BERTRANDO del POGGETTO (Bertrand du
Poujet). - N. a Castelnau-Montratier (Lot) ca. il 1280,
m. il 19 febbr. 1352, cardinale vescovo di Ostia.
Dovette la sua rapida carriera a Giovanni XXII di
cui un tempo falsamente fu ritenuto figlio naturale,
il quale, poco dopo l'elezione (1316) lo promosse
cardinale del titolo di S. Marcello. Il Pontefice, mi-
rando a rialzare il partito guelfo d'Italia durante la
vacanza dell'Impero (egli non riconosceva legittimo
Ludovico il Bavaro), mandò in Italia come legato
B., specialmente contro i Visconti di Milano. Riu-
scito vano il tentativo di piegarsi con le armi, poiché
B. non aveva forze sufficienti, ricorse alle pene spi-
rituali, scomunicando i Visconti e gettando l'in-
terdetto su Milano che, costretta, venne a trattative,
mentre Matteo Visconti abdicò alla signoria in favo-
re del figlio Galeazzo, morendo poco dopo (giu-
gno 1322).
Nel 1323 B. riuscì ad organizzare una vera crociata
e già erano cadute Monza, Alessandria, Tortona, quando
Ludovico il Bavaro intervenne facendo pressione sui ghi-
bellini d'Italia, specie Can Grande della Scala di Verona;
portati aiuti a Milano, la fortuna di B. cominciò a decli-
nare. Allora B. tentò una nuova impresa su Bologna che
cadde in suo pieno potere nel 1324. Mirò a consolidare la
sovranità pontificia nell'Emilia e Romagna, ma la situa-
zione rimase sempre precaria per l'astuzia e l'indicilità
dei signori locali, fino al 1330. Quando nel 1331 il card.
B. ebbe abboccamenti con Giovanni di Boemia, guelfi
e ghibellini si unirono in lega, concertata a Castelbaldo
(Padova), contro lo straniero ed entrarono presto in lotta.
Il legato e Giovanni di Boemia pensarono alla resistenza,
ma furono sconfitti a Ferrara (apr. 1333), e un'insurre-
zione scoppiata a Bologna fece fuggire il legato (marzo
1334), che riparò ad Avignone, e terminare sfortunata-
mente l'impresa d'Italia. Il resto della sua vita, scomparso
Giovanni XXII, passò oscuro e inosservato.