ATTIRET, JEAN-DENIS

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ATTIRET, JEAN-DENIS. - Pittore e missionario gesuita, n. a Dôle il 31 luglio 1702, m. a Pechino l'8 dic. 1768. Formato in famiglia all'arte della pittura e perfezionato a Roma, entrò nel 1735, come fratello coadiutore, nella Compagnia di Gesù e parti, due anni dopo, per Pechino, dove erano molto richiesti degli artisti, per conservare la benevolenza dell'imperatore verso il cristianesimo e la tolleranza dell'apostolato, e dove già si trovava il confratello italiano G. CASTIGLIONE (GABIT) (v.). Il suo primo quadro, un'Adorazione dei magi, piacque tanto all'imperatore Kien-long, che volle l'A. a palazzo ad esercitarvi l'arte sua. Il che egli fece con somma pazienza, rinunciando al proprio gusto per adattarsi a quello cinese dell'acquirello e delle minuzie dei paesaggi e delle decorazioni; ma cattivandosi anche così pienamente la stima e l'amore del sovrano, che lo voleva sempre con sé nei suoi viaggi, gli faceva dipingere i ritratti dei principi tartari e pensava di crearlo mandarino. Ma l'A. riuscì a stornare da sé quell'onore. I funerali gli furono fatti a spese del tesoro imperiale.

Quasi tutte le sue opere, conservate negli antichi palazzi imperiali, sono conosciute soltanto da descrizioni; però le serie di sedici battaglie dei Cinesi contro i Tartari, fu più tardi incisa in Francia dal Cochin, nel 1774; si conosce anche un Angelo Custode, conservato nella chiesa di Pechino. Di lui si ha pure una lunga lettera, dove descrive il suo viaggio e i palazzi imperiali, pubblicata in Lettres édifiantes et curieuses, ed. Aimé Martin, III, Parigi 1843, pp. 786-95.

BIBL.: J. M. Amiot, J.-D. A., peintre et missionnaire, in Précis historiques, 5 (1856), pp. 437-53, 461-77, 485-500; Sommervogel, I, coll. 613-14; J. J. Gazier, Un artiste comtois à la cour de Chine au XVIIIe siècle, le frère A., S. J., Besançon 1912; L. Pfister, Notices biograph. et bibliograph. sur les Jésuites de l'ancienne Chine, 2a ed., Shang-hai 1934, n. 356, pp. 787-92; E. Lamalle, s. V. in DHG, V, coll. 176-77. Celestino Testore.