BACCIA

BACCIA - La Vergine che presenta il Bambino a s. Anna. Quadro a olio su probabile disegno di G. L. Bernini. Roma, chiesa di S. Francesco a Ripa.

Il B. NEL'ARTE SACRA. - Le fonti medievali, fin dagli Statuta antiqua del 500 a.C., ricordano spesso il b. liturgico (bacinum, aquamani, pelvis, concha, patena, discus, manipulus, lanx, fons) che non si differenzia dagli altri se non per la decorazione in cui intervengono motivi cristiani, come nei piatti orientali dei secc. VI-VII su cui è rappresentata la comunione degli Apostoli (ad es., quelli provenienti da Riha della Collezione di Dumbarton Oaks e da Stuma del museo di Costantinopoli) o gli angeli davanti alla croce (Leningrado, Ermitage; Londra, museo Britannico, e Nuova York, Metropolitan Museum, provenienti da Cipro). Altri piatti d'argento sono più semplici nella decorazione, come, ad es., gli esemplari provenienti da Ostia (sec. IV, Vaticano, Museo Sacro), da Canoscio (Perugia, Soprintendenza), da Poltava (Leningrado, Ermitage) da Lampsaco e da Sutton Koo (Londra, museo Britannico), da Hamah (Baltimore, Walters Art Gallery). I piatti del tesoro di Nagy Szent Miklos con iscrizioni bulgariche del sec. IX (Budapest, museo Nazionale) servono piuttosto per uso profano. Un gran numero di b. di bronzo, corrispondenti nella forma e nella decorazione a tipi copti, fu trovato anche nelle tombe barbariche dei secc. VI e VII.
Numerosi e di varia forma sono i b. dell'alto medioevo; in molti tesori si conservano b. di ottone con rappresentazioni allegoriche, forse lavorati nella Germania settentrionale (ad es., alcuni di quelli del museo di Padova), che servivano, oltre che per il «lavabo», forse anche per il Battesimo. Dal sec. XIV fino al Rinascimento le scuole delle Fiandre, della Renania e, dal sec. XV, di Norimberga lavorarono b. spesso con scene battute in ottone (Beckenschlägerei) destinati ad essere esportati, specialmente in Spagna e nell'Italia.

consegue una più libera visione cromatica della forma, intesa però sempre con plastica saldezza, onde permettere il ritmico fluire del contorno per un effetto di musicale armonia.

Le 4 Allegorie delle Virtù nei peducci di S. Agnese a piazza Navona (1668-71) rappresentano la prima completa affermazione dello stile del pittore: seguono la decorazione del soffitto di S. Marta (1672; i due tondi laterali debbono l'esecuzione ad altra mano) e quella grandiosa del Gesù (1672-83): comprende gli affreschi della volta, della cupola, dei peducci, del catino absidale e della volta della cappella di S. Ignazio) commessa al B. dal generale dell'Ordine p. Oliva. Nell'affresco del voltone, con il Trionfo del Nome di Cristo, il B. si giova della propria abilità nello scorcio e della magnifica materia del suo colore per realizzare la più audace concezione di masse in movimento, travolgendo ogni termine architettonico in modo analogo a quanto aveva raggiunto il Bernini nella Cattedra di S. Pietro: la tradizione decorativa riassunta dallo stesso Pietro da Cortona, veniva così rinnovata a fondo, aprendo la via a successivi sviluppi.

Al medesimo periodo delle opere nel Gesù appartengono alcune delle tele più nobili del B. (S. Giovanni Battista nel deserto, in S. Niccolò da Tolentino; S. Ludovico Bertrando, in S. Maria della Minerva; Morte di S. Fran- cesco Saverio, in S. Agostino ad Ascoli Piceno; Natitale, nel Carmine a Fermo; Cristo e la Samaritana, galleria Spada); mentre nella più tarda attività, i valori meramente decorativi finiscono talvolta per prevalere accentuando gli effetti teatrali (Nascita del Battista, a S. Maria in Campitelli; S. Niccolò da Bari, in S. Maria Maddalena, 1697-98), smorzando la vitalità stessa del colore per ricondurre le

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(pt. Anderen)
Baciccia - La Vergine che presenta il Bambino a s. Anna. Quadro a olio su probabile disegno di G. L. Bernini. Roma, chiesa di S. Francesco a Ripa.

settentrionale. Più preziosi sono i b. di rame smaltato della scuola di Limoges dei secc. XIII e XIV che si trovano spesso in doppio con decorazione identica (Vaticano, Museo Sacro; Parigi, museo Cluny; raccolte di Dresda, Baltimora, Londra, ecc.).

Nel Rinascimento il b. liturgico serve specialmente nella Messa pontificale; diventa più largo, molto pesante e decorato spesso a cesello o a sbalzo. Quasi tutti i grandi «tesori» conservano ricchi esemplari di b. lavorati insieme con la brocca (Vaticano, cappella Sistina; Siena, duomo, ecc.). Il neoclassico cambia anche il gusto per la forma del b., che diventa più semplice ed è quasi sempre accoppiato con la brocca (Vaticano, Museo Sacro).

BIBL.: H. Leclercq, s. V. in DACL, II, 1, col. 602; W. F. Volbach, *Metallarbeiten des christlichen Kultes, Magonza 1921*; J. Braun, *Das christliche Altargerät, Monaco 1932*, p. 531; O. Schmitt, s. V. in *Realllexikon zur deutschen Kunstgeschichte*, I, col. 151.