Il suo nome più antico è il sumero Ka-dingir-rakī, tradotto esattamente in accaduto Bāb-ilkī (ebraico: Babel), cioè «Porta del dio». Nomi più recenti: Tin-tirki «bosco di vita» (nome di un quartiere poi passato alla città) ed Ekī «città del canale». Dalla forma Bāb-ilkī «porta degli dèi» deriva il greco βαβυλών.
Il nome Bāb-ilkī era proprio del quartiere sacro, dove si trovava la «porta santa» (bābu ellu), che si apriva soltanto il 5 del mese Dazu (sett.-ott.) per il passaggio del dio Nabū che dalla vicina Borsippa veniva
a visitare Marduk; e il 10 Nisan (marzo-apr.) al passaggio di Marduk e degli altri dèi, uscenti dal grandioso tempio Esagila, cui era annessa la celebre torre Etemenanki, visibile a grandissima distanza, per la solenne processione che chiudeva la festa del nuovo anno. A questa «porta santa», sempre chiusa e murata, si è ispirato Ez. 44,3. Il nome dal quartiere fu esteso a tutta la città.
Sargon I (ca. 2340 a. C.) si presenta quale fondatore di Babel; ma questa è molto più antica; Sargon non fece che togliere dall’oblio questo villaggio o cittadina sumera, posta in una situazione geografica privilegiata, sulla via tra il Golfo Persico, la Siria e il Mediterraneo. B. fu per la prima volta capitale sotto Sar-kāli-šarri (dinastia di Accad); l’importanza di questa città religiosa crebbe poco a poco sotto la III dinastia di Ur (ca. 2067-1060).
Dopo il primo impero accadico, con Sargon, Babel ritornò capitale con la prima dinastia amorrita (1830-1530 a. C.); Assiri (v.) la sottomisero, Sennacherib la distrusse (690 a. C.), i suoi successori la ricostruirono. Raggiunse il più grande splendore sotto Nabuchodonosor (605-562 a. C.), che ne fece la più grande.
La più

Dal 538 in poi, inizio della dominazione persiana, incomincia la decadenza vaticinata dai profeti (Is. 13 e 21 ; Ier. 50 e 51
famosa capitale dall’antichità, tanto da essere elevata a simbolo di prosperità e di fasto.
Dal 538 in poi, inizio della dominazione persiana, incomincia la decadenza vaticinata dai profeti (Is. 13 e 21; Jer. 50 e 51), che fu ultimata dai Parti nel 126 a. C.
Per la cattività degli Ebrei in Babilonia V. ESILIO BABILONESE.
Dal 1899 in poi scavi sistematici furono condotti da R. Koldewey presso il villaggio odierno Hillah; le rovine della grande metropoli si estendono principalmente sulla riva sinistra dell’Eufrate, intorno all’attuale el-Merkez; più a nord il villaggio Babil ha conservato l’antico nome. - Vedi Tav. XXXIX.
20 (1930), p. 201; F. Wetzel e F. H. Weissbach, Das Hauptheim, dem Marduk in Babylon, Esagila und Etemenanki, Lipsius 1938; M. Rutten, Babylon, Parigi 1948; dà il quadro della città, dei quartieri, degli edifici pubblici, dei templi e degli scavi. Francesco Spadafora