BESANÇON, ARCIDIOCESI DI

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BESANÇON, ARCIDIOCESI di. - Si estende per 11. 200 kmq. nei due dipartimenti dell'alta Saona e del Doubs. Ha 560.000 cattolici su una popolazione di 587.476 ab.; 888 parrocchie, 925 sacerdoti diocesani e 735 regolari (1948). B. è l'antica *Vesontio*, città forte e capitale dei Sequani, conquistata da G. Cesare; organizzata poi la regione in provincia romana, *Maxima Sequanorum*, B. fiorì anche con scuole. Venne saccheggiata dai Germani e dai Vandali nel sec. v., e nel sec. vii dai Saraceni. Passò poi ai Carolingi e fece parte della Franca Contea fino al 1674 in cui fu conquistata da Luigi XIV.

Per i fasti della chiesa di B. una prima lista di vescovi risale al tempo del vescovo s. Ugo di Salins (1031-1067), perché con lui terminano parecchi cataloghi episcopali inseriti poi nei libri liturgici. Il Duchesne considera incerta la prima parte della lista fino a tutto il sec. VI. Tra i firmatari del falso Concilio di Colonia (346) si trova un Pancario *Vesontentium* forse identificabile con Pacato; certo è invece Chelidonio deposto ca. il 444 e poi confermato da s. Leone Magno; di Silvestro, presente al Concilio di Parigi nel 573, da un frammento del suo epitaffio, si apprende che morì dopo 22 anni di episcopato. Manca nelle liste un vescovo Adone attestato da un documento dell'a. 869.

Diventa sede metropolitana B. ebbe come suffragane le altre diocesi della provincia, cioè Aventicum, Augusta Rauracorum, Civitas Equestris, e Vindonissa.

Nel 1742 l'abbazia di St-Claude venne costituita diocesi con un gruppo di parrocchie del territorio del Giura. La Costituente fece di B. la metropoli dei territori dell'est. Un decreto della S. Congregazione Concistoriale del 10 luglio 1874 vi aggiunse il territorio di Belfort. Ha per suffragane le diocesi di St-Dié, Belley, Nancy e Verdun.

Patroni della diocesi sono i martiri Ferreolo e Ferruccio, ricordati al 5 sett. nel Martyr. Hieronymiamum ma la loro passio ha grandi affinità con quella di s. Benigno.

L'antica cattedrale di S. Stefano venne demolita dal Vauban (Sebastiano de Prestre marchese di) per costruire la roccaforte (1674). Da essa proviene una mensa del v-vi sec. per oblazioni a forma di un disco marmoreo di m. 1,07 di diametro con otto lobi semicircolari ed in giro l'iscrizione hoc signum praestat populis caelestia regna, mentre nel centro, racchiuso in un cerchio, sta il Signum Christi. Tra le due lettere A e ω; sull'asta del P. è innestata la croce latina; ai piedi della croce sta un agnello, al di sopra di essa una colomba. (G. Rohault de Fleury, La Messe, études archéologiques sur ses monuments, I, Parigi 1883, p. 161, tav. 37).

L'odierna cattedrale dedicata all'apostolo s. Giovanni fu consacrata nel 1148 dal papa Eugenio III; venne danneggiata da un incendio nel 1213; sussistono i grandiosi archi della nave maggiore con capitelli istoriati; ha due absidi terminali, in quella occidentale è posta la Resurrezione di Carlo Vanloo. Contiene inoltre il Bartolomeo della Porta (v.), la Vergine col Bambino tra i ss. Sebastiano, Bernardo e Antonio e l'offerente (Ferry Carondelet, abbate di Montbenoît) ivi sepolto. Altre chiese di B. sono quelle di Notre-Dame eretta sopra l'antica abbazia di S. Vincenzo (sec. xi), S. Pietro, S. Francesco-Saverio (1680) a imitazione del Gesù di Roma, e La Maddalena con due torri all'esterno, sulla destra del Doubs. Moderna è la grande basilica dedicata ai santi protettori Ferreolo e Ferruccio.

L'arcidiocesi possiede un grande seminario e 4 piccoli seminari. Fra le molte abbazie, Luxeuil (v.) si ricordano quelle di Cherlieu, Clairefontaine, Faverney, Lure, Montbenoît, Mont-Sainte-Marie, Rosières.

Fra gli arcivescovi di B., furono i cardinali: Giovanni d'Algir, Guglielmo III de Vergy, Antonio de Grandvelle, Cléricale de Choiseul, Francesco Augusto de Rohan. L'Università fondata a Dôle nel 1422 e dotata dal 1497 delle facoltà di Teologia e diritto canonico fu trasferita a B. nel 1671. Attualmente comprende le facoltà di Lettere, Medicina e Scienze. La biblioteca Civica contiene preziosi manoscritti quali un codice del sec. IX con i quattro Vangeli, forse proveniente dall'abbazia di Saint-Claude, un salterio del sec. XI, Evangelii dei secc. XI e XII, un breviario greco del sec. XIII, un rotolo di giustificazione in etiopico, ecc. (H. Leclercq, s. V. in DACL, II, coll. 824-28).

BIBL.: J. Gauthier, L'université de B., Besançon 1900.

L. Loyc, Histoire de l'église de B., 6 voll., ivi 1901-1903; L. Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, 2a ed., I, Parigi 1907, pp. 48-62; III, ivi 1915, pp. 198-216; G. Bardy, Les anciennes listes épiscopales de B., in Mémoires des Sociétés d'émulation du Doubs, 8a serie, 9 (1918), pp. 97-119. Enrico Josi