BERLINO, DIOCESI DI

BERLINO, DIOCESI di. — Nome di origine slava, che designa la capitale della repubblica germanica e dello stato prussiano. La diocesi omonima fu eretta in base al concordato tra la Prussia e la S. Sede del 14 giugno 1929, con la bolla Pastorali Officii del 13 ag. 1930, fa parte della provincia ecclesiastica di Breslavia. Oltre il territorio della città di B. abbraccia gran parte delle province prussiane del Brandeburgo e della Pomerania, con una superficie complessiva di ca. 35 mila kmq., dove tra una popolazione di oltre 5.656.259 di ab. vi erano nel 1948, 611.003 cattolici. Le parrocchie sono 232, con 350 sacerdoti diocesani e 113 regolari. Nel momento attuale però (1949) manca ogni possibilità di controllo per i dati statistici.

I. STORIA

Nel medioevo questo territorio apparteneva alle diocesi di Havelberg, Brandeburgo, Lebus e Kammin. Dopo l’introduzione del luteranesimo, in Pomerania con l’ordinamento ecclesiastico di Treptow del 1534, nel Brandeburgo con l’ordinamento ecclesiastico del principe elettore Gioacchino II del 1540, il cattolicesimo fu quasi estinto del tutto. Solo nelle cappelle delle ambasciate di Austria e di Francia in Berlino, in forza del privilegio di extraterritorialità, poté essere mantenuto il culto cattolico. Più tardi il re Federico Guglielmo I, per riguardo ai numerosi soldati cattolici che militavano nell’esercito prussiano, eresse, a proprie spese chiese o cappelle prima in B. (1722), poi anche in Potsdam, Spandau e Stettino affidandone la cura spirituale ai Domenicani del convento di Halberstadt; alcuni di essi, come, ad es., il p. Bruns, godettero la particolare fiducia del re. La comunità cattolica di B. ottenne i diritti parrocchiali per la prima volta dopo il compimento della chiesa di S. Edvige, costruita con l’aiuto di Federico il Grande, nel 1773. L’intero territorio dal 1699 al 1806 fu sotto la giurisdizione del vicario apostolico della Bassa Sassonia, giurisdizione non riconosciuta ancora dallo Stato. Ripetuti tentativi dei re di Prussia di stabilire a B. un vicariato alle dipendenze del re, per tutti i cattolici della monarchia, allo scopo di separarli praticamente da Roma, non riuscirono.

La bolla De salute animarum del 1821, costituiva per i territori del Brandeburgo e della Pomerania (ad eccezione dei decanati di Cottbus, Neuzelle, Schwiebus, Lauenburg e Bütow, appartenenti alla diocesi di Breslavia) una delegazione apostolica, affidandone la direzione al principe vescovo di Breslavia; a suo rappresentante permanente era designato il prevosto pro tempore di S. Edvige di B. L’intima unione con la grande e ricca diocesi di Breslavia rendeva possibile l’organizzazione, dal punto di vista ecclesiastico, delle masse di lavoratori, impiegati, e commercianti che continuano in B. diventata un centro industriale, e dal

berlino - chiesa di s. edvige costruita su disegno di jean legeay (1747-73), semidistrutta nel 1945.

1870 anche capitale del nuovo impero germanico. Il numero dei cattolici che nel 1740 raggiungeva appena la cifra di 3000, e ancora nel 1821 non oltrepassava i 12.000, saliva nel 1862 fino a 51.157; nel 1887 ammontava a 142.676, di cui 113.617 nella città di B.; nel 1897 raggiungeva i 263.347, tra i quali nel 1898 lavoravano solo 81 sacerdoti. Si dava il caso di cattolici abitanti 100 km. lontano dalla più vicina chiesa, benché, di anno in anno, sotto l'energico impulso del card. Kopp e del Bonifatiusverein sorgessero nuove chiese e parrocchie. Nel 1846 le prime religiose cattoliche facevano il loro ingresso a B. ed erano le suore di s. Carlo Borromeo di Treviri. Seguirono numerose altre Congregazioni, la cui attività caritativa, specialmente nei 17 ospedali della città, contribuì molto alla diffusione del cattolicesimo. Il primo convento per religiosi fu fondato dai Domenicani nel 1869.

