BARRUEL, AUGUSTIN de. - Gesuita pubblicista, n. a Villeneuve-de-Berg (Ardèche) il 2 ott. 1741, m. a Parigi il 5 ott. 1820. Accolto nella Compagnia il 15 ott. 1756; fu costretto ad esulare in Boemia e in Austria per la soppressione dell'Ordine in Francia (1762), dove poi tornò nel 1774. Dal 1792 al 1802 visse rifugiato in Inghilterra; rientrato a Parigi nel 1802 e restaurata la Compagnia, s'affrettò ad aggregarsi di nuovo (1815).
Cominciò la sua attività letteraria con Les Helviennes ou Lettres provinciales philosophiques (3 voll., Amsterdam-Parigi 1781; vers. it., Venezia 1801) contro le aberrazioni degli Enciclopediati; dal 1788 al 1792 diresse il Journal ecclésiastique ou Bibliothèque raisonnée des sciences ecclésiastiques, mutandone l'indirizzo e orientandolo alla critica degli avvenimenti pubblici rivoluzionari e antireligiosi; il che, urtando i giacobini al potere, costrinse il giornale a cessare la pubblicazione. Nello stesso tempo egli divulgò numerosi opuscoli, nei quali attaccava la costituzione civile del clero, il giuramento civile, i preti giurati e che raccolse poi nella Collection ecclésiastique ou recueil complet des ouvrages faits depuis l'ouverture des Etats généraux, relativement au clergé, à la constitution civile, décrétée par l'Assemblée nationale, sanctionnée par le roi (14 voll., Parigi 1791-93; vers. II. 16 voll., Venezia 1791-95), importante miniera di documentazione degli avvenimenti. A Londra attese alla pubblicazione di due altre opere storiche molto importanti: Histoire du clergé pendant la révolution française (Londra 1793; vers. II. 3 voll., Roma 1794-95) e Mémoires pour servir à l'histoire du jacobinisme (4 voll., Londra 1797-98; vers. II. 13 voll., Venezia 1799-1800; 2 voll., Roma 1887), nelle quali si studia di provare come la Rivoluzione sia la conseguenza della cospirazione congiunta degli increduli, dei massoni, dei repubblicani e degli illuministi. Tesi ricca di documentazione; esatta, se si prende nel suo insieme, ma bisognosa di revisione e correzione nei particolari. Tornato a Parigi, difese con l'opera Du pape et de ses droits religieux (Parigi 1802) il nuovo concordato contro gli attacchi dei gallicani. Sull'estremo della vita stava preparando una confutazione della filosofia kantiana e il disegno di una storia delle società segrete nel medioevo.