BAUMANN, EMILE. - Scrittore francese, n. a Lione il 24 sett. 1868, m. nel 1941. Pensatore e filosofo, ha pubblicato notevoli saggi mistici (Trois villes saintes, 1912; L’anneau d’or des grands mystiques, 1924; Saint Paul, 1925); estetico della musica, ha scritto Les grandes formes de la musique (1905), ma ha lavorato soprattutto nel campo del romanzo. Discopolo di Bourget, non è avversario del naturalismo, a cui rimprovera, tuttavia, di non saper giungere allo spirito delle cose; romanziere ardito dipinge in tono audace la passione, scruta le tue umane e vorrebbe farne sentire tutta l’amarezza: il suo realismo scaturisce dalla preoccupazione spirituale.
Nei suoi romanzi (La fosse aux lions, 1911; Le fer sur l’Enclume, 1920; Baptême de Pauline Ardel, 1914; Job le prédestiné, 1923, ecc.), di forte intonazione pessimista, egli tende lo spirito verso quel soprannaturale di cui la natura è, ai suoi occhi, penetrata: soprattutto nell’Immobile (1908), esalta la presenza di Cristo nell’uomo e nel mondo. Rigido, sincero ma aspro, in più recenti romanzi (Mon frère le Dominicain, 1927; Les Chartreux, 1928, ecc.) ha fatto sentire una nota di maggiore calma e dolcezza. La forma è spesso confusa, impropria, dura e scabra, non manca di dissonanze, ma è capace di scuotere.