Quando, dopo la fine della prima guerra mondiale, il numero dei cattolici raggiunse il mezzo milione, la vita cattolica era diventata così potente, e il numero delle vocazioni sacerdotali così elevato da far pensare ad un'amministrazione autonoma della delegazione. Il prevosto di S. Edvige esercitava all'incirca i poteri di un vicario generale, e dal 1923 egli era anche vescovo. Quando nel 1930 fu eretta la diocesi di B. questa ebbe come confini quelli mantenuti sino allora dalla delegazione. A. S. Edvige fu creato un capitolo cattedrale composto di un prevosto e 6 canonici. Primo vescovo fu mons. Cristiano Schreiber (1930-33) trasferito dalla cattedrale di Meissen; gli successe Nicola Bares già vescovo di Hildesheim; dal 1935 possiede la cattedrale il conte Corrado Preysing, prima vescovo di Eichstätt, da Pio XII creato cardinale nel Concistoro del 20 febbr. 1946.

Fonti: M. Lehmann-H. Granier, Preussen und die katholische Kirche, 9 voll., Lipsia 1878-1902 (per il periodo 1648-1807); Ph. Hiltebrant, Preussen und die römische Kurie, I, Roma 1910 (si ferma al 1740).

Bibl.: L. Jablonski, Geschichte des fürstbischöflichen Delegaturbezirks Brandenburg und Pommern, 2 voll., Breslavia 1929 (l'opera fondamentale nella quale viene trattata anche la storia delle singole parrocchie). - Inoltre: J. Metzler, Die apostolischen Vihariate des Nordens, Paderborn 1919 (specialmente per i rapporti di giurisdizione); W. Wendland, Siebenhundert Jahre Kirchengeschichte Berlins, Berlino 1930 (protestante); K. Pfändner, Ein fahrtausend katholischen Christentums in der Mark Brandenburg, Berlino 1931 (popolare); U. Kühné, Preussen und die römische Kurie, in Quellen u. Forschungen, 27 (1937), pp. 196-250 (intorno ai progetti del vicariato prima di Federico il Grande). - Il migliore articolo complessivo in proposito: J. Grisar, s. V. in DHG, VIII, coll. 510-23. Cf. la rivista Wichmann-Jahrbuch, dal 1930 in poi. Hubert Jedin

II. I MUSEI E L'ISTITUTO DI ARCHEOLOGIA CRISTIANA DI B

Oggetti importanti di arte paleocristiana si trovano in diversi luoghi di B., come ad es. nel Museo di antichità, nel Museo egiziano, nel Museo del Castello, nella Biblioteca dello Stato e nell'Istituto di archeologia cristiana dell'Università. La collezione del Kaiser-Friedrich-Museum è una delle più complete del mondo, perché contiene oggetti di diversi paesi (Italia, Bisanzio, Egitto) ed epoche. Alcuni pezzi importanti, specialmente bronzi paleocristiani, come la statuetta di s. Pietro, derivano già dalla «Kurfürstliche Kunst-Kammer» comprati con la Collezione Bellori a Roma.

Il primo collezionista di arte medievale fu il re Federico Guglielmo IV, che dal 1834 in poi fece comprare in Italia, specialmente per la decorazione delle chiese di Potsdam un gran numero di sculture; come nel 1842 il musea di S. Michele in Affricisco da Ravenna. Nel 1841 acquistò a Berlino la Collezione Pajaro con molti marmi medievali provenienti da Venezia. Il maggiore aumento si ebbe verso il 1901-1902 con una grande collezione di arte copta, comprata in Egitto. Per l'inaugurazione del Kaiser-Friedrich-Museum, Guglielmo von Bode, nel 1904, riunì questi ed altri oggetti in un reparto speciale per l'arte paleocristiana, bizantina e del medioevo italiano; chiamato poi Oscar Wulff come ispettore, si sistemò la collezione e se ne pubblicò un catalogo in due volumi. Altri oggetti arrivarono a Berlino dagli scavi di Abu Mina, di Akhmin-Panopolis, di Arsinoopolis e di Antinoopolis. Molti frammenti architettonici furono trovati negli scavi

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Berlino - Cupola della chiesa francese, opera di K. von Gondardt (1780-85), semidistrutta nel 1945.

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(8o O. Bogtmann s P. Ortwin Reve, Bertin 252, ten. 28) Berling - Chiesa di S. Edvige costruita au disegno di Jean Legeay (1747-73), semidistrutta nel 1945.

1870 anche capitale del nuovo impero germanico. Il numero dei cattolici che nel 1740 raggiungeva appena la cifra di 3000 , e ancora nel 1821 n

dell'Asia Minore o comprati a Costantinopoli, come il frammento di un sarcofago di Psammatica col Cristo e gli Apostoli; oltre ad originali si riunirono nel Museo, per comodità di studio, anche calchi e molte copie di affreschi, che stavano in pericolo come quelli del Lathmos o della Macedonia, in gran parte di epoca bizantina.

