BIANCO (di Santi) da Siena. - Poeta mistico, gesuato, una delle più notevoli figure del movimento iniziato dal b. Colombini e il migliore lirico religioso della seconda metà del sec. XIV. N. a Lancio-lina (o Ancilonia) nel Valdarno superiore, fu detto anche il B. da Lanciolina. Poco sappiamo della sua vita. A Siena esercitò, nella giovinezza, come tessitore, l'arte della lana, e nel 1367 fu ricevuto tra COLOMBINA (v.). Per molti anni peregrinò nell'Italia centrale, cantando pubblicamente i suoi versi. Fu dotato di grazie straordinarie, e morì dopo una vita santa a Venezia al principio del
sec. XV. Rimane di lui un Laudario edito la prima volta da T. Bini nel 1851 e da F. Ageno nel 1939.
Da ammiratori eccessivi fu uguagliato a Iacopone da Todi. Se le sue laude sono artisticamente inferiori, non mancano di vigore linguistico e di originalità di contenuto; dopo Iacopone è il più grande poeta mistico italiano. Cantando l'amore di Gesù, di Maria S. ma, i misteri dell'anima, specialmente la rinuncia a tutte le vanità del mondo. Spesso con parafrasi di preghiere liturgiche o di salmi, non si limita al gioco delle immagini, come i poeti lirici dei secc. XIV e XV, ma rievoca vive esperienze spirituali. La sua lirica assume perciò un singolare interesse non soltanto letterario, ma teologico. Particolarmente significa-tive per le somiglianze con i motivi poetici di s. Giovanni della Croce, le Laude XVIII, Ottima tenebria privami della luce, e XXa Ferito m'ha l'Amore di saetta di fuoco.
Bianconi, Giacomo, beato. - N. il 7 marzo 1220 a Bevagna, ivi m. il 22 ag. 1301; domenicano nel 1236 a Spoleto, studiò a Perugia. Fondò il convento del suo paese, di cui fu priore; nella più aspra penitenza si maturò all'apostolato esercitato soprattutto contro i nicolaiti, di cui convertì il capo in un pubblico dibattito a Bevagna. Fu priore anche a Spoleto e a Pisa. Ebbe spirito profetico e fu acclamato taumaturgo ancora vivente. Il suo corpo, dopo tre traslazioni (1401, 1555, 1589), fu riposto sotto l'altar maggiore della chiesa domenicana (S. Giorgio) di Bevagna. Il suo culto ab immemorabili fu confermato da Clemente X il 18 maggio 1672. Scrisse: Specu-lum humilitatis Christi e Speculum peccatorum, in cui parla della vita di Nostro Signore e del giudizio finale.
Biard, Pierre. - G. Gesuita francese, uno degli iniziatori delle missioni della Compagnia nella Nuova Francia. N. a Grenoble nel 1567 ed entrato in religione nel 1583, insegnava teologia da sette anni, quando il p. Coton lo scelse, con il p. Ennemnd Massé, per fondare una missione in Acadia (Nuova Scozia), dove il calvinista Giovanni di Poutrincourt doveva creare una colonia francese. Una ricca bene-fattrice, la marchesa di Guerchville, comprò per i padri una parte nell'associazione dei coloni, per vincere l'opposizione dei protestanti; quando la missione, iniziata nel 1611 a Port-Royal d'Acadia (An-napolis), urtò con nuove difficoltà, la Guerchville fece trasferire i padri sulla costa opposta, dove fonderono nel 1613 St-Sauveur (oggi Bar Harbor, nello Stato del Maine, U. S. A.). Se non che il pirata inglese Samuel Argall distrusse un mese dopo St-Sauveur e l'anno seguente Port-Royal; trasportato in Inghilterra e tornato in Francia nel 1614, il B. morì ad Avignone il 17 nov. 1617.
Le lettere nelle quali racconta ai superiori gli avvenimenti in America sono pubblicate da A. Carayon, Docu-ments inédits concernant la Compagnie de Jésus, XII (Poi-tiers 1864), ristampati in R. G. Thwaites, The Jesuit Re-lations and allied documents, I-III (Cleveland 1896-97).
Attaccato dai protestanti, come causa dello scacco della colonia e della rovina di Port-Royal, il B. si difese scrivendo la sua Relation de la Nouvelle France, de ses terres, naturel du pays et de ses habitants, item du voyage des pères fé-suites audictes contrées et de ce qu'ils y ont fait jusqu'à leur prime par les Anglais (Lioné 1616, ristampa nel Thwaites, III, pp. 21-23; IV, pp. 7-117), che annunzia già la serie delle famose Relations de la Nouvelle France, cominciata nel 1627.
BIBAUX (BIBAUT, BIBANCE, meglio BIEBUYCK), GUILLAUME: V. BIEBUYCK, GUILLAUME.