BARAC (EBR. BĀRAQ «FULMINE»)

BARAC (ebr. bāraq «fulmine»). - Debora (v.), figlio di Abinoam, n. a Cades di Nephtali (Iudc. 4, 5). Chiamato da Debora, in nome di Jahweh, a liberare gli Israeliti della pianura di Esdrelon, dal giogo dei Cananei, B. che aveva sofferto personalmente per opera di questi (Iudc. 5, 12), accetta a condizione però che essa lo segua e lo assista nella battaglia.

Debora va con B.; al loro appello, oltre a Nephtali e Zabulon, più direttamente interessati, risposero Ephraim, Beniamin, Issachar e Machir, clan importante di Manasse, in tutto ca. 40.000 uomini (Iudc. 5, 8), ma male armati. Di questi, 10.000 sono con Debora e B. sul Thabor (Iudc. 4, 10) gli altri stan pronti sulle colline di Ephraim, che circondano la pianura. Sisara, generale dei Cananei, aduna tra Mageddo e Thanach, lungo il Cison, i suoi 900 carri e la fanteria. Forse di notte (Iudc. 5, 20), B. lo attacca di sorpresa, mentre il Signore manda un gran temporale, che ingrossa il torrente

e rende viscido il terreno. Confusi e terrorizzati, i Cananei perirono nell'acqua del Cison, o inseguiti ed uccisi dai vincitori. B. IAHEL (v.).

BIBL.: L. Desnoyers, Histoire du peuple hébreu, I: La période des Juges, Parigi 1922, pp. 140-48, 390-92. Francesco Spadafora
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“BARAC (EBR. BĀRAQ «FULMINE»).” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 472. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/barac-ebr-baraq-fulmine.