BERNSTEIN, EDUARD

BERNSTEIN, EDUARD. - Uomo politico tedesco, n. A Berlino nel 1850, m. ivi nel 1932. Fu uno dei principali seguaci del marxismo ortodosso. Successivamente se ne staccò criticandolo nel suo libro: «Socialismo teorico e socialismo pratico» (1899) con il quale respinse la teoria della fine naturale della società capitalistica attraverso la concentrazione del capitale ed il successivo passaggio delle aziende nelle mani del proletariato operaio. Divenne così uno dei massimi esponenti del socialismo riformista. A causa del suo atteggiamento ebbe violente polemiche con i socialisti intransigenti, soprattutto con Kautsky. Nel 1915 per difendere i socialdemocratici dall'accusa di aver votato nel 1914 i crediti di guerra, pubblicò in collaborazione con il Kautsky, col quale si era già conciliato, un manifesto in cui venivano scissure le responsabilità dei socialdemocratici dalla politica bellica dell'impero. Fu deputato al Reichstag.

Opere principali: Il socialismo in Inghilterra dal XVI al XVII sec., 1894; Socialism and Demokratie in der grossen englischen Revolution, 2a ed., Stoccarda 1908; Zur Geschichte und Theorie des Socialism, Berlino 1901; Ferdinandos Lassalle, ivi 1919; Die deutsche Revolution, ihre Entstehung, ihr Verlauf und ihr Wert, Berlino 1921.

BIBL.: K. Kautsky, Le marxisme et son critique B., Parigi 1900; G. Sorel, Les polémiques pour l'interprétation du marxisme, B. et Kautsky, Parigi 1900; G. Pasquali, Socialisti tedeschi, Bari 1919; P. Löbe, E. B. als Breslauer Abgeordneter, Breslavia 1925.