BENEDETTO DA MAIANO

Image from page 737
Image from page 737

BENEDETTO da MAIANO. - Architetto, scultore e intagliatore in legno, n. a Maiano nel 1442, m. a Firenze il 24 maggio 1497. Quale architetto appartene alla corrente brunelleschina, come ben mostra il portico di S. Maria delle Grazie ad Arezzo (1492-94); in quest'opera, infatti, B. ripeté, esagerando, dai modelli di S. Lorenzo e di S. Spirito in Firenze i pulvini altissimi al sommo delle colonne su cui girano arcate così ampie che tutto il portico sembra quasi realizzarsi nel predominio assoluto dei vuoti sui pieni. Le forti sporgenze delle membrature, dei capitelli, dei pulvini (che son costituiti da frammenti di trabeazione) e del cornicione conferiscono grande pittoricità e movimento all'aerea costruzione, pienamente fusa nella natura circostante.

A B. viene anche attribuito il palazzo Strozzi, che alcuni, non senza fondamento, assegnano a Giuliano da Sangallo (che certamente esegui un modello) senza escludere il diretto intervento dello stesso committente.

Come scultore B. si ispirò a Donatello. La sua scultura più famosa è il pulpito adorno di storie di s. Francesco in S. Croce a Firenze (1481).

Nel 1489 B. esegui in Firenze l'altare con l'Annun-ciazione per la chiesa di Monte Oliveto in Napoli, nel quale per raffigurare la scena centrale si vale della prospettiva pittorica, con l'aprire un profondo porticato dietro le figure della Vergine e dell'Angelo, riprendendo un tema svolto da Desiderio da Settignano nel tabernacolo del Sacramento nella chiesa fiorentina di S. Lorenzo.

Ricordiamo ancora il naturalistico busto di Pietro Mellini (Firenze, museo Nazionale); l'arca di s. Savino nel duomo di Faenza; la tomba del b. Marcolino nella Galleria comunale di Forlì; il ciborio di S. Domenico a Siena; l'urna con l'altare di S. Fina in S. Gemignano; la porta della sala delle Udienze in Palazzo Vecchio; la Madonna e s. Sebastiano nell'oratorio della Misericordia

a Firenze; il busto di Filippo Strozzi (Parigi, museo del Louvre) e il monumento al medesimo in S. Maria Novella.

B. fu anche rinomatissimo intagliatore in legno (Palazzo Vecchio, soffitto del salone degli Otto e della sala di udienza dei Priori). - Vedi Tav. LXXIX.

BIBL.: G. Vasari, Vite ecc., ed. Milanesi, III, Firenze 1878, pp. 333-354; A. Venturi, Storia dell'arte italiana, VI, Milano 1908, pp. 674-692; VIII, i, 1923, pp. 393-418; M. Pittaluga, La scultura italiana del Quattrocento, Firenze 1933, pp. 61-62; M. Salvi, Palazzo Strozzi, in Illustrazione, marzo 1940, pp. 5-12.