BIRMANIA BIRMANIA

BIRMANIA

BIRMANIA - Statua gigante di Belooma in pietra locale, nella giungla presso Jaungtha.

l'apr. 1937, per costituire una colonia britannica, suddivisa in Bassa e Alta B.; in quest'ultima erano compresi alcuni staterelli (Shan e Kerenni) protetti. Col trattato di Londra del 17 ott. 1947 venne riconosciuto alla B. il diritto all'indipendenza. La capitale, Rangoon, sul delta dell'Iravadi, è un grosso centro (500 mila ab.) ed il maggior porto del paese. Nell'Alta B. è Mandalay (150 mila ab.).

Dei 17 milioni di ab. odierni, la stragrande maggioranza professa il buddhismo, poco meno di un milione, nell'interno del paese, culti animistici e oltre mezzo milione l'islamismo. I cattolici si calcolano a ca. 150 mila.

BIBL.: L. Foa, Quattro anni fra i Birmanie le tribù limitrofe, Milano 1866; H. J. Wehrli, Zur Wirtschaftsgeographie von Ober-Burma und der nördlichen Schan-Staaten, Zuriko 1906; J. Dantremer, La B., Parigi 1912; H. T. White, Burma, Cambridge 1923; L. D. Stamp, The Vegetation of Burma, London 1935; R. Grant Brown, Burma as I saw it, 1926; H. L. Chibber, The Physiography of Burma, 1933; id., The Geology of Burma, 1934.

II. EVANGELIZZAZIONE DELLA B

L'evangelizzazione della B. prima della divisione del 1866 in tre vicinati, si può dividere in cinque periodi. Il 1°, che va dal 1555 ca. al 1721, è il periodo dell'evangelizzazione occasionale, limitata ai grossi centri, e rivolta principalmente ai coloni europei e alle milizie portoghesi. Se ne occuparono sacerdoti secolari e regolari (Domenicani, Francescani, Gesuiti) per lo più portoghesi. A varie riprese (1648 Cappuccini, 1704 missionari di Parigi) la S. Congregazione di Propaganda cercò di provvedere a che si stabilisse una vera missione. Vi riuscì solo nel 2° periodo (1721-1830), con i Barnabiti e quasi per caso, in appendice, cioè, alla fallita legazione di Carlambrogio Mezzabarba in Cina, il quale da Canton inviò, con poteri (senza il titolo) di vicario apostolico di Ava, Pegu e Martaban, il p. Sigismondo Calchi, barnabita, con un prete secolare, don Giuseppe Vittoni (1721). Osteggiati dai missionari padroadisti (v. PATRONATO) ma ben visti dal popolo e dal re di Ava, che concesse loro libertà di propaganda, la missione dei Barnabiti cominciò con buoni auspici. Ma, nonostante lo zelo e le intelligenti fatiche, la missione subì una dopo l'altra tutta una serie di gravissime sciagure. Nel 1741 e nel 1746, durante le lotte intestine tra Birmani e Peguani, i due primi vicari apostolici, mons. Pio Gallizia e Paolo M. Nerini, morirono uccisi. Seguì una breve parentesi di relativa calma, sotto il vicario apostolico G. M. Percoto (m. nel 1776), ma di li a poco ripresero le rivoluzioni, le guerre civili e le persecuzioni, culminate nella guerra anglo-birmana del primo quarto del sec. XIX. L'ultimo vicario apostolico che poté lavorare fu G. M. Mantegazza (m. nel 1794). Il Corbenonis, eletto successore, morì prima di ricevere la nomina, e L. Grondona non poté essere consacrato vescovo. Ultimi missionari barnabiti furono il p. G. d'Amato e il p. Vincenzo Sangermano. Nel 1830 la Congregazione barnabitica, vistasi nell'impossibilità di continuare a mantenere la missione birmana, fu costretta a rinunziarvi. Ad essa si deve il primo serio e continuato tentativo di evangelizzazione dei Birmani e delle tribù cariane e la prima letteratura linguistica indigena.

Successero nel 3° periodo (1830-39) gli Scolopi, col vicario apostolico Federico Cao ed alcuni preti o religiosi racimolati alla meglio, fra cui emerge don Tarolli di Trento. La Propaganda affidò allora la missione agli Oblati di Maria Vergine di Torino (4° periodo: 1839-1856), i quali lavorarono con zelo sotto i loro due vicari apostolici Cerretti (1842-47) e Balma (1848-56). Ma la loro opera fu ben presto distrutta e i padri imprigionati in seguito alla seconda guerra anglo-birmana del 1851-52. L'ultimo loro missionario fu il p. Abbona. La missione (5° periodo: dal 1856 in poi) passò quindi alla Società di Parigi, col primo vicario apostolico Bignard, il quale, avvantaggiato dal regime di libertà istruito dall'Inghilterra e dalla pace seguita all'occupazione, poté, dopo un viaggio di studio attraverso la regione, cominciare ad attuare il suo programma di apostolato (specialmente nel settore scolastico) con tal successo che, 10 anni dopo, poteva proporre alla S. Congregazione di Propaganda la divisione di tutto il territorio dell'unica missione in 3 vicariati (1866), che furono appunto quelli della B. settentrionale, orientale, centrale e meridionale-occidentale, tutti affinati alla medesima Società di Parigi e rimaneggiati poi definitivamente nel 1870 con la cessione del vicariato orientale al seminario delle Missioni estere di Milano. Da allora cominciò la vita separata delle singole circoscrizioni (v. le voci relative). Attualmente nella B. vi sono le seguenti missioni: 3 prefetture apostoliche: AKIBA (v.), BAHÁ'ISMO (v.) e Kengtung (v.) e 3 vicariati apostolici: B. meridionale (v.), Mandalay (v.) TONGA (v.) con un totale complessivo di quasi 150.000 cattolici. Le missioni della B. dipendono, quanto all'organizzazione, dalla Internunziatura apostolica dell'India, con sede a Nuova Delhi.

Le missioni protestanti sono numerose ed attive in B. I primi ad entrare furono, nel 1888, i Battisti inglesi, passati dal Bengala, ai quali seguirono (1815).

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(lat. Vides)
Birmanta - Statuo gigante di - Belzoma in pietra locale, nelle giunglo presso Jeongtha.