BENEDETTINI VALLOMBROSANI. - Monaci dell'Ordine benedettino che hanno preso il nome dalla Badia di Vallombrosa, fondata verso il 1036 in Toscana da s. Giovanni Gualberto (v.), che diede inizio alla nuova Congregazione monastica e che addestrò i monaci alla lotta per la libertà della Chiesa, la santificazione del clero e la restaurazione dell'osservanza nei chiostri e del buon costume nel popolo.
La nuova istituzione si propagò rapidamente in Toscana, nelle Romagne ed in altre province dell'Italia settentrionale, in Francia, in Corsica, in Sardegna ed in Sicilia, tanto che nel 1253 si contavano ben 79 abbazie e 29 priorati.
Presso ogni monastero vi era un ospizio per i viandanti ed i pellegrini, ed un luogo dove venivano raccolti i chierici mandativi dalle varie province per essere preparati al sacerdozio. I B. V. divennero ben presto antesignani dell'attività cattolica in Toscana in favore del papato, e della lotta contro l'eresia. S. Giovanni Gualberto introdusse nel monachismo benedettino in Italia un'innovazione fino allora sconosciuta: la distinzione cioè fra monaci e fratelli conversi, e volle un governo centrale per cui tutti i monasteri e le badie della Congregazione venivano a trovarsi sotto il governo di un moderatore generale.
Le commende prima e le soppressioni decretate dai governi civili poi, fecero sì che la Congregazione decadesse dal suo antico splendore, così come per le stesse cause era decaduto l'intero Ordine benedettino. Ma, dopo la bufera della Rivoluzione Francese, con il rifiorire del vecchio tronco a novella vita anche i B. V. sono in promettente ripresa.
Contemporaneamente alla Congregazione maschile s. Giovanni Gualberto fondò anche le monache vallombrosane, alle quali diede, oltre la Regola di s. Benedetto, costituzioni proprie. Il primo monastero sorse nel 1066 o 67 di fronte a Vallombrosa, in località detta Corte di Cavriglia per opera di donna Berta figlia di Lotario conte di Borgogna, nata a Firenze ca. il 1020. Esse conducono vita di preghiera e di lavoro secondo l'ideale benedettino, e si dedicano anche all'insegnamento. I loro monasteri sono autonomi sotto la giurisdizione del vescovo locale, mentre prima del Concilio di Trento erano sotto la giurisdizione dell'abate generale o dell'abate più vicino.
