BARTOLOMEO, NOTTE DI SAN. - È uno degli episodi, forse il più crudele, che insanguinarono la Francia durante le guerre di religione. Oltre al fanatismo feroce della propaganda ugonota, contribuì a generare il macello soprattutto l'antagonismo fra i due partiti, in cui era scissa l'alta nobiltà francese per conquistarsi il predominio nel regno. L'uno di essi, quello dei Guisa, posava come campione del cattolicesimo, l'altro, rappresentato dai Condé e dai Borboni, favoriva gli ugonotti, assai più per intenti politici che per convinzione religiosa. Il re Carlo IX e la madre Caterina de' Medici, pur bramando la vittoria del cattolicesimo, miravano in modo particolare a non rimanere sopraffatti da nessuno dei partiti in lotta. Chiusa la terza guerra di religione con la pace di St-Germain-en-Laye nell'ag. 1570, con la quale gli ugonotti ottenevano piena tolleranza in tutto il regno e come pegno quattro fortezze di sicurezza, cominciarono le lusinghe di Gaspero di Coligny, capo
Si ebbe la convinzione a Roma che il colpo avesse salvato la dinastia e il cattolicesimo in Francia e furono perciò ordinate pubbliche preghiere di ringraziamento, fu coniata una medaglia e nella sala regia del Palazzo vaticano fu fatta eseguire a fresco una pittura commemorativa, con il desiderio che ormai avesse ad essere purgata la Francia dal veleno dell’eresia.
Ribl.: H. De la Ferrière, La Saint-Barthélemy, Parigi 1892; E. Vacandard, Etudes de critique etc. Les papes et la Saint-Barthélemy, 1905, pp. 217-92. Cf. Revue d’hist., excl. 7 (1906), p. 354 seq. Pio Paschini