀθηνῶν, ivi 1948, pp. 9-24; C. Diehl, Manuel d'art byzantin, 2ª ed., Parigi 1930, pp. 428-49, 453-58, 463, 466, 469, 651, 653, 655, 766, 777, 907. Antonio Ferrua - Enrico Josi

V. L'ARCIDIOCESI DI A

Sotto il dominio latino (1204-1458) risiedevano ad A. arcivescovi latini. Il primo fu Berardo confermato dal papa Innocenzo III il 27 nov. 1206. Importante è soprattutto la lettera pontificia del 13 febbr. 1209, con la quale fu stabilita la costituzione della Chiesa latina di A.; in essa oltre a confermare le donazioni ecclesiastiche, il Papa estende la giurisdizione dell'arcivescovo su undici vescovati che avevano appartenuto alla metropoli greca. Nel monastero di Dafni furono installati verso il 1207 i Cistercensi ai cui abati i Papi diedero varie commissioni. Quando nel 1387 il metropolita greco ritornò ad A., la situazione dominante della Chiesa latina non cambiò molto, pur contando, come del resto prima, pochi fedeli cattolici. Gli arcivescovi latini erano in gran parte membri degli Ordini religiosi. L'ultimo, Niccolò Protimus, si ritirò in Eubea; il 4 ag. 1461 la chiesa di Lepanto (Naupactus) si unì a quella di A. Dopo la morte di Protimus (1484) la sede latina di A. divenne titolare e rimase così fino all'anno 1875 quando Pio IX ristabilì l'arcivescovo latino, associando ad esso anche la Delegazione apostolica della Grecia, istituita già da Gregorio XVI nel 1834 ed affidata al vescovo di Syros. Il nuovo arcivescovo si sviluppò con l'aiuto degli Ordini che fondarono scuole medie ed istituti di carità in A. e nel Pireo; la statistica della Congregazione di Propaganda indicava per l'anno 1934 il numero dei cattolici in 25-26.000 di rito latino; 3000 di rito armeno; 1000 di

rito greco, sottomessi ai loro rispettivi presuli. L'arcivescovo latino, dal 1929, è insieme amministratore apostolico di Salonicco. Una fama internazionale tra i dotti si è acquistato l'arcivescovo Ludovico Petit (1912-26, m. nel 1927) assunzionista.

BIBL.: Eubel, I, pp. 114-15; II, p. 98; G. Millet, Le monastère de Daphn, Parigi 1890; G. Hofmann, La Chiese Cattolica in Grecia (1600-1830), in Orientalia Christiana Periodica, 2 (1936), pp. 395-436; J. Longnon, L'organisation de l'Église d'A. par Innocent III, in Mémorial Louis Petit, Archives de l'Orient Chrétien, I, Bucarest 1948, pp. 336-46. Giorgio Hofmann

VI. L'ORDINARIATO DI A

Sede residenziale in Grecia. L'origine dell'ordinariato cattolico di rito bizantino in Grecia è dovuta all'immigrazione dei cattolici di rito greco dalla Turchia in Grecia ed alla stima del governo greco per l'opera caritatevole svolta in favore dei profughi greci dal vescovo cattolico di rito greco Giorgio Calavassy, il quale poté stabilirsi in A., rimanendo però ancora ordinario della comunità greco-cattolica di Costantinopoli. La S. Sede estese la giurisdizione di lui a tutta la Grecia il 21 dic. 1925. Sotto di lui stanno, dopo la creazione di un nuovo ordinariato cattolico di rito greco a Costantinopoli ca. 1000 fedeli con varie opere, ad es. un seminario ed un convento femminile di una nuova congregazione fondata dal vescovo, cioè delle suore della Pammakaristos; l'ordinariato andò incontro a qualche tempesta suscitatagli da correnti di intolleranza e di fanatismo. Un merito speciale di esso in favore della causa cattolica in Grecia è la rivista settimanale Κεθολική.
BIBL.: P. Hieron, L'union de l'Orient avec Rome (Orientalia Christiana, 18, 1), Roma 1930, n. 60; Statistica con anni storici della gerarchia e dei fedeli di rito orientale, Città del Vaticano 1932; Guida delle Missioni Cattoliche, Roma 1935, p. 52. Giorgio Hofmann

