BETHEL (ebr. Běth-'ěl = « casa di Dio »). - Nome imposto da Giacobbe al luogo in cui ebbe la visione della scala e degli angeli mentre si recava in Meso-
potamia per sfuggire all'ira di Esaù (Gen. 28, 11-22). Alla storia di B. sono legati molti ricordi biblici. Abramo, entrando in terra di Canaan, aveva piantato le sue tende tra B. AHAI (v.) e vi aveva eretto un altare al Signore; ivi si fermò e invocò il nome del Signore al suo ritorno dall'Egitto (Gen. 12, 8; 13, 3, dove il nome di B. è messo per anticipazione). Giacobbe si fermò ancora a B. al suo ritorno dalla Mesopotamia e là prescrisse ai suoi una purificazione religiosa (Gen. 35, 1-8). Più tardi il nome di B. si estese anche all'antica città cananea di Lûz o Luza (= « i mandorli »), situata nelle immediate vicinanze. Con la conquista della terra promessa, B. fu assegnata alla tribù di Beniamin (Isa. 18, 22), ma di fatto passò a quella di Ephraim, essendo stata espugnata (Iudc. 1, 22-26) dai discendenti di Giuseppe (Ephraim e Manasse). Al tempo dei Giudici, nelle circostanze difficili, gli Israeliti vi si recavano per consultare il Signore e offrirgli sacrifici (Iudc. 20, 18, 26; 21, 2). Sotto Ieroboam I vi si venerava il vitello d'oro (I Reg. 12, 29-33).
Sull'area dell'antica B., a 19 km. da Gerusalemme, a destra della strada per Sichem-Nablusa, sorge il villaggio (ca. 600 ab.) di Bétin, dove gli scavi di W. F. Albright (1928 e 1934) hanno rivelato le imponenti opere fortificate (secc. XX-XIX a. C.) dell'antica città cananea, la cui floridezza decade verso il 1300 a. C.