AVELLINO, DIOCESI DI

AVELLINO, DIOCESI di. - Nell'Irpinia, in provincia di A. Divisa in 50 parrocchie, conta 124 sacerdoti diocesani e 27 regolari; 120.000 ab., tutti cattolici (1948). Patrono della diocesi è s. Modestino.

L'antica Abellinum, stazione dei Sanniti irpini, è ricordata da Frontino fra le colonie romane il cui territorio veniva assegnato ai veterani. Decadde con le invasioni barbariche per risorgere, verso il sec. IX, in località vicina, ai piedi del Monte Vergine, sopra il quale fu costruito (1119) il santuario omonimo sulle rovine di un tempio di Cibele. Le rovine dell'antica città ne attestano l'imponenza ed il grado di civiltà. Nel 1130 avvenne ad A., tra l'antipapa Anacleto e il duca Ruggero, l'incontro donde sorse la costituzione del regno delle due Sicilie. Innocenzo II e l'imperatore Lotario, alleatisi, riconquistarono (1137) Napoli e la Campania e, insediatisi in A., vi elessero un nuovo duca delle Puglie e di Calabria nella persona di Ranulo, conte di A. Ma Ruggero, sbarcato a Salerno, prese e saccheggiò la città, facendo prigioniero il Papa. A. ottenne più tardi il riconoscimento delle sue conquiste e della dignità regale. Nel 1586 la R. Camera di Napoli ne alienò la signoria ai Caracciolo.

Due centri antichi cristiani si hanno nella diocesi di A.: Atripalda e Prata. In Atripalda era il cimitero dell'antica Abellinum. Ivi vennero deposti il martire Ippolisto con vari compagni, ma la loro Passio è priva di autorità (H. Delehaye, Les origines du culte

des martyrs, 2a ed., Bruxelles 1933, pp. 305-306). La più antica documentazione per il cristianesimo della diocesi di A. è offerta da un'iscrizione sepolcrale cristiana dell'a. 357 contenente l'espressione «cum sanctis sociatus» (CIL, X, 1191).

Circa i vescovi, il più antico conosciuto finora è un Thimotheus della fine del sec. V, presente al Sinodo romano dell'a. 499 dove firmò Timotheus episcopus ecclesiae Abellinatis (Gesta Synodorum Romanorum, in MGH, Auctores Antiquissimi, XII, 399-455); di un vescovo Sabinus resta il sarcofago dove, fra due cantidelabri, è incisa l'iscrizione sepolcrale in versi (CIL, X, 1194), dello stesso tipo di quella del sarcofago del suo levita Romolo (CIL, X, 1195); tanto i sarcofagi quanto le iscrizioni sembrano appartenere al sec. VI, proprio come altre due iscrizioni relative ad un presbitero Ioannis dell'a. 541 e ad un lettore morto nell'a. 558.

Ad un chilometro da Prata sono i resti d'una serie di bisilichette cimiteriali scavate nella roccia. Due colonne delimitano un vano ellittico chiuso da muri fino a metà altezza, donde colonnine di spoglio con rozzi capitelli sostengono archetti sui quali è innestata una volta decorata (nel sec. XV) con una rappresentazione del Signore tra due angeli. Nel centro una piccola nicchia, in basso corre un sedile. Oltre questo vano si trovano una cripta rotonda con arcostoli e due sarcofagi fittili ed un cubicolo con pitture svanite e non decifrabili.

Nel 969 la diocesi divenne suffraganca di Benevento. Nel 1446 Paolo III unì ad A., aequo principaliter, Fri

gento (che aveva riunito Acqua Putrida ed Fclana); il vescovo portò i due titoli riuniti fino al concordato del 1818, nel quale Frigento venne soppresso come titolo episcopale e divenne semplice collegiata. A. è patria del beato francescano Giovanni d'Arminio Monforte, m. nel 1313.

La Cattedrale venne iniziata nel 1132 dal vescovo Roberto. Nella collegiata di Atripalda è venerato un folto gruppo di tombe di martiri, fra i quali s. Sabino vescovo, e s. Romolo. Abbazie e monasteri: S. Benedetto (unito nel 1452 alla Cattedrale), S. Paolo, S. Giovanni Battista.

BIBL.: F. de Franchi, A. illustrato da Santi e da Santuari. Napoli 1709; Ughelli, VIII, coll. 188-206; G. Zigarelli, Storia della Cattedra di A. e dei suoi pastori, Napoli 1856; Cappelletti, XIX, pp. 157-74, 181-90; F. Scandone, Storia di A., Napoli 1905; F. Chalandon, Histoire de la domination normande en Italie et en Sicile, II, Parigi 1907; Eubel, s. v., I-III; A. D'Amato, Cenni storici, geografici, letterari della provincia di A., S. Angelo dei Lombardi 1913; id., Saggi di bibliografia ragionata della provincia di A., Napoli 1921; Lanzoni, pp. 239-42. - Per Atti-palda: G. Aspreno Galante, Il cemento di S. Ippolito martire in Atripalda, in Atti della R. Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti di Napoli, XVI (1893), pp. 189-222. - Per Prata: G. Taglialatela, Dell'antica basilica e della Catacomba di Prata, Napoli 1878; E. Bertaux, L'art dans l'Italie méridionale, I, Parigi 1904, pp. 84-86; H. Leclercq, s. V. in DACL, XIV, coll. 1680-91; E. Lavagnino, Storia dell'arte medievale italiana, Torino 1936, pp. 138-39. - Nocmi Crostarosa Scipioni