BIAGIO, santo – Reliquiario con reliquie del Santo, donato dal card. Enrico Minutolo nel 1402 – Città del Vaticano, tesoro di S. Pietro.
varie contrade e città d'Italia nel 1399. Portavano sugli abiti consueti vesti di lino che scendevano sino ai piedi. La testa e il volto erano coperti da un cappuccio con due fori per gli occhi; sul capo e sul petto spiccava una croce rossa; una cintola di corda serrava i fianchi. Processionando procedevano a due o a tre portando in mano candele accesi, battendosi forte con una sferza mentre cantavano laudi e chiedevano perdono dei peccati.
Gli inni, di scarso valore letterario, erano composti per l'occasione o erano presi da un repertorio o laudario delle confraternite preesistenti. In una miniatura della cronaca manoscritta di G. Serambini si ha una riproduzione a stampa della lauda ufficiale, un canto dolente, Misericordia, eterno Dio.
Alla passata dei B. aderiva il popolo in massa, e insieme alla plebe anche le autorità ecclesiastiche e civili (come il b. Giovanni Dominici a Venezia, l'arcivescovo Fieschi a Genova, il marchese Niccolò d'Este a Ferrara, Carlo Malatesta e Carlo Gonzaga a Rimini). Si attendeva e si sperava dai B. un rinnovamento degli spiriti e dei costumi. Bonifacio IX, prima diffidente, poi attratto dalla pietà dei pellegrini Sutri (v.), li favorì, e partecipò agli pure alle processioni. I B., dopo aver attraversato tutta l'Italia, senza però varcarne i confini, si estinsero per la peste del 1400. Precipua opera loro fu di ricondurre pace fra le città discordi.

Braun, santa - Reliquiario con reliquie del Santo, donato dal card. Enrico Minutofo nel 1402 - Città del Vaticano, tesoro di S. Pietro.
la storia, la cronologia, la matematica e l'astronomia. A proposito di quest'ultima, tracciò quella linea meridiana (gnomone clementino) ancora oggi visibile in S. Maria degli Angeli e pubblicò nel 1703-1704 De kalendario et cyclo Caesaris ac de paschali canone s. Hippolyti martyris dis-serifationes duae.
Lavori storici: 5 voll. della Istoria universale provata con monumenti e figurata con simboli degli antichi, che ebbe varie edizioni, e le 6 tavole della Demonstratio historiae ecclesiastica quadripartitae comprobata monumentis per-tinentibus ad fidem temporum gestorum completate e publicate nel 1752 dal nipote Giuseppe. Questi completò e pubblicò anche il IV vol. (1735) del Liber Pontificalis che il B., seguendo il Panvino, attribuì erroneamente ad Anastasio Bibliotecario. I primi 3 voll., editi a Roma nel 1718, 1723 e 1728, portano perciò il titolo Anastasii Bibliothecarii de gestis Romanorum Pontificum cum praefatione, prolegomenis, variantibus et notis historicis atque chronologis...
Il testo del Lib. Pont. dato dal B. è stato riprodotto dal Migne (PL 127-28) fino alla vita di Stefano VI inclusiv.
Nel 1727 apparve un lavoro di carattere iconografico relativo ai musicai di S. Maria Maggiore De sacris inagio-bus musici operis a s. Xisto Papa III post oecumenicam Synodum Ephesinam in Basilica Liberatoria constructis et de dominicae nativitatis praesepi ac venerabilibus cuinis infan-tiae Christi Domini ibique custoditis dissertationes duae.
Bianchini, Giuseppe. - Storico, archeologo, n. a Verona il 9 sett. 1704, m. a Roma il 13 ott. 1764. Nel 1732 entrò nella Congregazione dell'Oratorio a Roma, dove Benedetto XIV lo elesse segretario dell'Accademia di Storia ecclesiastica, da lui istituita nel 1740. Già Clemente XII lo aveva incaricato di continuare gli Annales ecclesiastici del Baronio. Si procurò con le sue opere larga fama in Italia e all'estero.
Notevoli, fra i suoi lavori sui testi latini biblici: Vin-dicia canonicarum Scripturarum Vulgatae latinae editionis (Roma 1740), in difesa della Volgata; Evangeliarum qua-druplex latinae versionis antiquae (ivi 1749). In materia storica ultimò l'edizione del De gestis Romanorum Ponti-ficum di Anastasio Bibliotecario (ivi 1735) iniziata da suo zio Francesco; Methodus historiae ecclesiasticae quadripartitae (ivi 1746); Historia chalcographica septendecim annorum jubilaei (ivi 1750); Demonstratio historiae ecclesiasticae (ivi 1754). In materia archeologica pubblicò: Liturgia antiqua (ivi 1746); Raccolta de' più illustri pezzi d'antichità sacre di Roma (ivi 1746); Delle magnificenze di Roma antiquae e moderna (ivi 1747). Lasciò inoltre molti lavori monosciutti, tra cui studi sui profeti, sul Salterio, sul Cantico dei Cantici.