Enciclopedia Cattolica vol. II, 1949 Sacra Scrittura Geografia biblica

BIBLOS

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Noto anche come: Gebejl, Jbeil; Gēbhāl; Gubal, Gubla, Kbn, Kpn

BIBLOS. - Una delle più antiche città della Fenicia, detta in greco Βόβλος, assir. Gubal (nelle lettere di el-'Amārnah: Gubla), egiz. Kbn (dalla XII dinastia in poi Kpn), ebr. Gēbhāl (Ez. 27, 9), oggi Gebejl, sita sulla costa del Mediterraneo, a ca. 40 km. a nord di Beirut. Secondo Filone di B. la città è stata regalata dallo stesso Ba'al-Kronos alla dea Ba'altis (Ba'ala). B. deve la sua importanza principalmente al commercio con l'Egitto, attestato dai testi egiziani fin dalla IV dinastia (ca. 2600 a. C.), particolarmente vivo nei tempi della VI dinastia (ca. 2300 a. C.): negli scavi archeologici fatti a B. si sono trovati regali mandati dai re Pepi I e II di questa dinastia ai templi di B.

Da B. si esportavano diverse specie di legno, mentre l'Egitto vi importava il papiro. B. così divenne il centro del commercio di questa materia, e perciò i Greci chiamavano il libro scritto su papiro βόβλος o βίβλος. Queste relazioni commerciali, interrotte per quasi quattro secoli, vennero poi riprese sotto la XII dinastia (ca. 2065-1788 a. C.); anzi durante qualche tempo la città sembra essere stata sottoposta a un governatore egiziano, la cui tomba si è scoperta nella necropoli regia non lungi dal mare. Sospeso di nuovo durante il periodo degli Hyksos (ca. 1750-1580 a. C.), il commercio riferisce per breve tempo sotto la potente XVIII dinastia (1580-1350 a. C.). Ma nella prima metà del sec. XIV la città viene presa dai Habiru e sembra che, d'allora in poi, la dipendenza dall'Egitto sia quasi cessata, eccetto il tempo di Ramses II (1292-26 a. C.). Le statue di Šelonk I (945-24 a. C.) e di Osorkon I (924-895 a. C.), scoperte negli scavi, provano tuttavia che le relazioni commerciali si mantenevano ancora.

Fatta poi sotto Theglathphalasar IV (745-727 a. C.) tributaria degli Assiri, B. passò nel sec. VI ai Persiani, nel sec. IV ai Seleucidi e, « liberata » sotto Pompeo, da allora fece parte dell'impero romano. Dopo Costantino divenne sede di un vescovo. Passata nel sec. VII sotto la dominazione musulmana, nel periodo dei Crociati ebbe una breve rifioritura cristiana (sede vescovile, cattedrale di S. Giovanni), per passare poi definitivamente nelle mani dei maomettani. Oggi Ġebejl è un villaggio di ca. 1500 ab., sede di un vescovo, vicario patriarcale del patriarca dei Maroniti.

Il Vecchio Testamento soltanto tre volte fa menzione di B.: Ios. 13, 5 (testo dubbio) la menzione come termine settentrionale della Terra Promessa; in I Reg. 5, 18, i gebaliti si presentano come operai (legnaïoli e muratori) nella costruzione del tempio di Salomone; in Ez. 27, 9, gli anziani e i periti di B. si dicono i fabbri riparatori delle falle della nave di Tiro.

B. era anzitutto celebre per i suoi culti pagani. La divinità propria di B. era la Ba'ālath Gēbhal (« signora di Gēbhal », egiz. nbt hbnj, accadico bēlit tu gubla), della quale si è scoperto un ampio tempio (o due templi?).

La Ba'ālat fu venerata anche in Egitto, ove si identificava colla dea Hathor. In un'iscrizione del sec. XIII a. C. il re Jehimilk di B. implora la protezione di « Ba'ālamēm e di Ba'āl di B. e della totalità dei santi dèi di B. ». Il Ba'ālamēm probabilmente è lo 'Eljōn menzionato da Filone di B.; del Ba'āl di B. non si hanno altre notizie; sembra che sia stato di secondo ordine, inferiore alla dea Ba'ālat. B. era inoltre, come racconta Luciano (De dea Syria, 6-8), un centro del culto di Adone (v.), il quale si diceva ucciso da un cinghiale nello stesso territorio di B.

Gli scavi archeologici eseguiti da P. Montet (1921-1924) e da Dunand (dal 1925 in poi) hanno messo in luce, oltre il tempio summenzionato, 9 tombe dei re di B., appartenenti parte al tempo della XII dinastia (secc. XIX e XVIII a. C.), parte ai secoli susseguenti; la più recente è quella di Ahiram, del sec. XIII (secondo altri, della fine del sec. XII), importante per l'iscrizione del sarcofago.

Bibliografia5 opere
BIBL.: P. Montet, Byblos et l'Égypte, Parigi 1929 (I. Texte; II. Atlas); M. Dunand, in Syria, 11 (1930), pp. 1-10; B. Couroyet, Byblos après quatre ans de fouilles, in Rev. Bibl., 40 (1931), pp. 276-91; L. Hennequin, Byblos, in DBs, III, pp. 451-68. Sull'iscrizione di Ahiram: L.-H. Vincent, in Rev. Bibl., 34 (1925), pp. 183-93. Sul periodo cristiano di B.: R. Janin, Byblos, in DHG, X, coll. 1452-54.

Agostino Bea

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Di Agostino Bea

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), coll. 1620–1621.

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Bea, Agostino. “Biblos.” In Enciclopedia Cattolica, vol. II, coll. 1620–1621. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/biblos.

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Bea, Agostino. “Biblos.” Enciclopedia Cattolica, vol. II, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 1620–1621. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/biblos.

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