Coll'inaugurazione del Pergamon-Museum verso il 1931, è stato possibile sistemare meglio la collezione in nuove sale. Furono ceduti in questa occasione dal Museo egiziano gli scavi di Antinoopolis e Arsinoopolis, con molte stele copte, stoffe, bronzi, ecc. Anche il Museo dell'arte industriale del Castello cedette le grandi stoffe copte dipinte. Fu aggiunta una sala per l'arte delle iconi greche e russe.

Fuori del Kaiser-Friedrich-Museum la più importante collezione di stoffe copte si trova nel Museo del Castello, ed una piccola nella Collezione Schliemann del Museo preistorico. Del Museo preistorico fanno parte alcuni vetri paleocristiani, oreficeria nella collezione di Gaus, proveniente da Assiut, e due dittici di avorio. Anche nella collezione di gemme gnostiche del Museo egiziano sono pezzi di tipo cristiano. La biblioteca Nazionale conserva il dittico di Rufo Probiano e le miniature dell'Itala di Quedlinburg.

Per gli studenti nell'Università serve la piccola collezione dell'Istituto di archeologia cristiana, che contiene un piatto di piombo, lampade e specialmente calchi di avori. L'Istituto, con una buona biblioteca, fondato da Ferdinando Piper (1849-55), serve specialmente agli studenti di teologia protestante. Quanto sopra si riferisce allo stato di detto museo fino all'ultima guerra e non si ha alcun dato positivo circa lo stato attuale.

Bibl.: O. Wulf, Althrichliche und mittelalterliche Bildwerke, Berlino 1909; O. Wulf e W. F. Volbach, Die Althrichlichen und mittelalterlichen Bildwerke. Supplemento, Berlino e Lipsia 1923; id., Spätantike und koptische Stoffe, Berlino 1926; W. F. Volbach, Mittelalterliche Bildwerke aus Italien und Byzanz, Berlino e Lipsia 1930; O. Wulf, Lebenswege und Forschungsziele, Baden 1936; C. F. Anche F. Piper, Das christliche Museum der Universität zu Berlin, Berlino 1856; Jahrbuch der preussischen Kunstsammlungen, 1 (1880), e gli Antliche Berichte der Berliner Museum.

III. Arte

1) Arte locale. — A Koelln, abi-tata in maggioranza da pescatori, è ricordata nel 1237 la chiesa parrocchiale di S. Pietro, che fu ricostruita nel 1379. La nuova chiesa gotica fu distrutta in un incendio nel 1730 e poi ricostruita in uno stile gotico barbaro. Il patrono di B. fu s. Nicola, al quale fu dedicata la chiesa parrocchiale, menzionata in un documento del 1244. Verso il 1250 fu fondata una terza chiesa dedicata alla Madonna a poca distanza da quella di S. Nicola. Un grande incendio nel 1380 distrusse anche queste due chiese. Quella di S. Nicola, ricostruita in mattoni con forme gotiche, era particolarmente solenne, grazie anche alle notevoli vetrate a colori. In età moderna furono aggiunte sulla base della torre due campanili che stonano con la semplicità dell'edificio. Anche la chiesa di S. Maria è una costruzione gotica: conserva un bel fonte battesimale del Quattrocento. Celebre è la Danza macabra, affresco dipinto tra il 1460 e il 1470, molto ben conservato. La cappella di s. Geltrude, consacrata a Koelln nel 1411 con l'annesso ospedale, fu distrutta nel XIX sec. Verso il 1250 i Francescani vennero a B. e vi costruirono il loro primo convento con chiesa annessa. Fu la prima chiesa gotica in mattoni. Esiste ancor oggi, e nel monastero ha sede sin dal 1576 una scuola superiore che nel nome (Gymnasium zum grauen Kloster) conserva la memoria dei frati e di cui Bismarck fu il più celebre discepolo. Tra gli edifici del Trecento esiste ancora la piccola chiesa gotica dello Spirito Santo, che fu una volta cappella dell'ospedale omonimo. Della grande commedia dei Templari a sud della città e passata poi all'Ordine di S. Giovanni dopo la soppressione dei primi (1312) B. non con-serva altro ricordo che il nome di Tempelhof per un quartiere e l'aeroporto ivi situato. Con la Riforma introdotta dall'elettore Gioacchino II, nel 1540 tutte le chiese passarono al protestantesimo e per due secoli i cattolici non possedero alcun edificio di culto. Cresciuto il loro numero, sotto Federico II il Grande (1740-86) fu costruita per loro una chiesa dedicata a S. Edvige (1746) probabilmente secondo le piante disegnate da Jean-Laurent Legeay. Era rotonda, di forme semplici, ma di proporzioni molto armoniche. Il re offrì il terreno e il legname, mentre il resto dovette essere raccolto tra i cattolici di tutti i paesi. La costruzione durò quasi trenta anni; e quindi fu consacrata con grande solennità nel 1773 dal vescovo di Ermland. Nel 1778 divenne chiesa parrocchiale. Il grande re diede ai cattolici un secondo luogo di culto nella cappella dell'ospedale militare degli invalidi, dedicata a s. Sebastiano. Servì per raccogliere i soldati cattolici e fu sostituita da una chiesa per la guarigione nell'Ottocento. Sorsero allora parecchie chiese cattoliche, per lo più costruite in mattoni nello stile neogotico caratteristico della seconda metà del secolo. Sono da ricordare S. Sebastiano, S. Luigi, S. Mattia, S. Bonifacio, S. Clemente Hofbauer; la chiesa di S. Michele, invece, è rotonda e neoclassica (parrocchia dal 1851).