ATENEO URBANO « DE PROPAGANDA FIDE » (PONTIFICIO). - L'A. U. d. P. F. deve la sua origine Propaganda Fide (v.). Il papa Urbano VIII (Barberini) infatti, erigendo con la bolla Immortalis Dei Filius del 1º ag. 1627 il Collegio, che perpetua la sua memoria anche nel nome, volle ad esso concedere scuole proprie con tutti i privilegi e le immunità dell'« Archigymnasium Romanum » (Università della Sapienza) e con facoltà al Rettore « pro tempore » di conferire ai suoi alunni il dottorato in Filosofia ed in Sacra Teologia.

Le aule scolastiche, in cui fiorirono cattedre d'importanza - fu celebre quella di Controversie che venne poi istituita in tutti gli Atenei pontifici dell'Urbe - erano situate, insieme ai locali del Collegio, nel palazzo Ferratini (Piazza di Spagna), più tardi ampliato per opera del Bernini e del Borromini e divenuto anche sede della S. Congregazione di Propaganda. Nel 1772 Clemente XIV confermò a dette scuole il diritto di conferire « lauream magistralem seu doctoratum, iuxta consuetudinem et cum privilegia in Archigymnasio imperitiri solitis », specificando che il conferimento di essa con le relative insegne venisse fatto dal Segretario della S. Congregazione di Propaganda Fide.

Dopo aver passato giorni burrascosi per le tristi vicende politiche dei tempi di Napoleone I, l'A. riprese nuova vita e vi furono ammessi a frequentarlo gli alunni dei Collegi irlandesi, greco, maronita, armeno, americano del Nord, canadese, boemo e di altri Istituti. Leone XIII lo dotò di aule più ampie e convenienti, trasportandone la sede nel palazzo Mignanelli sulla piazza omonima. Nel 1928 fu trasferito sul Colle Gianicolense, dove, per merito del Card. G. van Rossum (v.), fu costruito un magnifico edificio che, il 24 apr. 1931, ebbe la visita di Pio XI, recatosi ad inaugurare il nuovo edificio del Collegio Urbano.

Alle facoltà di Filosofia e Teologia si aggiunse, per decreto della S. Congregazione dei Seminari e delle Università degli studi, in data 1º sett. 1933, l'« Institutum

missionale scientificum », che rilascia laurea in missionologia e dà modo ai giovani di seguire speciali corsi di etnologia, medicina, filologia, storia e geografia missionaria. Questo istituto è il logico sviluppo della cattedra di missionologia, eretta nel corso teologico dal 1919. Finalmente nel 1943, con rescritto della medesima S. Congregazione, fu incorporata all'Istituto missionale una sezione giuridica con potestà di rilasciare, a coloro che la frequentano, una laurea dottorale in diritto « in locis missionum ».

Nei tre secoli e più di vita l'A. U. fu illustrato da valenti professori e vide passare tra le sue mura alunni di ogni colore e di ogni stirpe, i quali resero segnalati servigi alla causa missionaria nel mondo.

BIBL.: Alma Mater, Rivista del collegio, 1920 e seg.: Eustis doceta, Commentaria urbaniana, 1948 e seg.: Statuta Pontifici Athenae Urbani de Propaganda Fide, Pent. Institut missionali scientifici eidem Athenae Urbano adocesi, Roma s. d.; Rescriptum S. C. de Seminariis et Studiorum Universitatis, 25 ag. 1943. - R. De Martinis, Ius Pontificium de Propaganda Fide, 1 (1888), pp. 87-92. Pompeo Borgna
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“ATHOS MONTE TAV.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 193. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/athos-monte-tav.