BINA, ANDREA. - Benedettino cassinese della ba-dia di Polirone (Mantova), n. a Milano nel 1724, m. ivi l'8 marzo 1792. Insegno filosofico nei monasteri di Padova, Perugia e Milano, teologia a Roma, matematica e fisica nell'Università di Parma. È dovuta a lui l'invenzione del sismografo a pendolo che per primo delineò nel suo Ragionamento sopra la cagione de' tre-muoti, ed in particolare di quello della terra di Gualdo e Nocera nell'Umbria seguito l'anno 1751 (Perugia 1751). Ha pubblicato anche altri scritti scientifici, specialmente circa l'elettricità e per primo tradusse in latino la fisica di Cristiano Wolff.
BIBL.: G. C. Poggendorff, Biographisch-literarisches Hand-wörterbuch für Mathematik, Astronomie, Physik, Chemie und vertoandte Wissenschaftsgebiete, I, Lipsia 1863, p. 191; G. Terenzzi, L'inventore del sismografo a pendolo, in Riv. scientifico-industriale, 19 (1887), p. 52 e in Bull. del vulcanismo ital., 14 (1887), p. 33; G. Argannengo, L'inventore del sismografo a pendolo, in La meteorologia pratica, 7 (1926), p. 264.