BENSON, ROBERT HUG. - Convertito inglese, apologista e romanziere, n. nel Berkshire il 18 nov. 1871 e m. a Londra il 19 ott. 1914. Studiò teologia a Cambridge, al Trinity College. Dapprima ministro anglicano (suo padre Edoardo White era arcivescovo di Canterbury) sentì ben presto l'inconsistenza dell'anglicanismo e si convertì nel 1903; nel 1904 fu ordinato sacerdote, nel 1911 divenne prelato romano. Scrittore di una rara fecondità, fu una delle più interessanti ma anche più discusse figure della storia religiosa e letteraria dell'Inghilterra contemporanea. Apologista vivace e penetrante conoscitore della psicologia moderna, oltreché artista squisito, inferiore forse solo al Newman.
Fra le sue opere sono particolarmente degne di nota: Confession of a convert (Londra 1913), opera fra le più suggestive del genere; The Lord of the World (vi 1907), racconto apocalittico sugli ultimi giorni del mondo, che appassionò vivamente, ma suscitò anche aspre controversie letterarie e teologiche, alle quali rispose con un altro racconto, The Dawn of all (vi 1910), sullo stesso argomento. In altri romanzi: By wealth Authority (vi 1904), The King's Achievement (vi 1905); The Queen's Tragedy (vi 1906); Come Rack, come Rojse (vi 1912), il B. fa la storia e l'apologia del cristianesimo nell'epoca tormentata di Enrico VIII, Maria ed Elisabetta; in altri ancora cerca, con grande serietà morale e con una forma di grande effetto, di glorificare la Ecclesia militans o anche di dimostrare in modo vivace, originale, e talora paradossale, l'insufficienza assoluta della scienza e dei progressi materiali e meccanicidi moderni, a risolvere i problemi della vita.
Negli scritti: Christ in the Church (trad. II. di A. To-vini, Brescia 1936) e The friendship of Christ (trad. II. di E. Francia, vi 1931), si mostra ardente, sperimentato ed anche originale espositore della dottrina del Cristo mistico.