2) Collezioni artistiche. — La Biblioteca di Stato possedeva una bella collezione di codici medievali, tra cui un Vangelo di Prüm della metà del sec. x, il Psalterio di Luigi il germanico della stessa età e un Epistolario della scuola di Reichenau (ultimo quarto del sec. x). Un'altra ricca collezione di codici si trovava nel Gabinetto delle Incisioni. Sono da rilevare il cosiddetto Vangelo di Enrico IV (seconda metà dell'XII sec.), quello del monastero di Abdinghof (ca. 1060) e la Passio Sanctae Luciae (sec. XII). I musei principali sono: la galleria Nazionale dedicata all'arte tedesca moderna, il Vecchio e il Nuovo Museo, il Museo Tedesco, il Kaiser-Friedrich-Museum. Tutti questi edifici si trovano sull'Isola della Sprea, dov'è anche il castello, che nelle sue parti più antiche risale al margravi Federico II il Ferreo (1440-70) e che fu residenza degli Hohenzollern. Le collezioni di arte cattolica si trovano negli ultimi due musei sopraindicati. Nel Kaiser-Friedrich-Museum era sistemata una collezione che dava un'idea esatta dell'arte della pittura in Europa dal Duecento fino al principio dell'Ottocento. Tra le opere tedesche sono da rilevare diversi altari della scuola di Colonia della fine del Trecento, l'Adorazione dei Magi e la bella testa di un Apostolo, di Giovanni Baldung chiamato Grinen (ca. 1480-1552), il Riposo durante la fuga in Egitto, la Natività di Cristo, il s. Francesco e il s. Girolamo di Alberto Altdorfer (1480-1530). Vi erano poi la Sacra Famiglia, il s. Ulrico e la s. Barbara di Giovanni Burgkmair il vecchio (1473-1531). Importante era la collezione delle opere di Alberto Dürer (v. BAMBERGA), tra cui la Madonna col lucherino, una Madonna adorante, il magnifico Ritratto di Girolamo Holszchuhner. Devono ancora ricordarsi l'Addolorata di Giovanni Holbein il vecchio (ca. 1465-1524) e il Ritratto del commerciante Gisze di suo figlio Giovanni Holbein il giovane (v. BRASILE). Nell'ultima guerra questi tesori furono conservati in luogo che si presumeva sicuro; non è possibile ora (1948) conoscere lo stato dei monumenti e la dislocazione delle opere d'arte. — Vedi Tavv. LXXXV-LXXXVI.

Bibl.: Beschreibendes Verzeichnis der Gemälde im Kaiser-Friedrich-Museum, 6a ed., Berlino 1906; W. F. Volbach, Die Elfenbeinbildwerke, Berlino e Lipsia 1923; M. Osborn, Berlin (Be-rühmte Kunststätten, 43), 2a ed., Lipsia 1926; Quellen und Forschun-gen zur Geschichte der Stadt Berlin, Berlino 1927 Sgg.; Die Gemälde-gallerie, 5 voll. illustrati, Berlino 1929-33; Gesamtführer zur Hundertjahrfeier, 11 1932; Die italienischen und spanischen Bild-werke der Renaissance und des Barocks, Lipsia 1933 (queste cinque opere furono edite dalla Direzione generale dei Musei). — Per incarico della Direzione generale della Biblioteca di Stato furono edite: Beschreibende Verzeichnisse der Miniaturenhandschriften der Preussischen Staatsbibliothek, Lipsia 1926; Schöne Handschriften aus dem Besitz der Preussischen Staatsbibliothek, Berlino 1931. Hermine Kühn-Steinhausen