BALDINOTTI, CESARE. - Filosofo, dell'Ordine benedettino olivetano, n. a Firenze il 12 luglio 1747, m. a Padova il 23 dic. 1821. Fu abate di S. Miniato al Monte di Firenze. Insegnò prima nel ginnasio di Mantova, quindi nell'Università di Pavia ed infine logica e metafisica nell'Ateneo di Padova. È falso (F. Überweg, Grundriss der Geschichte der Philosophie, V, 12ª ed., Berlino 1928, p. 200) che il B. abbia avuto Rosmini tra i suoi discepoli nel 1820 perché dal Diario del roveretano consta che questi lasciò l'Università di Padova nel 1819. Sotto l'influsso del Locke e Condillac, il B. inclinò al sensismo che cercò tuttavia di armonizzare con le esigenze delle verità cristiane.
Scrisse: De recta humanae rationis institutione (Padova 1787) e Tentaminum metaphysicorum libri tres. Tentamen primum. De metaphysica generali, lib. unicus (ivi 1817). Quest'opera contiene un'appendice critica su Kant condannandone l'apriorismo categoriale e lo scetticismo al quale crede necessariamente debba condurre.