BELLINI, Vincenzo. - Musica, n. a Catania il 10 nov. 1801, m. a Puteaux (Parigi) il 24 sett. 1835. Figlio di un organista, studiò nel collegio di S. Sebastiano a Napoli, diretto dallo Zingarelli che fu suo maestro. Dopo la rappresentazione dell'Adelson e Sal- vini (1825) nel teatrino del collegio, fu incaricato dal noto impresario Barbaja di scrivere per il teatro S. Carlo Bianca e Fernando (1826), ch'ebbe favorevoli accoglienze, e per la Scala di Milano Il Pirata (1827), ch'ebbe un grande successo. Stabilitosi in questa città, proseguì la sua attività di operista: minore incontro ebbe La Straniera (Milano 1829) e deciso insuccesso la Zaira (Parma 1829), ma

il favore popolare gli ritornò con i Capuleti e i Montecchi (Venezia 1830) e soprattutto con La Sonnambula (Milano 1831) e con La Norma (Milano 1831), sebbene quest
il favore popolare gli ritornò con i Capuleti e i Montecchi (Venezia 1830) e soprattutto con La Son- nambula (Milano 1831) e con La Norma (Milano 1831), sebbene questa la prima sera ricevesse fredde accoglienze. Dopo l'insuccesso della Beatrice di Tenda (Venezia 1833) scrisse e rappresentò a Parigi l'ultima sua opera I Puritani (1835). Notevole la produzione nel campo della musica di chiesa, in cui si contano numerosi Tantum ergo, alcune Salve Regina, un Credo, un Te Deum, un Magnificat, due Messe con Vespro e una Messa di gloria.
BIML: F. Cicconetti, Vita di V. B., Prato 1850; A. Panini, V. B., sa vie, ses oeuvres, Parigi 1868; F. Florimo, V. B., memorie lettere, Firenze 1892; A. Amore, V. B., Catania 1892; G. Rinucci, V. B., le sue opere e i suoi tempi, Napoli 1890; O. Viola, Bibliografia bellimiana, Catania 1902; I. Pizzetti, La musica di V. B., Firenze 1916 (trattamento in Saggi critici, ivi 1920).